Trump Presidente degli Stati Uniti d’America,
che mondo sarà?
Intervista a Santo Mancuso.
Di Natalino Ventrella.
A cura di Emiliano F. Caruso
Venerdì a Capitol Hill – Washington, Donald
Trump ha giurato da 45’ presidente degli Stati Uniti D’America. Le
borse hanno reagito negativamente chiudendo i mercati con una netta
contrazione, dopo le dichiarazioni su proibizionismo e nazionalismo, anche Papa
Francesco si è lasciato andare in dichiarazioni azzardate e politiche: “Vedremo
cosa fara’! Attenti ai populismi, nelle crisi manca il discernimento”. E Donald Trump, a differenza del comunista
Barack Obama, ha subito bloccato i fondi per l’aborto, come per dire: ecco il
mio bigliettino da visita. Un uomo si giudica dai fatti e non dalle parole! Per
capire meglio quali saranno gli scenari economici e politici mondiali a medio e
lungo periodo, ho intervistato un nostro connazionale che vive in America
Latina, Santo Mancuso, conferenziere mondiale, esperto di intelligence
internazionale e sicurezza diplomatica, già consulente del vice Console
onorario italiano in Mato Grosso, consulente di altri Consolati esteri, già
specialista della scena del crimine e dattiloscopia della Polizia scientifica
italiana, dove per anni fu anche dirigente sindacale, corrispondente ANSA, oggi
saggista autore, anche, del libro “Sociologia e Diplomazia, due facce della
stessa medaglia” (ed. Arduino Sacco Roma, 2010) un libro nel quale l’autore
espone una visione dell’attività di intelligence applicata alla diplomazia come
mezzo di contrattazione tra popoli ed etnie diverse in relazione ai
comportamenti umani e sociali dei singoli.
Natalino Ventrella: “Dr. Mancuso, grazie per la sua disponibilità … molti accusano
Trump di aver fatto un discorso populista e xenofobo consacrando di fatto la
fine di un epoca. Quanto c’e’ di vero?”
Santo Mancuso: Grazie a Lei. Vede Dr. Ventrella non credo ci sia da
meravigliarsi, poiché Trump sta compiendo il suo programma elettorale che lo ha
visto vincente. Credo che la virata a destra sia mondiale, del resto le
ideologie socialiste stanno dimostrando i loro limiti….del resto Trump, si sta
insediando in un clima di ostilità che il suo predecessore ha lasciato,
insinuando dubbi e incertezze sulla legittimità delle elezioni, per questo
credo sia comprensibile anche la presa di posizione del nuovo presidente.
Notoriamente Trump ha sempre dimostrato una personalità forte, questo lo ha
portato a rispondere in prima persona di ogni sua eclatanza, ma non mi sembra
uno sprovveduto, al contrario, credo che in questo momento storico le genti
americane che si identificano in lui sono proprio la middle class, e non già la
classe dei banchieri, che al contrario finanziavano la radical chic Clinton.
Del resto dopo una iniziale incertezza di Wall street, in questi giorni si è
registrato un 42% che dagli annali risultava assente a decenni; dunque
l’economia americana, con la bordata garantista e nazionalista reagisce bene,
questo può influenzare molto l’Europa.
N. V. : “E’
noto a tutti che l’America è un Paese con una profonda tradizione massonica.
Gli Stati Uniti d’America sono nati sotto il segno della massoneria e tutti i
grandi firmatari della Costituzione erano massoni. Non tutti sanno, ad esempio,
che a Capitol Hill, luogo dove deputati e senatori decidono le sorti del Paese,
vi è un dipinto simbolo della massoneria, realizzato guarda caso, da un
italiano, Costantino Brumidi (soprannominato il Michelangelo d’America). Lei,
come conoscitore delle arcane cose, come pensa che la
Massoneria inciderà sulle scelte del neo eletto Presidente?”
S. M. : Si, realmente gli
USA sono uno Stato ove non esistono preconcetti rispetto alle appartenenze
massoniche, e comunque dobbiamo rimarcare che la Massoneria non è
stigmatizzata, anzi sebbene non enfatizzandone la presenza nelle Istituzioni di
forma ostensiva, si vive un clima di accettazione nella vita quotidiana,
costume peraltro tipico delle Americhe in generale. Ho conosciuto i costumi di
America del Nord, Centro e Sud, per sapere che non vi sono preconcetti
verso la Massoneria, come invece si vivono in Italia, ove magistrati o
politici non possono proclamare la propria appartenenza, eppure l’Italia nasce
grazie a una parte della massoneria, basti andare al museo del risorgimento
presso il Vittoriano, per percepire ciò dalle vestigia ivi conservate. Nel suo
discorso, Trump ha fatto varie citazioni e riferimenti biblico/massonici, ha
citato lo splendido salmo 133, tipicamente usato nella massoneria Americana,
che afferisce alla pacifica convivenza comune, ha citato l’Uguaglianza tra le
genti, la Fratellanza Universale, tutti riferimenti chiaramente di
radice Massonica, in questo non ci vedo nulla di radicale; Orbene, la
maggioranza dei Presisdenti Americani sono stati e sono Massoni, da Washington
in poi, e tradizionalmente ricevono il 32mo grado del rito Scozzese al momento
della nomina, in segno di rispetto, ma non è regola fissa. C’è poi chi non
nasconde la propria appartenenza e chi invece si. Anche i Kennedy del resto non
erano esenti da ciò, malgrado JF sia indicato come non massone. Se Lei intende
dire che l’Etica massonica possa influenzare l’Operato degli Uomini che vi
appartengono, beh dico di si, ma certamente non credo alle trame dietrologiche.
La questione Illuminati, se era questo che voleva alludere, già meriterebbe
ulteriore tempo, e sinceramente, le dico, Trump non mi sembra che stia si stia
asservendo a ciò. Molto per il contrario, le simpatie con Putin che
notoriamente è contro l’Ordine Mondiale, paventato, e assume posizioni
differenti dall’ONU, fanno di Trump un paladino dell’anti globalizzazione a
tutti i costi.
N. V. : “Dr.
Mancuso, come ho anticipato nella prefazione di questa intervista, Donald Trump
ha bloccato i fondi sull’aborto, ha cancellato l’Obamacare, ha certificato il
ritiro del TTP, ha promesso aiuti e agevolazioni fiscali alle aziende americane
che non delocalizzeranno i loro processi produttivi e congelato le assunzioni
da parte del Governo federale, sta realizzando ciò che aveva promesso in
campagna elettorale. E’ un buon inizio?”
S. M. : La virata nazionalista in materia di economia non deve sconvolgere
molto. Del resto già storicamente gli USA ebbero vari dazi e limitazioni alle
importazioni, basti pensare alla importazione di carne di maiale e salumi
dall’Italia. Mi sovviene la creazione di una leccornia tutta calabrese che
sarebbe la scamorza imbottita di salame, che oggi è una chicca regionale, ma
all’epoca non passava di un escamotage per introdurre i salumi sul mercato
americano, le cui leggi erano drastiche verso l’importazione di carni suine. L’uscita dal Partenariato Trans-Pacifico, rientra nella
logica della politica commerciale di Trump per rinvigorire la esausta economia
interna. Ho conosciuto città come Detroit, che erano gremite e ricche e sono
diventate città fantasma in pochi anni, dovuto alle politiche di gestioni
liberali di precedenti Presidenti, da Clinton allo stesso Obama, che asserviti
alle Holding Bancarie hanno decretato la morte di migliaia di aziende nazionali
per lasciare spazio a importazioni di prodotti che non sempre hanno buona
qualità. Vedremo se questa presa di posizione di TRUMP, potrà risollevare la
qualità delle industrie Nazionali. Sull’aborto, dobbiamo registrare
tutta la visione conservatrice delle destre, del resto qui si entrerebbe in
questioni etiche che ci porterebbero lontano, seppure mi sento di condividere
la posizione Trumpiana. Come ho già detto, le borse americane hanno
reagito bene, nonostante la flessione iniziale, dunque ritengo sia un buon
inizio, non scordiamoci che Trump è un imprenditore e non un politico di
carriera.
N. V. : “La
catastrofica gestione della coppia Obama (premio Nobel per la pace) e Clinton
ha determinato in Europa il fenomeno della migrazione di guerra, armando l’Isis
ed il fondamentalismo islamico. Dr. Mancuso, secondo Lei, cosa farà Trump per
arginare la deriva islamica in Europa? Diciamolo pure, il tutto, supportato
anche dal comportamento permissivo di Papa Francesco e di tutti i comunisti.
S. M. : Le
derive socialiste hanno segnato il passo degli ultimi anni, tanto che il nuovo
ministro degli interni Italiano, ha totalmente cambiato rotta rispetto alle
precedenti posizioni del suo stesso schieramento politico. Ritengo stia facendo
un buon lavoro, sebbene appena iniziato, tuttavia la posizione dell’Italia
all’estero non è favorevole ancor piú con la debole posizione della politica
diplomatica, alcuni ottimi diplomatici hanno di fatto le mani legate. Non
vorrei essere critico in questa fase, ma credo abbiamo avuto tempi migliori. Per usare un eufemismo altrui, un battito di ali in un luogo
può essere una tempesta in altri. Dunque le politiche di Trump possono
influenzare senza dubbio quelle italiane e ancor piú quelle confuse della
fragile Europa, che sino ad oggi si sono dimostrate fallaci anche per la cecità
o la dolosità, e che se vogliamo hanno favorito e influenzato l’infiltrazione
islamica radicale nel tessuto connettivo delle città europee. I fatti lo
dimostrano. La Chiesa Romana non mi sembra sia stata da sempre molto
incline verso politiche pratiche di accoglienza, al di fuori dei proclami.
Basti ricordare i vari reportage che sono apparsi recentemente in tv. L’Italia
degli ultimi anni non era preparata a accoglienze in massa, seppur dobbiamo
dire che il popolo italico non è mai stato davvero razzista, ma esasperato dalla
complicità politica dell’ultimo governo tecnico. I primi decreti già
firmati da Trump contro la deriva islamica già denunciano una netta
radicalizzazione degli USA verso i flussi migratori, e l’asse che sta creando
con l’Inghilterra offre un chiaro scenario. Del resto le politiche
dell’accoglienza hanno mostrato tutta la loro inefficacia e pericolosità. Il
dialogo tra Occidente e Oriente non passa per l’apertura unilaterale, come l’Europa
fino a oggi ha fatto, e credo che possano mutare anche gli equilibri tra USA e
Israele.A mio avviso, bisogna prepararsi ad una bordata a destra nei prossimi
anni.
N. V. : “Trump
ha dichiarato che presto l’Europa imploderà e si è schierato apertamente per la
Brexit invitando gli altri Stati a fare altrettanto. L’Europa sotto l’egida ed
il controllo della Germania, locomotore dell’economia europea, dichiarerà
default?
S. M. : L’egemonia
tedesca sta dichiarando la fine di un Mercato Economico Comune, che quando
nacque non aveva queste intenzioni. L’Europa come siamo abituati a conoscerla,
è destinata ad una morte inesorabile, dovuta anche alla incapacità di Bruxelles
di creare una identità europea che rispetti le peculiarità autoctone, cercando
di depotenziare alcune economie e tradizioni in favore di altre. L’accesso di
paesi ancora in via di sviluppo, in una struttura ancora in via i formazione,
sono stati gli errori più marcanti, di una politica espansionista, che ha
esasperato la già fragile economia dell’euro. Appare chiaro che nessuno vuole
un euro forte, poiché forte non sarebbe potuto essere. Le politiche economiche
tedesche sono palesemente nazionalistiche e totalmente contro la crescita
economica di Stati con forte connotazione artigianale e manifatturiera come
l’Italia, che ritengo sia quella che più sia stata penalizzata. Le peculiarità
tradizionali che sarebbero la forza dell’Europa, stanno per essere bandite in
favore una omogeneizzazione dei prodotti autoctoni, il che annulla la tipicità
dei prodotti “made in….”. Un’Europa di siffatta natura non serve a nessuno.
N. V. : “Dr.
Mancuso, durante la campagna elettorale Trump ha stemperato i rapporti con
Putin ed ha promesso di ricucire i rapporti con lui abolendo le sanzioni ed
eliminando l’embargo, ma ha avuto problemi con Ki Jinping. Come saranno i
rapporti con Cina e Russia?”
S. M. : Dell’embargo
promosso dall’ONU, da sempre a perderci siamo stati noi, poiché l’America di
Obama non ha mai smesso di esportare verso la Russia. Per questo è da ritenersi
che l’embargo sia stato più una mossa strategica per indebolire l’UE. Veda, i
rapporti tra Russia e Cina sono più di buon vicinato socialista che di reale
simpatia, sono due giganti che tentano di sedersi sulla stessa sedia. L’alleanza
tra USA e Russia, aldilà della possibile affinità tra i due leader, non credo
possa risolversi in reali politiche strategiche comuni, poiché Putin ha tutti
gli interessi a porre fine all’ONU. E la fine dell’ONU significherebbe la fine
dello strapotere Americano. La Cina possiede testate nucleari. E il
rafforzamento bellico di un gigante come la Cina può mutare gli scenari
mondiali. Non a caso l’India, sta facendo molti investimenti in tecnologie
militari, rinnovando il parco bellico e ponendosi all’avanguardia in campo
militare. Gli scenari mondiali non possono solo restringersi ai due paesi USA
/Russia. A livello economico i rapporti tra USA e Cina possono evincersi già
dai decreti fatti da Trump, e la Cina potrebbe essere la sostituta naturale
degli USA nel TTP. Nello scacchiere internazionale bisogna includere gli
interessi comuni di Russia E USA nell’America Centrale e del Sud, questo
potrebbe a lungo andare incrinare l’idillio tra Trump e Putin. La terza guerra
mondiale è iniziata già da anni, eppure non stiamo percependo ciò!
N. V. : “Dr.
Mancuso la globalizzazione è davvero finita? L’Europa è sempre nei guai?
S. M. : Difficile
definire sic e simpliciter la situazione. Credo che dobbiamo prepararci a
cambiare le nostre opinioni. Gli equilibri mutevoli dei singoli paesi
influenzano l’economia finanziaria mondiale, in verità, l’unica
globalizzazione sinora avvenuta è quella dei grandi gruppi finanziari
bancari privati. L’Europa allo stato attuale, vive un coma latente, è sic
stantibus, meriterebbe una caritatevole eutanasia….
N. V. : “Come
viene vista l’Itala all’estero?”
S. M. : L’Italia
del sole, degli spaghetti, della Ferrari, della mafia. Sono icone inossidabili,
ma che non fanno bene all’economia italica. In sostanza, l’innata propensione
per gli inciuci, tutta italica, non fa altro che creare piccole italiette in
tutto il mondo. Malgrado ciò, abbiamo punte di eccellenza in termini
intellettuali e anche, come sappiamo, di piccole e medie imprese che esportano
con molte difficoltà una qualità che si riduce a nicchie di estimatori, per gli
alti costi dovuti alla qualità produttiva, ma anche alle alte tassazioni cui i
prodotti italiani sono soggetti. Ciò è dovuto alla scarsa qualità della
politica estera degli ultimi anni. Un’Italia confusa e provinciale è quella che
all’estero si percepisce, fragilizzata dai continui scandaletti, di una
democrazia che sfiora il secolo, ma ancora si mostra alla stregua di democrazie
più giovani, ricca di contraddizioni e errori. Purtroppo, questo appare
all’estero…..ribadisco che eccellenti Diplomatici sono ancora mosche bianche
nel panorama di funzionari burocrati creati dalla politica italiana, che poco
confida nell’estro e nella dedizione di quanti invece potrebbero realmente
cucire un vestito buono del bel paese all’estero.
N. V. : “Ora
anche Grillo “benedice” Trump. Putin stesso ha dichiarato: Donald sembra
moderato. Lo stile Trump sta facendo scuola. La politica internazionale ha
bisogno di politici forti come lui e Putin. Dr. Mancuso, trattasi di cinico
opportunismo oppure di lungimiranza politica?”
S. M. : La
teoria dei corsi e ricorsi storici di Giovambattista Vico ci aiuta meglio a
capire cosa accade ciclicamente; ritengo stia ritornando la fase dei grandi
regimi politici, ove le sinistre hanno dimostrato il fallimento del socialismo
marxista. Grillo è sempre stato un buon oratore alternativo ai poteri forti.
Riconosco in lui una viva intelligenza, ma non mi riconosco nell’ideologia
grilliana. Appare chiaro che un leader come lui, che sta costruendosi un
personaggio alternativo, deve formulare pensieri che possono mutare. Ma non
credo che Trump o Putin hanno occhi per il movimento Grillino, proprio per la
mancanza di connotazione ideologica che il movimento rivendica. La bagarre con
Farange ha connotato effettivamente l’apaticità del movimento grillino. Con la
Le Pen in Francia, credo possa iniziare una nuova epoca di politici forti,
senza ombra di dubbio. L’Italia allo stato attuale, non farà parte dei paesi
con leader forti. Senza tema di smentite, credo che Trump stia mutando le sorti
della politica estera di ogni paese,. Poiché, al contrario di quanto possa
sembrare estemporaneo e istrionico, ogni posizionamento Trumpiano è un salto
con paracadute. Obama in una delle sue esternazioni post elettorali, in una
caduta di stile malcelata, ha esortato i leader mondiali a aiutare Trump. Ma
credo che sia stato il suo stesso epitaffio, unitamente alla espulsione dei
funzionari diplomatici Russi, atto inutile quanto prodromico a creare gelo tra
USA e Russia.
N. V. : “Ultima
domanda dr. Mancuso: Papa Francesco e Trump si incontreranno?”
S. M. : Ritengo che
il capo della chiesa Cattolica debba incontrarsi con il capo della maggiore
Potenza Mondiale. Sebbene negli ultimi anni gli USA siano diventati sede delle
ricchissime holding evangeliche e i vescovati cattolici stiano perdendo potere
negli USA, il governo Americano è ancora uno dei maggiori interlocutori del
Vaticano. Papa Francesco, come tutti i pontefici,
non può fare a meno dell’appoggio USA, e dopo tutto Trump sta mostrando essere
un paladino della cultura cristiana insieme a PUTIN. Ergo, credo che un
incontro fisico senza dubbio avverrà, perlomeno è auspicabile!
N. V. : Dr.
Mancuso la ringrazio per la sua gentilezza e spero a breve di poterla
intervistare nuovamente.
S. M. : Io
ringrazio Lei Dr. Ventrella. Mi ritenga a sua disposizione sempre per ogni
nuova iniziativa.