sabato 14 aprile 2018

Comunicato stampa


IL VALORE DELLA CULTURA 

Ogni epoca storica è caratterizzata dalla trasformazione, dall'incessante e inesorabile rinnovamento del modo di vivere, degli usi e dei costumi, delle idee dominanti e perfino del gusto artistico; eppure ogni trasformazione non può mai mettere da parte quei principi di democrazia, razionalità e libertà alla base della convivenza armonica e pacifica delle società moderne. Questi valori sono stati, in ogni epoca e luogo, al fianco dell'uomo e dei suoi diritti, affrancandolo dall'arbitrio del caso, dalla ferocia della necessità e da ogni tipo di potere autoritario e dispotico. Come scriveva Karl Löwith, la storia non ha un senso unico, o uno scopo determinato, non vi è una evoluzione garantita che porti le civiltà verso forme più luminose di esistenza. Al contrario, è l'intervento dell'uomo, nel qui e ora, attraverso le sue azioni, e il suo pensiero, a fare la differenza, a far emergere ogni volta i valori di umanità e solidarietà
su cui si basano istituzioni condivise e civili. Strumento imprescindibile nella difesa di questi valori è la cultura.
Agli albori della civiltà europea, gli antichi Greci avevano compreso come la comunità sarebbe stata più salda se fondata all'interno di quei principi di conoscenza e verità che sottraggono il BIOS, la vita individuale, all'arbitrio del caso; non a caso l'Aletheia, la verità dei Greci, era contrapposta all'oscurità dell'oblio, la dimenticanza che cancella gli uomini. Proprio su questi principi di verità è consistenza venne fondata la polis, la grande forma politica che ci fu tramandata da quell'età dorata.
All'inizio dell'epoca moderna, Thomas Hobbes scrisse come la cultura è quel prodotto dello spirito capace di innalzare gli uomini sopra l'animalesco e primitivo stato di natura, il bellum omnia contra omnes senza legge. Ancora oggi la cultura è ciò che eleva gli uomini da ogni possibile stato di "minorità". La cultura è ciò che dà luce alle istituzioni umane, perché le fonda sulla memoria di ciò che le ha rese migliori; senza cultura l'uomo cammina su acque oscure, quelle della dimenticanza, quelle dell'oblio che vela i diritti, quelle del freddo primevo dell'indifferenzazione da cui non sgorga alcuna libertà.
Su queste basi concettuali, prende il via "IL VALORE DELLA CULTURA", una rassegna a cura di Mario Sammarone, Michele Bianchi e Svjetlana Lipanovic, con il patrocinio della Federazione Unitaria Italiana Scrittori, che si pone l'obiettivo di raccontare quei valori alla base di una convivenza libera e democratica. Il primo evento, "Cultura e diritti civili", con Franco Ferrarotti, Cosmo Sallustio Salvemini, Antonio Stango e Luigi de Pascalis, si volgerà il 18 aprile presso la sala convegni del nuovo teatro della Fuis (lungotevere de' Mellini 33). Sì parlerà della cultura come strumento a difesa dei diritti e della promozione di uno spazio etico-pratico in cui possa svilupparsi sempre più, anche in ambito europeo, la libera cittadinanza e i diritti dell'uomo
. Ingresso libero.
Info: mariosammarone@gmail.com
10 aprile 2018

Comunicato stampa

Chi tace sulla devastazione morale è complice dei corrotti.

Com’era facilmente prevedibile il “Rosatellum” ha messo in stallo il Parlamento rendendo difficile la formazione di un Governo. Questa farraginosa legge elettorale passerà alla Storia come quel Piffero che fu ideato per suonare ma che finì con l’essere suonato. Congegnata per ostacolare l’avanzata dei movimenti di protesta, si è rivelata come un micidiale boomerang  che ha colpito coloro che lo avevano lanciato. Ha aggravato  l’ingovernabilità del Paese. Ha consolidato il tripolarismo impedendo la formazione di una maggioranza parlamentare. Ha, in sostanza, accentuato l’instabilità delle Istituzioni.
E’ un dato di fatto che i movimenti di protesta stanno avanzando. Sta aumentando il fronte di coloro che vogliono abbattere la Partitocrazia generatrice di corruzione e di anacronistici privilegi. Vogliono dire “basta” al clientelismo, al voto di scambio, al trasformismo parlamentare (attuato fin dai tempi di Depretis e di Giolitti), al sistema degli appalti truccati, al “metodo Caligola” usato per compilare le liste bloccate dei candidati, al “paracadute” ideato per mandare in Parlamento gli accoliti dei “cerchi magici”. Vogliono dire “basta” ad una prassi perversa e pervertitrice eretta a Sistema di Potere che offende l’intelligenza degli elettori. Vogliono dire “basta” ai politicanti di mestiere che, bramosi di occupare poltrone altamente remunerative, hanno creato il caos istituzionale ed hanno spaccato il Paese in due: da una parte gli Agiati-Privilegiati (pochi), dall’altra i Disagiati-Emarginati (molti); da un lato i ricchi Epuloni (una minoranza), dall’altro i poveri Lazzari (una maggioranza).
Da molti anni, ormai, il “ceto medio” è scivolato verso la categoria dei Disagiati perché la vecchia classe dirigente si è rivelata inidonea a risolvere i problemi sociali, creando un Paese squilibrato e privo di valori morali, in cui tutto viene mercificato, perfino la dignità dei lavoratori. Quella vecchia classe dirigente è responsabile di molti misfatti ed ha commesso anche l’errore di consegnare la RAI (azienda pubblica) agli oligarchi dei partiti (associazioni private) impedendo l’accesso a tutte le altre formazioni sociali. Ha consentito, inoltre, di mandare in onda programmi-spazzatura fortemente antieducativi. E’ stata bocciata perché responsabile della caduta verticale dei valori morali ai quali Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini e tanti altri galantuomini hanno dedicato tutte le loro energie. E’ responsabile per aver consentito che i cattivi maestri oscurassero gli insegnamenti dei Buoni Maestri. Di fronte a tale devastazione morale chi tace è complice. Il Movimento Salvemini non tace perché intende la politica come missione al servizio della gente, non come strumento di arricchimento personale e di tornaconto lobbistico.
Dopo secoli di umiliante sudditanza a governanti egoisti ed arroganti gli Italiani hanno finalmente alzato la testa. A questi ultimi il Movimento Salvemini lancia un appello: chiedere agli esponenti delle nuove forze politiche parlamentari di introdurre nella futura Carta costituzionale il  modello ateniese di Democrazia, fondato sul metodo Pericle, adattato ai tempi moderni e denominato demo-random-crazia dai docenti dell’Università di Stanford (California).
Non c’è rimedio all’attuale situazione di stallo istituzionale. E’ ora di smetterla di ragionare in base agli interessi della propria bottega. E’ ora di anteporre gli interessi dell’intera comunità sociale.

  9 aprile 2018                     Il Consiglio Direttivo 

venerdì 13 aprile 2018

Comunicato Stampa


Coordinatori delle Sezioni regionali del Movimento Gaetano Salvemini per il triennio 2018-2020
Lombardia: Ferruccio Ciavatta. Piemonte: Augusto Foglietto. Liguria: Andrea Monteverde. Trentino Alto Adige: Tullio Dallapiccola. Veneto: Eugenio Morelli. Toscana: Mauro Marrani. Marche: Matteo Gentili. Lazio: Emiliano Caruso. Abruzzo e Molise: Leda Panzone Natale. Campania: Giovanni Nigro. Basilicata: Giustino Setteducati. Puglia: Natale Ventrella. Calabria: Michele Biafora. Sicilia: Adalgisa Biondi. Sardegna: Anna Maria Chirigoni.
I Soci del Movimento sono invitati a proporre le varie forme di collaborazione ai predetti Coordinatori scrivendo alla e-mail lattualita@yahoo.it , con particolare riferimento agli eventi artistici e culturali del Maggio Uniacense.
8 aprile 2018                                           Il Consiglio Direttivo

Sartori:"una vera democrazia dev'essere capace di auto correggersi.


Questi rappresentanti del popolo sono poco rappresentativi.


La correntocrazia può essere eliminata solo introducendo l'antico modello democratico ateniese, aggiornato.



Misteriosa morte di un Legionario di Cristo.



L'abuso d'ufficio è una pessiam abitudine di un'alta percentuale di italiani ed affonda le radici nel Medioevo.


Papa Francesco a Molfetta il 30 aprile.


Ispirate riflessioni di Don Tonino Bello.






Don Tonino:"Non bisogna andare in parrocchia per vedere quello che succede, ma per far succedere qualcosa.



Juventus Club Parlamento è una lobby trasversale: un autentico centro di potere.


Di fronte al protezionismo U.S.A. l'Unione Europea deve attuare una strategia unitaria.4


Gli islamisti vogliono dominare il mondo intero.



Da otto secoli i Pontefici e i teologi sono discordi sull'esistenza del Limbo.