Sin dall’inizio delle nostra storia, per controllare comportamenti anomali, indesiderati. disturbanti ecc. dei nostri simili, si è pensato a norme di legge e conseguenti misure giuridiche punitive, più di recente anche riabilitative.
Se i comportamenti umani si fossero potuti regolare mediante norme e conseguenti misure punitive, sarebbero stati sufficienti i divini Comandamenti, tanto più che per le gravi trasgressioni (peccati mortali) erano e sono previste tremende ed eterne pene dell’Inferno, forse peggiori di quelle, già cattivissime, che l’Autore delle Divina Commedia inflisse ai “suoi” dannati
Analogo criterio deterrente avrebbe funzionato per il rischio di venire pubblicamente svergognati: gli scandali scoppiati, anche di recente, nelle più prestigiose Case regnanti, dove sin da piccoli i metodi formativi sono severamente volti a salvaguardare l’onore del casato e della corona, apportano ulteriori prove alla tesi che neanche il rischio di esporsi al ludibrio del mondo intero frena i comportamenti trasgressivi di figli destinati a…anzi sembra che la pressione educativa procuri tensioni insostenibili tanto che fuoriescono come melma attraverso crepe dell’apparato neuropsichico.
Anche per questo fenomeno devo ribadire il consueto tormentone: NON VI SONO SCORCIATOIE”!. Occorre prevenire tenendo conto di quanto segue:
intanto rilevo che la tendenza ad appropriarsi di cose altrui è molto forte sia negli animali che nei bambini (comunque nel cervello umano la cui evoluzione non abbia proceduto verso la maturità autenticamente umana).
La connotazione di coattività dell’esacranda auri fames - come della smoderata voglia di appropriarsi di altri beni - mi ha indotto a ricercare e trovare ciò che, nei limiti delle mie competenze, determina il fenomeno dell’ “oggetto transizionale” (è noto come il bambino si affezioni a un pupazzetto come per consolarsi di momentanee assenze della madre).
Ho avuto modo di constatare come il denaro e altro beni possano configurarsi come oggetto transizionale nell’apparato neuropsichico del cervello di soggetti che, per motivi naturali (com’è nel i primi tempi di vita) o per mancata soluzione del rapporto simbiotico possa protrarre a tempo indeterminato una dipendenza dalla figura parentale di fiducia: nell’anagraficamente adulto si manifesterebbe, vergognosamente”, come insaziabile fame di mamma se non ricorresse a mascherarla con surrogati quali il denaro.
Si rileva che l’associazione psico-emotiva tra figure parentali e denaro può spiegarsi con il fatto che questo oggetto “soterico” si presenta come fonte di cibo e di potere, ossia con ciò che fa parte essenziale delle prestazioni parentali.
Alla naturale condizione di impotenza del cucciolo d’uomo è attribuibile il particolarmente forte, profondo, assolutamente possessivo attachment (di solito) alla madre.
L’acquisizione di fiducia, quindi di sicurezza del piccolo dipende dalla sensazione di “potere” (addirittura di onnipotenza) che egli/lei recepirà nei confronti delle figure dalle quali vitalmente dipende.
In base a quanto succintamente esposto ci si potrà rendere conto che non saranno sufficienti provvedimenti legislativi per “lottare” la corruzione, mentre l’esperienza dimostra come sia inefficace anche il loro presunto potere deterrente: la coattività di questi comportamenti è attribuibile al fatto che sussiste una radicale discrepanza tra la natura (psicodinamica) del fenomeno corruzione e il tipo di misure giuridiche.
Un passo avanti in tal senso potrebbe essere che anche per questo, come per altri fenomeni di tale natura, avvenga quel che è accaduto, per es., per la ludopatia.
Mentre, a causa degli errori perpetrati, sia pure in buona fede ritenuti educativi, con i metodi correnti dell’allevamento della prole umana, chissà per quanto tempo e purtroppo, dovremo ricorrere alle tradizionali scorciatoie, sarebbe ora di far di tutto per recuperare il tempo male impiegato, disponendo di adeguati servizi territoriali per la preparazione (e non solo sul piano intellettivo) degli aspiranti genitori, nonché disponibilità di adeguati spazi per i bambini: attraverso giochi intelligentemente animati: tanti comportamenti problematici di nostri simili dipendono da carenze di appropriate prestazioni parentali, sin dai primi momenti di vita, che possono essere individuati e avviati a soluzione appunto mediante attività ludiche.
In base a ciò, un gruppo di lavoro, contando che ancora in età immediatamente prescolare sia possibile riparare danni e promuovere una più autentica realizzazione delle potenzialità evolutive, ha prodotto un progetto dal titolo: “Iniziamo da una generazione”, vale a dire da quella in procinto di frequentare la scuola dell’obbligo.
Pier Luigi Lando
Sito: www.pierluigilando.net
e-mail: eco@pierluigilando.net
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