domenica 15 dicembre 2019

Acquisto per via telematica del libro "Epuloni e Lazzari".

Informiamo i nostri lettori che è possibile acquistare per via telematica (con rapida consegna a domicilio) una o più copie del libro del prof. Cosmo G. Sallustio Salvemini “EPULONI  e  LAZZARI”, digitando in un motore di ricerca le seguenti parole: Epuloni e Lazzari libro Salvemini Europa Edizioni.

Al predetto libro, il 21 settembre u. s., è stato  conferito a Spoleto il Premio Internazionale “Menotti Art Festival” per la Saggistica.

1° dicembre 2019.         Il Consiglio Direttivo del Movimento Salvemini   

sabato 14 dicembre 2019

Comunicato Stampa


                   LE  “UTOPIE”,  PRIMA  O  POI,  SI  REALIZZANO

L’obiezione mossa da alcuni “benpensanti” alle proposte di riforma istituzionale (in primo luogo la demo-random-crazia) per moralizzare la Politica e la società italiana, proposte avanzate dal Movimento Gaetano Salvemini da molti anni, poggia sul presupposto (o sul pregiudizio) che tali proposte siano “utopie”.

Da cosa deriva tale scetticismo? Alcune persone, purtroppo, sono prese dal panico appena sentono pronunciare la parola “riforme”;  altre sono caratterialmente inclini a conservare lo “status quo” (anche se quest’ultimo è caratterizzato da soprusi, assurdi privilegi, scandalose anomalie); altre ancora sono mentalmente “pigre” e non si chiedono nemmeno se una riforma possa giovare o meno all’intera società.

Esiste, però, un ampio schieramento di persone che sono animate dal desiderio di dare un (sia pur minimo) contributo al progresso giuridico e morale del Paese in cui vivono. Queste persone sono intellettualmente ottimiste. “Le idee – ammoniva Gaetano Salvemini – sono come i semi. Dopo essere rimaste sterili per anni o per secoli,si diffondono con rapidità fulminea. Nessuno può dire fin dove arriverà e quando fruttificherà un seme abbandonato al vento”.
Io appartengo decisamente alla categoria dei riformatori desiderosi di abbattere soprusi, privilegi, ingiustizie sociali, sperequazioni economiche e anomalie di vario genere.
Voglio vivere in un Paese libero da ogni forma di tirannia. La forza della Libertà è infinita e non ha nulla da temere neanche dai suoi peggiori nemici. Ogni sistema politico che impedisca la libera circolazione delle idee mummifica la società. Il diritto di parlare e di scrivere è inutile se non diventa strumento di educazione morale e politica.

Voglio avere la libertà di sbagliare per poter correggere autonomamente i miei errori, illuminato dalla retta coscienza e sorretto da una ferrea volontà.  Voglio esternare la mia visione di società decorosa senza essere imbavagliato. Voglio vivere senza il timore di essere aggredito dai malviventi, di essere tartassato da un Fisco rapace, di essere turlupinato da politicanti di mestiere. Voglio vivere in una società di cittadini onesti governati da galantuomini.

Voglio vivere in uno Stato non gestito da leaders avidi di poltrone, divorati dalla smania di protagonismo, bramosi di quotidiana visibilità mass-mediatica. Voglio vivere in una società più equilibrata, più equa, senza egoisti Epuloni né poveri Lazzari. Voglio vivere, insomma, in una Repubblica demo-random-cratica in cui i principi della Pari Dignità e delle Pari Opportunità tra i cittadini non siano vana retorica né “lettera morta” inserita ipocritamente in una Carta costituzionale.

Il mio costante punto di riferimento è il Discorso della Montagna. Non lo considero alla stregua di un elenco di “utopie”  perché sono convinto che, prima o poi, queste  “utopie” saranno realtà.

14 dicembre 2019.                                        Cosmo G. Sallustio Salvemini

Comunicato Stampa


LE SARDINE HANNO RISVEGLIATO LA SOCIETA' ITALIANA DAL TORPORE

Il Movimento Salvemini, com’è noto, è un’aggregazione socio-culturale (fondata il 16 ottobre 1962) che agisce al di sopra dei partiti politici. Il suo fine principale è quello di risvegliare le coscienze dormienti per moralizzare la vita pubblica. Per questa ragione considera la nascita del Movimento delle Sardine come un fatto positivo per  la tutela della Democrazia. Questo Movimento è nato a Bologna il 14 novembre 2019 e si sta diffondendo rapidamente in tutta Italia all’insegna dell’antifascismo e dell’antirazzismo. Non esibisce bandiere di nessun colore politico e non pronuncia parole offensive verso nessuno.

Ha ragione Marco Travaglio quando elogia la distanza delle Sardine dai partiti politici e quando scrive “Per sgonfiare i palloni gonfiati (Matteo Salvini) basta uno spillo”.  Si tratta, quindi, di un’entusiastica partecipazione popolare che ha avuto origine su Facebook, con il flash mob “Seimila sardine contro Salvini”. Poi si sono riunite in piazza oltre 15.000 persone.  Sono da condividere i loro slogan “Bologna non abbocca”, “l’Emilia Romagna non si lega”, “l’Italia si slega”. Gli ideatori del Movimento non hanno in tasca tessere di partito. Hanno redatto un Manifesto in cui si legge: “Siamo contro i populisti che hanno avuto la libertà di affogare i contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota e di vana retorica. Vogliamo la politica con la P maiuscola. Siamo già centinaia di migliaia e siamo pronti a dire basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze e sui social network”.

E’ un Movimento spontaneo interclassista che vuole arginare la Lega nelle elezioni del 26 gennaio 2020 per il rinnovo del Consiglio regionale e per l’elezione del Governatore. Non bisogna dimenticare che negli Anni ’80 la Lega Lombarda  (antenata dell’attuale Lega) chiedeva la secessione e che Umberto Bossi (suo leader) urlava slogan come “Padania Libera” e “Roma ladrona”.  Ed oggi la Lega chiede maggiore autonomia (normativa e tributaria) per le Regioni del Nord. Chiede cioè la spaccatura dell’Italia in due territori (una secessione mascherata con la parola “autonomia”). Un’offesa alla memoria degli eroi del Risorgimento che hanno immolato la vita per far nascere un’ Italia unita e indipendente.

Il Movimento delle Sardine merita di essere incoraggiato e sostenuto per il suo intento di dar vita ad una società di cittadini onesti governati da galantuomini. E’ lo stesso intento del Movimento Salvemini quando propone (dal gennaio 2006) di inserire nella nuova Costituzione il principio della Demo-random-crazia (modello ateniese, imperniato sul metodo Pericle e adattato al nostro tempo).  Conosciamo la melensa obiezione degli ultra-conservatori secondo i quali il predetto principio sarebbe un’idea utopistica. Ad essi rispondiamo con il monito lanciato nel 1919 da Gaetano Salvemini: “Le idee sono come i semi. Dopo essere rimaste sterili per anni e per secoli, si diffondono con rapidità fulminea. Nessuno può dire fin dove arriverà e quando fruttificherà un seme abbandonato al vento”.

Il tempo è galantuomo. Prima o poi le “utopie” si realizzano.  Auguriamoci che il Movimento delle Sardine contribuisca a far nascere in Italia la vera democrazia. Bisogna saper attendere. Siamo appena agli inizi di un fenomeno che apre il cuore alla speranza. Ogni albero va giudicato non dal colore delle foglie ma dai frutti che produce. Il nostro sincero auspicio è che gli organizzatori del Movimento non si lascino corrompere dalla diabolica avidità di Potere né dalla morbosa sete di poltrone, sotto la ben nota maschera di coloro che finora hanno detto (ipocritamente) di agire “per il bene del Paese” (e poi hanno agito per mantenere privilegi, per cambiare casacca, per truccare appalti pubblici, per acquistare voti sporchi, per umiliare il principio delle Pari Opportunità). Hanno agito, insomma, come Giovanni dalle Bande Nere, che si vendeva a chi gli dava più soldi.

Auspichiamo, in sostanza, che le Sardine si mantengano incorruttibili e che diano seguito all’accorato appello lanciato nel 1953 da Gaetano Salvemini: “Bisogna dar vita ad una Alleanza di persone illuminate, esperte ed oneste che si uniscano al di sopra dei partiti per accordarsi su problemi concreti e, di volta in volta, cerchino le forze politiche necessarie per risolverli”.

13 dicembre 2019.           Il Consiglio Direttivo del Movimento Salvemini

venerdì 6 dicembre 2019

Comunicato Stampa


Sul pensiero e l’azione di Gaetano Salvemini bisogna ricordare a Bruno Vespa che…

Nel corso della trasmissione televisiva del 5 dicembre u. s., “Dritto e Rovescio” condotta da Paolo Del Debbio, Bruno Vespa, commentando il suo recente libro ”Perché l’Italia diventò fascista”, ha detto tra l’altro che Gaetano Salvemini, durante il “biennio rosso”, non si oppose al fascismo. Tale affermazione è assolutamente arbitraria perché non rispetta la verità storica.

 Salvemini ha sempre contrastato, energicamente, la dittatura fascista, dal momento della sua nascita fino al suo epilogo. Vespa dimentica molti dettagli dell’aspro contrasto tra Salvemini e Mussolini. Basti citare l’arrogante sfida a duello lanciatagli da quest’ultimo. Dimentica anche che il “biennio rosso” (1920-1921, con l’occupazione delle terre e delle fabbriche) fu la tragica conseguenza di un voltafaccia governativo (che tradì la promessa fatta negli anni precedenti ai giovani chiamati alle armi, cioè “la terra ai contadini”).
 I reduci dalla Grande Guerra si accorsero di essere stati turlupinati e si ribellarono. Una rivolta che purtroppo degenerò in molti atti violenti.

A Vespa consiglio di documentarsi meglio sull’atteggiamento di Salvemini verso Mussolini negli anni precedenti la “Marcia su Roma” (28 ottobre 1922). Voglio aiutarlo in questa doverosa ricerca suggerendogli di consultare attentamente i seguenti testi:

Archivio Gaetano Salvemini, Istituto Storico della Resistenza in Toscana (Inventario a cura di Stefano Vitali), Ministero Beni Culturali, 1988.

Giacomo Zanibelli,”Gaetano Salvemini e il fascismo”, InStoria (Rivista on-line di Storia e Informazione, n. 63, marzo 2013).

Nicola Tranfaglia, “Gaetano Salvemini storico del fascismo”, Studi Storici. Anno 29, n. 4, 1988. Edizioni Fondazione Istituto Gramsci.

Biennio rosso in Italia (in Wikipedia).

Dizionario Biografico, Enciclopedia Treccani: “Dopo l’avvento di Mussolini (ottobre 1922) Salvemini continuò ad opporsi al fascismo trionfante…”

Ho ritenuto doverosa questa precisazione perché non è consentito a nessuno offrire ai telespettatori una visione distorta sui reali comportamenti di Gaetano Salvemini nei confronti del regime dittatoriale instaurato da Benito Mussolini.
  6 dicembre 2019                        Prof.  Cosmo G. Sallustio Salvemini

giovedì 5 dicembre 2019

Marco Travaglio


Marco Travaglio, celebre giornalista e saggista, è Direttore de “Il Fatto Quotidiano” dal 2015.
Opinionista televisivo di rara capacità analitica. E’ il Montanelli del XXI secolo.
Le sue opinioni sono sempre fondate su dati di fatto inconfutabili.
Ha pubblicato numerosi libri, tra i quali:
“Montanelli e il Cavaliere”,
 “E’ Stato la Mafia”,
 “Se li conosci li eviti” (con Peter Gomez),
 “Mani pulite” (con Gianni Barbacetto e Peter Gomez),
 “L’odore dei soldi” (con Elio Veltri),
 “L’Amico degli Amici” (con Peter Gomez),
 “B. come basta!”,
 “Inciucio” (con Peter Gomez),
 “Padrini fondatori” (con Marco Lillo),
 “Mani sporche” (con Gianni Barbacetto e Peter Gomez),
 “Slurp”, “Bananas”,
 Le Mille Balle Blu” (con Peter Gomez),
  “Perché No” (con Silvia Truzzi),
“Intoccabili” (con Saverio Lodato),
 “Viva il re!”, “Ad personam”,
 “Bavaglio” (con Peter Gomez e Marco Lillo).
 “Regime” (con Peter Gomez),
 “Il manuale del perfetto impunito”.



mercoledì 4 dicembre 2019

Ancora calpestato il pluralismo dell'Informazione in Rai - TV. Calo degli ascolti. La lottizzazione partitocratica resta uno scandalo nazionale.


E' ancora in vigore il famigerato (antidemocratico) "metodo Caligola" sulle candidature ai seggi parlamentari.


Finché la Politica sarà alimentata e manovrata dal denaro (quasi mai lecito) l'Italia verrà governata da mercenari e da canaglie.




Così la famiglia Benetton dal gennaio 2000 ha incassato una valanga di soldi. E' opportuno che il Governo revochi la concessione sulle autostrade.



Una vergogna che risale a moltissimi anni fa: truccare i concorsi a cattedre universitarie. La Procura di Catania ha indagato 60 docenti ed ha sospeso due Rettori.



Dopo il fallimento di tutti i meccanismi elettorali finora adottati è ora di sperimentare la Demo-random-crazia per almeno un decennio.


Piketty denuncia le disuguaglianze economiche e propone di ridistribuire la ricchezza mondiale.


E' la prima volta che un'inchiesta giudiziaria sulla corruzione in Vaticano venga avviata da un Pontefice.


Accusato Mons. Zanchetta dal tribunale di Oràn (Argentina) per abusi sessuali su due seminaristi.



Nel dicembre 2014 Salvini si è recato a Mosca con il suo portavoce Savoini. Due mesi prima si è presentato alla Duma (Parlamento russo) indossando una felpa con la scritta "No sanzioni alla Russia". Ha dimenticato che l'Italia fa parte dell'Alleanza Atlantica.





Che un'azienda pubblica venga gestita da enti privati (partiti politici) è una delle tante anomalie che devastano l'Italia.