Negli ultimi 5
anni il nostro Paese è stato pervaso dall’incertezza politica, una incertezza
che si è fortemente radicata anche nella vita sociale. Le dichiarazioni dei
politici non sono state mai convincenti come in questo periodo. Nessuno crede
più a nulla di quello che viene emanato da organi governativi o da politici
appartenenti all’uno o all’altro partito. Il senso civico è ormai completamente
distrutto e lo stato sociale peggiora ogni giorno di più. Non c’è più spazio
per l’onestà e soprattutto non c’è più spazio per una esistenza sociale
dignitosa. Nonostante tale situazione quello che siamo costretti a subire, oltre
alla mala politica, è l’ottimismo imperante dei premier che si avvicendano.
Abbiamo trascorso un ventennio di bugie grazie ad un improvvisato politico che
è “sceso in campo” solo per trattare i suoi affari e per garantirsi una libertà
che gli stava sfuggendo. Ora è la volta di un premier che proviene dalla parte
politica opposta (almeno così dice), ma che sembra ricalcare le orme di colui
che ha fatto le proprie fortune sparando un ottimismo infondato che non ha
portato altro che sfiducia e povertà a 360 gradi. Il popolo non ne può più di ascoltare
che tutto va bene perché sa di presa in giro. Ora Renzi ci illude concedendo
miglioramenti retributivi a chi si trova sotto una determinata soglia, ma
parallelamente riduce i servizi attraverso tagli indiscriminati, cancella Enti
che producono la perdita di posti di lavoro e disoccupazione a persone che non
sono né troppo giovani per trovare un'altra sistemazione, né troppo vecchi per
andare in pensione. Questo ci fa capire che chi lo ha preceduto ha fatto scuola
e che non c’è bisogno di appartenere all’una o all’altra compagine politica.
Noi cittadini invece le speranze di vivere una vita migliore le abbiamo perse
da un pezzo perché ogni giorno ci scontriamo con problemi reali che non ci
consentono di affrontare una vita serena. Ci sono ragazzi che stanno mettendo
su famiglia con mogli e con figli piccoli a cui è difficile assicurare un
futuro dignitoso. La gente comune è stufa di respirare un falso ottimismo che
viene diramato ormai da ogni direzione politica. Un partito di sinistra che
dovrebbe difendere i lavoratori sta facendo di tutto per mandarli a casa! Ai
giovani non si fa spazio in questo modo! La fascia d’età più debole è senza
alcun dubbio quella che va dai 35 ai 50 anni in cui si trovano ormai la maggior
parte dei precari del lavoro. E’ su questa fascia d’età che è necessario intervenire,
pensare in positivo è una gran cosa, ma è un atteggiamento che deve avere basi
solide e soprattutto deve dare forza a chi ormai non ha più niente grazie a
coloro che hanno utilizzato l’ottimismo solo ed esclusivamente come strumento
politico e per fini personali! Pertanto, che il premier sia di destra o di
sinistra, ci auguriamo nel prossimo futuro che la sua guida governativa dia
maggiori sicurezze invece di bugie che vengono emanate attraverso atteggiamenti
sfrontati, il popolo italiano vuole vedere azioni a cui seguono fatti concreti,
il popolo italiano vuole contribuire attraverso sacrifici che prevedano
restrizioni, ma che siano eque per tutti e in misura proporzionata al reddito,
non desidera più subire tagli indiscriminati che molto spesso vanno a colpire
proprio i più deboli! Il popolo italiano ora più che mai non ha bisogno di
ottimismo, ma di onestà!
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giovedì 1 maggio 2014
E’ l’ora dell’ottimismo di sinistra! di Antonio Bartalotta
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