Le cose stanno
andando senz’altro meglio da quando si è instaurata una certa stabilità
politica. Molte riforme proposte dal governo stanno avendo difficoltà di
condivisione, ma altre, già approvate, rappresentano senz’altro un passo in
avanti per lo stato sociale del nostro Paese. La riforma elettorale, il
cosiddetto “Italicum”, ha avuto un travaglio molto complicato, ma alla fine ha
raggiunto i consensi previsti, anche se attraverso una maggioranza che ha fatto
fatica a formarsi. Ora, nei prossimi mesi, sarà proposta la riforma della
Pubblica Amministrazione che, al pari della riforma elettorale, avrà problemi
di assorbimento da parte di tutte le forze politiche, ma tutti si augurano che
passi anche quella, supportata chiaramente dalle indicazioni di tutte le
rappresentanze politiche del Parlamento. E’ anche in corso la riforma che
riguarda la Scuola, che rappresenterà, probabilmente, il travaglio più pesante,
considerate le prime reazioni delle varie forze politiche. Occorrerà effettuare
un grande sforzo, forse il maggiore, visto che i fruitori rappresentano il
futuro del nostro Paese. Il dialogo tra le diverse fazioni politiche sembra però
crescere, soprattutto cresce la voglia di affrontare i problemi con la forza
della moderazione. L’attuale compagine governativa è composta da componenti
politiche miste. Sono presenti esponenti di centro-destra e di centro-sinistra
anche se a dirigere la compagine governativa è un esponente di quest’ultimo
raggruppamento politico, ma un domani potrà essere l’altro. L’attuale
formazione politica, leader del Parlamento, assomiglia molto alla vecchia e
strutturata Democrazia Cristiana. Un partito che al suo interno raccoglieva
varie provenienze. Un partito che rappresentava in un certo modo tutto l’arco
Costituzionale. Venivano definite “le correnti” politiche quelle che si
creavano all’interno della DC. Ora il premier Renzi, insieme ad Alfano, non fa
altro che riallestire una compagine politica il cui operato è stato sicuramente
vincente. La DC era composta da politici di risonanza mondiale come Andreotti,
Fanfani, Moro, Zaccagnini ed aveva origini ecclesiastiche, basti pensare al
prosciolto Partito Popolare di Don Luigi Sturzo da cui in seguito prese vita
proprio la Democrazia Cristiana. In ogni caso, l’aspetto positivo è che i toni
sono diventati più tenui, più accettabili, lasciando ampio spazio al confronto
ed al dialogo. Non c’è più un odio viscerale, anche se qualcuno lo prova e lo
vede ancora. E’ il momento di rialzare la testa, di rifarsi a quei personaggi
che hanno fatto grande l’Italia, è il momento di assumere un atteggiamento
serio lasciando da parte chi vuole solo fare i soldi con la politica o chi
vuole difendere solo se stesso. Con la forza delle nostre tradizioni possiamo
arrivare ovunque e, soprattutto, ricominciare a farci rispettare in campo
internazionale dove, ultimamente, abbiamo perso molto.
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giovedì 4 giugno 2015
La nuova politica si ispira alla Democrazia Cristiana di Antonio Bartalotta
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