venerdì 18 gennaio 2013

I PRECARI DELLA SCUOLA SI ISPIRANO A SALVEMINI


Queste sono le amare considerazioni che un precario della Scuola, con
moglie e tre figli, mi ha inviato per posta elettronica; parole che fanno ben riflettere su come vanno le cose in questa disastrata Italia: “La precarizzazione non è soltanto la diffusione dell' incertezza. È uno strumento psicologico e ideologico di governo della forza lavoro. Essa non è soltanto la condizione sociale di incertezza e di sudditanza al mercato, che oggi colpisce la stragrande maggioranza dei lavoratori salariati di tutto il mondo, ma un processo culturale e politico con il quale si impone al lavoratore di rinunciare alla difesa collettiva dei propri interessi e di competere individualmente con tutti gli altri. La precarizzazione è la diffusione della rassegnazione e della paura. Noi non siamo precari perché mancano le cattedre, ma siamo precarizzati dallo Stato perché su ognuno di noi si risparmiano 9.000 euro all’anno! Altrimenti non si comprendono le decine di migliaia di incarichi a tempo determinato stipulati dal MIUR ogni anno! Il precariato è, quindi, un reato di Stato! Perchè in tutti questi anni lo Stato ha reiterato più volte contratti a tempo determinato, contravvenendo alla direttiva comunitaria 1999/70/CE, che prevede la stabilizzazione dopo tre contratti a tempo determinato continuativi”. Al Professore amareggiato perchè precario va tutto il sostegno morale possibile anche perché conosciamo le loro sacrosante ragioni. A giugno 2011 molti dirigenti di Scuole Medie Statali hanno denunciato bilanci in rosso e che 376 Presidi dell'ASAL (Associazione delle Scuole Autonome del Lazio) hanno inviato una lettera a migliaia di genitori denunciando il "più imponente taglio nella Scuola della storia repubblicana dal dopoguerra", mentre gli studenti del Liceo "Modigliani" di Giussano, in Lombardia, hanno deciso di corrispondere lo stipendio a dieci docenti precari non pagati da tre mesi, prelevando 10 mila euro dal fondo volontario delle famiglie grazie ad iniziativa concordata con il Preside che non sapeva come far fronte ai supplenti. Sappiamo pure che è stato bandito un concorso per docenti (dopo ben 15 anni!), con 321.000 domande per 11.000 posti, ma dalle previsioni si ipotizza che vincerà solo uno su 28 concorrenti. Sappiamo altresì che i precari della scuola sono consapevoli del limitato numero dei posti, ma soprattutto del fatto che quanti hanno già conseguito faticosamente un’abilitazione all'insegnamento sono coscienti di aver già superato da anni una severa selezione, per cui gli sarà difficile ricominciare da zero dopo dieci o più anni. Siamo al corrente dell' ultima incredibile "trovata" di questo Governo con cui si tenta di porre parziale riparo alle dismissioni di ben 50 mila appartenenti alle FFAA, prevedendo la riserva del 30% dei posti, nel concorso in parola, ai volontari congedati. In queste ore, infatti, è in corso una campagna di informazione a cura delle Sezioni Collocamento ed euroformazione dei Comandi Militari dell' Esercito, affinché il maggior numero di volontari venga a conoscenza dell’informazione che è giunta a pochi giorni dalla scadenza del bando di concorso, il 7 novembre. Cosa dire al riguardo? Ben nulla! La notizia si commenta da sé; quel che rammarica è la considerazione del basso concetto che la politica continua ad avere per la nostra Scuola. Nel rivolgerci ai Precari della Scuola, offriamo una boccata d'aria pura chiamando in causa l'alto magistero di Salvemini, al cui ricordo è legato il “Movimento Salvemini”, creato a Roma nel 1962, su volontà di 200 esponenti della cultura, della politica e delle Istituzioni. Il Movimento ha recentemente celebrato i suoi primi 50 anni, per iniziativa del pronipote Cosmo, che da 32 anni guida il Movimento. Ai Precari della Scuola italiana, prendendo a prestito il titolo di una rivista fondata da Salvemini nel 1924, diciamo a voce alta: “Non mollare!”
Raffaele Vacca
L'Attualità Gennaio 2013





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