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sabato 8 luglio 2017



Di Fabrizio Federici
A cura di Emiliano Federico Caruso

Al Senato, il consorzio Mediterrae affronta i legami tra cambiamenti climatici, migrazioni e debito del Terzo mondo.

Presso la sala Zuccari del Senato (Palazzo Giustiniani) si è tenuto il convegno internazionale sul tema “Politiche efficaci per evitare migrazioni climatiche di massa ed eradicare il debito dei paesi poveri, compensando con il loro credito climatico” organizzato dal consorzio Mediterrae, associazione no-profit che realizza progetti di rilievo sociale, ambientale ed umanitario e che si è già distinta, nei mesi scorsi, per la difesa degli ulivi pugliesi. In collaborazione con il Rotary club, l'Inner Wheel (associazione femminile fortemente legata al Rotary) e l'I.I.E.E. (International Institute of Strategic Researches, ente intergovernativo nato in Brasile. I lavori si sono aperti con la lettura di una lettera di saluto da parte del professor Santo Mancuso, presidente mondiale dell'I.I.E.E.

Tema complesso “Che in questo convegno affontiamo” ha spiegato in apertura l'ing. Roberto De Pascalis, presidente del consorzio “guardando soprattutto al rapporto tra migrazioni legate anche ai mutamenti climatici e debito del Terzo mondo”.

Rapporto di che tipo? “Oggi, il peggioramento mondiale delle condizioni climatiche ambientali” ha proseguito de Pascalis, indicando con ciò l'effetto serra, lo scioglimento dei ghiacciai eccetera “può concorrere a incrementare l'emigrazione dal sud verso il nord del mondo. Peggiorando la situazione che già vediamo in Italia e in altri paesi d'accoglienza. Da qui l'idea, che lanciamo, di utilizzare da un lato finalmente gli ingenti fondi che l'ONU ha a disposizione per riparare ai cambiamenti climatici, dall'altro di proporre una rinegoziazione dei debiti dei paesi poveri, mediante la compensazione tra il loro Credito ecologico (ovvero la quantificazione dei danni ambientali e climatici che spesso hanno subito, per decenni, a causa dello sviluppo forsennato di altri paesi. Come nel caso del Burundi, a suo tempo dominato dalle dominazioni rapaci di Belgio e Germania) e il loro debito con l'estero”.

“Questa, e altre proposte concrete, che abbiamo già inoltrato a vari ministri, anzitutto a quelli dell'Interno, permetterebbero di varare una strategia di aiuto ai paesi poveri, che abbiamo dovere di aiutare, rendendo in ultimo superflua l'emigrazione verso paesi più ricchi”

“Nell'enciclica Laudato si, Papa Francesco” ha sottolineato il professor Raffaele Coppola, avvocato della Santa sede “si sofferma molto sui problemi ambientali, ma anche su quelli sociali, rilevando come il debito dei paesi del Terzo mondo è divenuto ormai un inquietante mezzo di controllo politico del sud del pianeta da parte del nord. I gruppi più o meno occulti di potere esoterico-finanziario, poi, peggiorano gravemente la situazione (oggi oltre la metà del denaro circolante nel mondo è in mano a 12 plutocrati). Ma l'Italia potrebbe giocare un ruolo rilevante nel cambiare questa situazione se il Governo, con l'auspicabile appoggio della Santa sede, si decidesse a promuovere (come previsto proprio da una legge della Repubblica, la n. 209 del 2000: “Misure per la riduzione del debito estero”) la richiesta alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja di pronunciarsi sulla legittimità delle attuali norme internazionali regolanti il debito del Terzo mondo”.

Natalino Ventrella, amministratore delegato del consorzio Mediterrae, richiamata l'attenzione sul pericolo (“L'osservatore romano”, dicembre 2016) che, da qui al 2050, il surriscaldamento globale produca 350 milioni di migranti, ha illustrato la proposta di realizzare, con i fondi per i cambiamenti climatici stanziati dalla Cop 21, la Conferenza ONU di Parigi dell'autunno 2015, peraltro ancora priva di potere coercitivo verso gli stati, una catena di villaggi produttivi standard sperimentali (VPSS) autosufficienti dal punto di vista economico e idrico nei paesi più poveri del mondo (Burundi, Guinea Bissau, Uganda). In questo conivolgendo gradualmente le principali organizzazioni mondiali (FAO, Banca mondiale, FMI, BCE eccetera) e puntando a realizzare, entro 60 anni, 12 mila villaggi sostenibili, dediti soprattutto ad agricoltura, zootecnia e attività connesse.

Lucio Barani, senatore membro di varie commissioni parlamentari, già sindaco di Aulla e Villafranca in Lunigiana (Massa Carrara), ha evidenziato lo stato di grave impreparazione, su questi temi, delle forze politiche e dello stesso apparato statale.

L'ing. Francesco Palmisano, collaboratore del consorzio Mediterrae, ha citato le proposte, per attuare gli obiettivi previsti da Parigi 2015, di un piano strategico nazionale per il contrasto dei cambiamenti climatici e di una vera e propria “Task force in difesa del clima e dell'ambiente”, che possa avvalersi dello strumento militare, come previsto anche dalla relativa direttiva europea, per applicare le scelte del piano strategico.


Ha fatto seguito, in ultimo, una degustazione di tipici prodotti mediterranei, tra pane, mozzarelle e vino, offerta da imprese pugliesi: da “La bufalina DOP” di Bitonto, al frantoio oleario “Fratelli Santorio S.R.L.” fino all'azienda vinicola “Terra del guercio”.

lunedì 30 gennaio 2017



Trump Presidente degli Stati Uniti d’America, che mondo sarà?
Intervista a Santo Mancuso.
Di Natalino Ventrella.
A cura di Emiliano F. Caruso
Venerdì a Capitol Hill – Washington, Donald Trump ha giurato da 45’ presidente degli Stati Uniti D’America. Le borse hanno reagito negativamente chiudendo i mercati con una netta contrazione, dopo le dichiarazioni su proibizionismo e nazionalismo, anche Papa Francesco si è lasciato andare in dichiarazioni azzardate e politiche: “Vedremo cosa fara’! Attenti ai populismi, nelle crisi manca il discernimento”.  E Donald Trump, a differenza del comunista Barack Obama, ha subito bloccato i fondi per l’aborto, come per dire: ecco il mio bigliettino da visita. Un uomo si giudica dai fatti e non dalle parole! Per capire meglio quali saranno gli scenari economici e politici mondiali a medio e lungo periodo, ho intervistato un nostro connazionale che vive in America Latina, Santo Mancuso, conferenziere mondiale, esperto di intelligence internazionale e sicurezza diplomatica, già consulente del vice Console onorario italiano in Mato Grosso, consulente di altri Consolati esteri, già specialista della scena del crimine e dattiloscopia della Polizia scientifica italiana, dove per anni fu anche dirigente sindacale, corrispondente ANSA, oggi saggista autore, anche, del libro “Sociologia e Diplomazia, due facce della stessa medaglia” (ed. Arduino Sacco Roma, 2010) un libro nel quale l’autore espone una visione dell’attività di intelligence applicata alla diplomazia come mezzo di contrattazione tra popoli ed etnie diverse in relazione ai comportamenti umani e sociali dei singoli.  
Natalino Ventrella: “Dr. Mancuso, grazie per la sua disponibilità … molti accusano Trump di aver fatto un discorso populista e xenofobo consacrando di fatto la fine di un epoca. Quanto c’e’ di vero?”
Santo Mancuso: Grazie a Lei. Vede Dr. Ventrella  non credo ci sia da meravigliarsi, poiché Trump sta compiendo il suo programma elettorale che lo ha visto vincente. Credo che la virata a destra sia mondiale, del resto le ideologie socialiste stanno dimostrando i loro limiti….del resto Trump, si sta insediando in un clima di ostilità che il suo predecessore ha lasciato, insinuando dubbi e incertezze sulla legittimità delle elezioni, per questo credo sia comprensibile anche la presa di posizione del nuovo presidente. Notoriamente Trump ha sempre dimostrato una personalità forte, questo lo ha portato a rispondere in prima persona di ogni sua eclatanza, ma non mi sembra uno sprovveduto, al contrario, credo che in questo momento storico le genti americane che si identificano in lui sono proprio la middle class, e non già la classe dei banchieri, che al contrario finanziavano la radical chic Clinton. Del resto dopo una iniziale incertezza di Wall street, in questi giorni si è registrato un 42% che dagli annali risultava assente a decenni; dunque l’economia americana, con la bordata garantista e nazionalista reagisce bene, questo può influenzare molto l’Europa.

N. V. : “E’ noto a tutti che l’America è un Paese con una profonda tradizione massonica. Gli Stati Uniti d’America sono nati sotto il segno della massoneria e tutti i grandi firmatari della Costituzione erano massoni. Non tutti sanno, ad esempio, che a Capitol Hill, luogo dove deputati e senatori decidono le sorti del Paese, vi è un dipinto simbolo della massoneria, realizzato guarda caso, da un italiano, Costantino Brumidi (soprannominato il Michelangelo d’America). Lei, come conoscitore delle arcane cose, come pensa che la Massoneria  inciderà sulle scelte del neo eletto Presidente?”
S. M. : Si, realmente gli USA sono uno Stato ove non esistono preconcetti rispetto alle appartenenze massoniche, e comunque dobbiamo rimarcare che la Massoneria non è stigmatizzata, anzi sebbene non enfatizzandone la presenza nelle Istituzioni di forma ostensiva, si vive un clima di accettazione nella vita quotidiana, costume peraltro tipico delle Americhe in generale. Ho conosciuto i costumi di America del Nord, Centro e Sud, per sapere che non vi sono preconcetti verso la Massoneria, come invece si vivono in Italia, ove magistrati o politici non possono proclamare la propria appartenenza, eppure l’Italia nasce grazie a una parte della massoneria, basti andare al museo del risorgimento presso il Vittoriano, per percepire ciò dalle vestigia ivi conservate. Nel suo discorso, Trump ha fatto varie citazioni e riferimenti biblico/massonici, ha citato lo splendido salmo 133, tipicamente usato nella massoneria Americana, che afferisce alla pacifica convivenza comune, ha citato l’Uguaglianza tra le genti, la Fratellanza Universale, tutti riferimenti chiaramente di radice Massonica, in questo non ci vedo nulla di radicale; Orbene, la maggioranza dei Presisdenti Americani sono stati e sono Massoni, da Washington in poi, e tradizionalmente ricevono il 32mo grado del rito Scozzese al momento della nomina, in segno di rispetto, ma non è regola fissa. C’è poi chi non nasconde la propria appartenenza e chi invece si. Anche i Kennedy del resto non erano esenti da ciò, malgrado JF sia indicato come non massone. Se Lei intende dire che l’Etica massonica possa influenzare l’Operato degli Uomini che vi appartengono, beh dico di si, ma certamente non credo alle trame dietrologiche. La questione Illuminati, se era questo che voleva alludere, già meriterebbe ulteriore tempo, e sinceramente, le dico, Trump non mi sembra che stia si stia asservendo a ciò. Molto  per il contrario, le simpatie con Putin che notoriamente è contro l’Ordine Mondiale, paventato, e assume posizioni differenti dall’ONU, fanno di Trump un paladino dell’anti globalizzazione a tutti i costi.

N. V. : “Dr. Mancuso, come ho anticipato nella prefazione di questa intervista, Donald Trump ha bloccato i fondi sull’aborto, ha cancellato l’Obamacare, ha certificato il ritiro del TTP, ha promesso aiuti e agevolazioni fiscali alle aziende americane che non delocalizzeranno i loro processi produttivi e congelato le assunzioni da parte del Governo federale, sta realizzando ciò che aveva promesso in campagna elettorale. E’ un buon inizio?”
S. M. : La virata nazionalista in materia di economia non deve sconvolgere molto. Del resto già storicamente gli USA ebbero vari dazi e limitazioni alle importazioni, basti pensare alla importazione di carne di maiale e salumi dall’Italia. Mi sovviene la creazione di una leccornia tutta calabrese che sarebbe la scamorza imbottita di salame, che oggi è una chicca regionale, ma all’epoca non passava di un escamotage per introdurre i salumi sul mercato americano, le cui leggi erano drastiche verso l’importazione di carni suine. L’uscita dal Partenariato Trans-Pacifico, rientra nella logica della politica commerciale di Trump per rinvigorire la esausta economia interna. Ho conosciuto città come Detroit, che erano gremite e ricche e sono diventate città fantasma in pochi anni, dovuto alle politiche di gestioni liberali di precedenti Presidenti, da Clinton allo stesso Obama, che asserviti alle Holding Bancarie hanno decretato la morte di migliaia di aziende nazionali per lasciare spazio a importazioni di prodotti che non sempre hanno buona qualità. Vedremo se questa presa di posizione di TRUMP, potrà risollevare la qualità delle industrie Nazionali. Sull’aborto, dobbiamo registrare tutta la visione conservatrice delle destre, del resto qui si entrerebbe in questioni etiche che ci porterebbero lontano, seppure mi sento di condividere la posizione Trumpiana. Come ho già detto, le borse americane hanno reagito bene, nonostante la flessione iniziale, dunque ritengo sia un buon inizio, non scordiamoci che Trump è un imprenditore e non un politico di carriera.
N. V. : “La catastrofica gestione della coppia Obama (premio Nobel per la pace) e Clinton ha determinato in Europa il fenomeno della migrazione di guerra, armando l’Isis ed il fondamentalismo islamico. Dr. Mancuso, secondo Lei, cosa farà Trump per arginare la deriva islamica in Europa? Diciamolo pure, il tutto, supportato anche dal comportamento permissivo di Papa Francesco e di tutti i comunisti.
S. M. : Le derive socialiste hanno segnato il passo degli ultimi anni, tanto che il nuovo ministro degli interni Italiano, ha totalmente cambiato rotta rispetto alle precedenti posizioni del suo stesso schieramento politico. Ritengo stia facendo un buon lavoro, sebbene appena iniziato, tuttavia la posizione dell’Italia all’estero non è favorevole ancor piú con la debole posizione della politica diplomatica, alcuni ottimi diplomatici hanno di fatto le mani legate. Non vorrei essere critico in questa fase, ma credo abbiamo avuto tempi migliori. Per usare un eufemismo altrui, un battito di ali in un luogo può essere una tempesta in altri. Dunque le politiche di Trump possono influenzare senza dubbio quelle italiane e ancor piú quelle confuse della fragile Europa, che sino ad oggi si sono dimostrate fallaci anche per la cecità o la dolosità, e che se vogliamo hanno favorito e influenzato l’infiltrazione islamica radicale nel tessuto connettivo delle città europee. I fatti lo dimostrano. La Chiesa Romana non mi sembra sia stata da sempre molto incline verso politiche pratiche di accoglienza, al di fuori dei proclami. Basti ricordare i vari reportage che sono apparsi recentemente in tv. L’Italia degli ultimi anni non era preparata a accoglienze in massa, seppur dobbiamo dire che il popolo italico non è mai stato davvero razzista, ma esasperato dalla complicità politica dell’ultimo governo tecnico. I primi decreti già firmati da Trump contro la deriva islamica già denunciano una netta radicalizzazione degli USA verso i flussi migratori, e l’asse che sta creando con l’Inghilterra offre un chiaro scenario. Del resto le politiche dell’accoglienza hanno mostrato tutta la loro inefficacia e pericolosità. Il dialogo tra Occidente e Oriente non passa per l’apertura unilaterale, come l’Europa fino a oggi ha fatto, e credo che possano mutare anche gli equilibri tra USA e Israele.A mio avviso, bisogna prepararsi ad una bordata a destra nei prossimi anni.

N. V. : “Trump ha dichiarato che presto l’Europa imploderà e si è schierato apertamente per la Brexit invitando gli altri Stati a fare altrettanto. L’Europa sotto l’egida ed il controllo della Germania, locomotore dell’economia europea, dichiarerà default? 
S. M. : L’egemonia tedesca sta dichiarando la fine di un Mercato Economico Comune, che quando nacque non aveva queste intenzioni. L’Europa come siamo abituati a conoscerla, è destinata ad una morte inesorabile, dovuta anche alla incapacità di Bruxelles di creare una identità europea che rispetti le peculiarità autoctone, cercando di depotenziare alcune economie e tradizioni in favore di altre. L’accesso di paesi ancora in via di sviluppo, in una struttura ancora in via i formazione, sono stati gli errori più marcanti, di una politica espansionista, che ha esasperato la già fragile economia dell’euro. Appare chiaro che nessuno vuole un euro forte, poiché forte non sarebbe potuto essere. Le politiche economiche tedesche sono palesemente nazionalistiche e totalmente contro la crescita economica di Stati con forte connotazione artigianale e manifatturiera come l’Italia, che ritengo sia quella che più sia stata penalizzata. Le peculiarità tradizionali che sarebbero la forza dell’Europa, stanno per essere bandite in favore una omogeneizzazione dei prodotti autoctoni, il che annulla la tipicità dei prodotti “made in….”. Un’Europa di siffatta natura non serve a nessuno.

N. V. : “Dr. Mancuso, durante la campagna elettorale Trump ha stemperato i rapporti con Putin ed ha promesso di ricucire i rapporti con lui abolendo le sanzioni ed eliminando l’embargo, ma ha avuto problemi con Ki Jinping. Come saranno  i rapporti con Cina e Russia?”
S. M. : Dell’embargo promosso dall’ONU, da sempre a perderci siamo stati noi, poiché l’America di Obama non ha mai smesso di esportare verso la Russia. Per questo è da ritenersi che l’embargo sia stato più una mossa strategica per indebolire l’UE. Veda, i rapporti tra Russia e Cina sono più di buon vicinato socialista che di reale simpatia, sono due giganti che tentano di sedersi sulla stessa sedia. L’alleanza tra USA e Russia, aldilà della possibile affinità tra i due leader, non credo possa risolversi in reali politiche strategiche comuni, poiché Putin ha tutti gli interessi a porre fine all’ONU. E la fine dell’ONU significherebbe la fine dello strapotere Americano. La Cina possiede testate nucleari. E il rafforzamento bellico di un gigante come la Cina può mutare gli scenari mondiali. Non a caso l’India, sta facendo molti investimenti in tecnologie militari, rinnovando il parco bellico e ponendosi all’avanguardia in campo militare. Gli scenari mondiali non possono solo restringersi ai due paesi USA /Russia. A livello economico i rapporti tra USA e Cina possono evincersi già dai decreti fatti da Trump, e la Cina potrebbe essere la sostituta naturale degli USA nel TTP. Nello scacchiere internazionale bisogna includere gli interessi comuni di Russia E USA nell’America Centrale e del Sud, questo potrebbe a lungo andare incrinare l’idillio tra Trump e Putin. La terza guerra mondiale è iniziata già da anni, eppure non stiamo percependo ciò!


N. V. : “Dr. Mancuso la globalizzazione è davvero finita? L’Europa è sempre nei guai?
S. M. : Difficile definire sic e simpliciter la situazione. Credo che dobbiamo prepararci a cambiare le nostre opinioni. Gli equilibri mutevoli dei singoli paesi influenzano l’economia finanziaria mondiale, in verità, l’unica  globalizzazione sinora avvenuta è quella dei grandi gruppi finanziari bancari privati. L’Europa allo stato attuale, vive un coma latente, è sic stantibus, meriterebbe una caritatevole eutanasia….
N. V. : “Come viene vista l’Itala all’estero?”
S. M. : L’Italia del sole, degli spaghetti, della Ferrari, della mafia. Sono icone inossidabili, ma che non fanno bene all’economia italica. In sostanza, l’innata propensione per gli inciuci, tutta italica, non fa altro che creare piccole italiette in tutto il mondo. Malgrado ciò, abbiamo punte di eccellenza in termini intellettuali e anche, come sappiamo, di piccole e medie imprese che esportano con molte difficoltà una qualità che si riduce a nicchie di estimatori, per gli alti costi dovuti alla qualità produttiva, ma anche alle alte tassazioni cui i prodotti italiani sono soggetti. Ciò è dovuto alla scarsa qualità della politica estera degli ultimi anni. Un’Italia confusa e provinciale è quella che all’estero si percepisce, fragilizzata dai continui scandaletti, di una democrazia che sfiora il secolo, ma ancora si mostra alla stregua di democrazie più giovani, ricca di contraddizioni e errori. Purtroppo, questo appare all’estero…..ribadisco che eccellenti Diplomatici sono ancora mosche bianche nel panorama di funzionari burocrati creati dalla politica italiana, che poco confida nell’estro e nella dedizione di quanti invece potrebbero realmente cucire un vestito buono del bel paese all’estero.

N. V. : “Ora anche Grillo “benedice” Trump. Putin stesso ha dichiarato: Donald sembra moderato. Lo stile Trump sta facendo scuola. La politica internazionale ha bisogno di politici forti come lui e Putin. Dr. Mancuso, trattasi di cinico opportunismo oppure di lungimiranza politica?”
S. M. : La teoria dei corsi e ricorsi storici di Giovambattista Vico ci aiuta meglio a capire cosa accade ciclicamente; ritengo stia ritornando la fase dei grandi regimi politici, ove le sinistre hanno dimostrato il fallimento del socialismo marxista. Grillo è sempre stato un buon oratore alternativo ai poteri forti. Riconosco in lui una viva intelligenza, ma non mi riconosco nell’ideologia grilliana. Appare chiaro che un leader come lui, che sta costruendosi un personaggio alternativo, deve formulare pensieri che possono mutare. Ma non credo che Trump o Putin hanno occhi per il movimento Grillino, proprio per la mancanza di connotazione ideologica che il movimento rivendica. La bagarre con Farange ha connotato effettivamente l’apaticità del movimento grillino. Con la Le Pen in Francia, credo possa iniziare una nuova epoca di politici forti, senza ombra di dubbio. L’Italia allo stato attuale, non farà parte dei paesi con leader forti. Senza tema di smentite, credo che Trump stia mutando le sorti della politica estera di ogni paese,. Poiché, al contrario di quanto possa sembrare estemporaneo e istrionico, ogni posizionamento Trumpiano è un salto con paracadute. Obama in una delle sue esternazioni post elettorali, in una caduta di stile malcelata, ha esortato i leader mondiali a aiutare Trump. Ma credo che sia stato il suo stesso epitaffio, unitamente alla espulsione dei funzionari diplomatici Russi, atto inutile quanto prodromico a creare gelo tra USA e Russia.
N. V. : “Ultima domanda dr. Mancuso: Papa Francesco e Trump si incontreranno?”
S. M. : Ritengo che il capo della chiesa Cattolica debba incontrarsi con il capo della maggiore Potenza Mondiale. Sebbene negli ultimi anni gli USA siano diventati sede delle ricchissime holding evangeliche e i vescovati cattolici stiano perdendo potere negli USA, il governo Americano è ancora uno dei maggiori interlocutori del Vaticano. Papa Francesco, come tutti i pontefici, non può fare a meno dell’appoggio USA, e dopo tutto Trump sta mostrando essere un paladino della cultura cristiana insieme a PUTIN. Ergo, credo che un incontro fisico senza dubbio avverrà, perlomeno è auspicabile!

N. V. : Dr. Mancuso la ringrazio per la sua gentilezza e spero a breve di poterla intervistare nuovamente. 
S. M. : Io ringrazio Lei Dr. Ventrella. Mi ritenga a sua disposizione sempre per ogni nuova iniziativa.


domenica 22 maggio 2016

CORSO DI GIORNALISMO INVESTIGATIVO ONLINE

Disponibile il corso di giornalismo investigativo online a cura della Free Lance International Press, aperto a giornalisti, studenti, lavoratori, operatori dell’informazione e a chiunque voglia intraprendere la strada del giornalismo d’inchiesta.
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venerdì 11 marzo 2016

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venerdì 19 dicembre 2014

Stato assente, mafia onnipresente di Emiliano Federico Caruso



La mafia in lupara e coppola, la mafia del pizzo e della minaccia è ormai anacronistica. Oggi il mafioso veste in giacca e cravatta, si insinua come un cancro nella società, una metastasi che agisce in modo silenzioso e implacabile, e quando il corpo malato dello Stato se ne accorge sembra ormai troppo tardi. La mafia italiana di oggi si è fatta più furba, il suo campo sono gli appalti, l’edilizia, la gestione dell’immigrazione, il gioco d’azzardo. La prostituzione no, quella la lascia ai clan albanesi e romeni che agiscono nel nostro Paese. Il fatto che la mafia non si veda, non significa comunque che non esista, ma solo che si è inserita abilmente nell’imprenditoria, nella politica, nelle istituzioni, ovunque. La mafia è un male, il peggior male che esista nel nostro Paese, ed è riuscita a diventare così potente e onnipresente anche perché gli anticorpi dello Stato non sono mai stati abbastanza efficaci nel contrastarla. Già agli inizi, quando usava davvero lupara e coppola, la mafia garantiva quei servizi che uno Stato cronicamente addormentato non riusciva a garantire: dal prestito a interesse (anche se in questo caso si chiama strozzinaggio) all’appalto edilizio, passando per permessi, importazioni, commercio, assicurazioni (pizzo) e persino cure mediche. Bernardo Provenzano, primo boss a capire come quello della sanità fosse una miniera d’oro, aveva tra i suoi protetti un certo Michele Aiello, il re Mida della sanità italiana, proprietario di cinque istituti medici, tra cui Villa santa Teresa, un centro di oncologia che in Italia ce lo sogniamo. Molti dei servizi concessi dalla mafia, quindi, erano semplicemente quelli che lo stato non riusciva ad compiere. Ovviamente tutti questi “servizi” da sempre vengono concessi a prezzo di estorsioni, minacce, omicidi, appalti truccati, corruzione, armi che la mafia ancora utilizza (si è data una facciata imprenditoriale, vero, ma certe abitudini rimangono) per mantenere il suo strapotere. Uno Stato che sia in grado di assolvere pienamente i suoi doveri verso il popolo sarebbe la migliore arma contro la mafia, dal momento che non le lascerebbe mai liberi quei campi economici, politici e sociali che la mafia occupa oggi. Ma lo Stato italiano ha fatto di più: non solo non ha sconfitto (o almeno combattuto efficacemente) la mafia, ma ne è diventato parte. Uno Stato nello Stato, con tutti i vantaggi (per i clan e le lobby politiche e imprenditoriali) e svantaggi (per gli italiani onesti). Il nostro è oggi un paese devastato da una classe politica incapace, impoverito dalla mancanza di istruzione, di lavoro, di economia, di tutto. Soffocato da una burocrazia preistorica, indebolito da un individualismo patologico e dal menefreghismo totale, con un popolo addormentato e ancora convinto (almeno fino a poco tempo fa, si spera) che la mafia fosse solo una faccenda del sud, un male confinato nelle terre della Campania (camorra), Calabria (’ndrangheta), Sicilia (Cosa nostra) e Puglia (Sacra corona unita). Ma scoperchiando la Cupola della Mafia Capitale in questi giorni, non abbiamo fatto altro che scoprire l’acqua calda. Che la mafia fosse presente a Roma lo si sapeva già agli inizi della Banda della Magliana, quando Maurizio Abbatino, Enrico “Renatino” De Pedis e Franco Giuseppucci occuparono il vuoto capitolino lasciato dal clan dei marsigliesi, storici alleati di Cosa nostra. Tramite Ernesto Diotallevi, inoltre, la Banda intratteneva lucrosi rapporti con gente del calibro criminale di Stefano Bontate e Pippo Calò. Calò stesso si stabilì poi a Roma come ambasciatore e cassiere di Cosa nostra. Il nostro, oggi, è un paese devastato da una classe politica incapace, impoverito dalla mancanza di lavoro, istruzione, economia sana, di tutto, Soffocato da una burocrazia preistorica, da un individualismo patologico e dal totale menefreghismo. Un Paese talmente narcotizzato da lassismo, omertà e pigrizia da non rendersi nemmeno conto del cancro criminale che lo sta divorando, un cancro chiamato mafia, che proprio sulle mancanze e debolezze dello Stato Italiano prospera e si fortifica.