Il Movimento Salvemini accusa quei lobbisti che,
interferendo illecitamente nelle Istituzioni, hanno vanificato il
principio fondamentale sancito dall’art. 1 della Costituzione “La
sovranità appartiene al popolo”.E’ arcinoto che “senza denari non si
cantano Messe” (e, parafrasando, non si vincono nemmeno le elezioni). Per
logica conseguenza, chi ha più denari può organizzare costose campagne
elettorali e si trova in posizione di vantaggio nei confronti di chi non
dispone di risorse finanziarie. Tale sperequazione crea un sistema che si
chiama “plutocrazia”. E’ la negazione della democrazia autentica (attuata
in Atene nel 5° e 4°secolo a. C.), fondata sul principio di “pari opportunità”
tra cittadini, che non concedeva posizioni di vantaggio ai ricchi. Questi
ultimi, infatti, potevano acquistare (anziché conquistare) i voti e
potevano farsi eleggere con estrema facilità. Una volta “eletti”
continuavano a corrompere chiunque e ad assegnare
le cariche istituzionali a coloro che avevano fornito i voti. Tutte le cariche pubbliche venivano mercificate da plutocrati senza alcuno scrupolo morale. Di fronte a tale scempio sociale Solone, Efialte, Clistene e Pericle attuarono gradualmente un sistema decoroso di autentica democrazia, in cui ogni cittadino - senza discriminazioni di natura economica - poteva accedere alle cariche istituzionali mediante sorteggio. Non tutti i cittadini erano sorteggiabili ma soltanto quelli che dichiaravano la propria disponibilità ed erano in
possesso di rigorosi requisiti morali e professionali. Potevano restare in carica per un limitato periodo di tempo e non potevano essere risorteggiati, per evitare che una prolungata permanenza al potere li inducesse a corrompersi.Perché non sperimentare il “metodo Pericle” nell’Italia di oggi, in balìa di caste egoiste, di politici-sanguisughe e di amministratori corrotti?
Perché non introdurre il sistema di democrazia ateniese nella nuova
Carta costituzionale?
10 aprile 2014
le cariche istituzionali a coloro che avevano fornito i voti. Tutte le cariche pubbliche venivano mercificate da plutocrati senza alcuno scrupolo morale. Di fronte a tale scempio sociale Solone, Efialte, Clistene e Pericle attuarono gradualmente un sistema decoroso di autentica democrazia, in cui ogni cittadino - senza discriminazioni di natura economica - poteva accedere alle cariche istituzionali mediante sorteggio. Non tutti i cittadini erano sorteggiabili ma soltanto quelli che dichiaravano la propria disponibilità ed erano in
possesso di rigorosi requisiti morali e professionali. Potevano restare in carica per un limitato periodo di tempo e non potevano essere risorteggiati, per evitare che una prolungata permanenza al potere li inducesse a corrompersi.Perché non sperimentare il “metodo Pericle” nell’Italia di oggi, in balìa di caste egoiste, di politici-sanguisughe e di amministratori corrotti?
Perché non introdurre il sistema di democrazia ateniese nella nuova
Carta costituzionale?
10 aprile 2014
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