giovedì 4 giugno 2015

La nuova politica si ispira alla Democrazia Cristiana di Antonio Bartalotta

Le cose stanno andando senz’altro meglio da quando si è instaurata una certa stabilità politica. Molte riforme proposte dal governo stanno avendo difficoltà di condivisione, ma altre, già approvate, rappresentano senz’altro un passo in avanti per lo stato sociale del nostro Paese. La riforma elettorale, il cosiddetto “Italicum”, ha avuto un travaglio molto complicato, ma alla fine ha raggiunto i consensi previsti, anche se attraverso una maggioranza che ha fatto fatica a formarsi. Ora, nei prossimi mesi, sarà proposta la riforma della Pubblica Amministrazione che, al pari della riforma elettorale, avrà problemi di assorbimento da parte di tutte le forze politiche, ma tutti si augurano che passi anche quella, supportata chiaramente dalle indicazioni di tutte le rappresentanze politiche del Parlamento. E’ anche in corso la riforma che riguarda la Scuola, che rappresenterà, probabilmente, il travaglio più pesante, considerate le prime reazioni delle varie forze politiche. Occorrerà effettuare un grande sforzo, forse il maggiore, visto che i fruitori rappresentano il futuro del nostro Paese. Il dialogo tra le diverse fazioni politiche sembra però crescere, soprattutto cresce la voglia di affrontare i problemi con la forza della moderazione. L’attuale compagine governativa è composta da componenti politiche miste. Sono presenti esponenti di centro-destra e di centro-sinistra anche se a dirigere la compagine governativa è un esponente di quest’ultimo raggruppamento politico, ma un domani potrà essere l’altro. L’attuale formazione politica, leader del Parlamento, assomiglia molto alla vecchia e strutturata Democrazia Cristiana. Un partito che al suo interno raccoglieva varie provenienze. Un partito che rappresentava in un certo modo tutto l’arco Costituzionale. Venivano definite “le correnti” politiche quelle che si creavano all’interno della DC. Ora il premier Renzi, insieme ad Alfano, non fa altro che riallestire una compagine politica il cui operato è stato sicuramente vincente. La DC era composta da politici di risonanza mondiale come Andreotti, Fanfani, Moro, Zaccagnini ed aveva origini ecclesiastiche, basti pensare al prosciolto Partito Popolare di Don Luigi Sturzo da cui in seguito prese vita proprio la Democrazia Cristiana. In ogni caso, l’aspetto positivo è che i toni sono diventati più tenui, più accettabili, lasciando ampio spazio al confronto ed al dialogo. Non c’è più un odio viscerale, anche se qualcuno lo prova e lo vede ancora. E’ il momento di rialzare la testa, di rifarsi a quei personaggi che hanno fatto grande l’Italia, è il momento di assumere un atteggiamento serio lasciando da parte chi vuole solo fare i soldi con la politica o chi vuole difendere solo se stesso. Con la forza delle nostre tradizioni possiamo arrivare ovunque e, soprattutto, ricominciare a farci rispettare in campo internazionale dove, ultimamente, abbiamo perso molto.    

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