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mercoledì 9 ottobre 2013

INTRODURRE IL “METODO PERICLE” - Cosmo G. Sallustio Salvemini

Nonostante il fatto che l’Italia stia precipitando nel baratro istituzionale, gli oligarchi dei vecchi partiti si ostinano a pretendere i “rimborsi elettorali” (cioé denaro pubblico per interessi privati). La loro ingordigia è smisurata. Di fronte alla proposta (sincera?) del governo Letta di abolire il finanziamento pubblico, loro fanno il “gioco dell’oca”: fanno ricominciare l’iter legislativo del d.d.l. dalla Commissione Affari costituzionali, senza un minimo accordo tra Pd e Pdl. Va evidenziato il fatto che sotto i governi Berlusconi il finanziamento pubblico dei partiti è notevolmente aumentato con l’assenso di coloro che oggi lo vorrebbero abolire. Un capolavoro di ipocrisia. Ma v’è di più. Alcuni deputati berlusconiani hanno presentato un emendamento per depenalizzare il reato di illecito finanziamento ai partiti. E’ questo il nervo scoperto di molti politici che, per essere eletti, hanno dovuto acquistare (non conquistare) i voti. La storia della Repubblica é caratterizzata da un colossale voto di scambio. La democrazia é stata distrutta dalla lobby-pluto-crazia, fondata sul
“metodo Caligola”. Il Movimento Salvemini, per scongiurare la totale catastrofe istituzionale, chiede l’introduzione del “metodo Pericle” nella nuova Carta costituzionale. Ai vecchi oligarchi del Pd suggerisce: “Andate a casa!” Al Pdl propone di assumere la denominazione “Forza frod’Italia”.

Cosmo G. Sallustio Salvemini
L'Attualità ottobre 2013

giovedì 4 aprile 2013


L'organo di stampa del Movimento Salvemini è il periodico mensile “L'Attualità” (con sede in via Aquilonia n.93, Roma), presso il quale è attivata la Scuola di Giornalismo che si può frequentare anche per corrispondenza. 
Coloro che desiderano ricevere a domicilio il predetto periodico possono fornire il proprio indirizzo postale alla email 
lattualita@yahoo.it

oppure rivolgersi al cell. 347.0333846





LA PARTITOCRAZIA HA ROVINATO L’ITALIA


Dal 1948 ad oggi le responsabilità degli oligarchi dei partiti sono così numerose da non poter essere elencate nemmeno in sintesi. La più grave appare quella che si potrebbe definire “menefreghismo” nei confronti
delle classi sociali disagiate e della disoccupazione in aumento. Tale insensibilità (tipica dei satrapi orientali del Medioevo) è odiosa agli occhi del popolo perchè caratterizza una casta di politicanti di mestiere (incapaci di legiferare assennatamente) che si ostinano a mantenere smaccati privilegi economici e sociali. Sono, peraltro, individui sordi e ciechi: non sentono le accuse della gente e non vedono la marea dei dissenzienti che
li sta travolgendo. Non sono riusciti a disciplinare con legge l’opaca vita interna dei partiti che dovrebbero “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (art. 49 della Costituzione). Sanno,
però, insediare i loro “ascari” nelle banche, negli enti pubblici, nella Rai e in tutte le altre stanze dei bottoni. Sono bravi nello sperperare il pubblico denaro e nel pilotare gli appalti di opere pubbliche. Sono “maestri”
nel mantenere in vigore leggi fasciste, nel difendere i super-stipendi dei super-manager, nel lasciare sugli scranni un migliaio di parlamentari fannulloni e una pletora di costosi consiglieri provinciali. Dopo aver deriso
e insultato Grillo per molti anni adesso (dopo il suo travolgente successo elettorale) lo invitano a far parte di un governo qualsiasi che “salvi la Patria” dal baratro economico-finanziario in cui è precipitata. Questi oligarchi sono “maestri” di ipocrisia perché la Patria poteva essere salvata, molti anni fa, tagliando gli scandalosi costi della politica e delle Istituzioni, stroncando la corruzione che regna nei Palazzi, attuando le proposte di moralizzazione avanzate dal Movimento Salvemini (e pubblicate nei noti Quaderni) da 50 anni ad oggi. C’è un solo modo per risolvere la grave crisi attuale: nuova Assemblea costituente per una nuova Carta costutizionale fondata sulla Demo-Sorte-Merito-Crazia (ideata e attuata nella Grecia antica dai sommi giuristi Solone, Efialte, Clistene e Pericle dal 506 al 322 a. C.). Era un sistema pulito e imparziale per selezionare
i galantuomini e per consentire al popolo di essere sovrano. Sarebbe rimasto in vigore molto più a lungo se non fosse stato travolto dalle barbare falangi di Filippo il macedone. Peccato che i politicanti di mestiere ignorino la Storia! 
Cosmo G. Sallustio Salvemini
L'ATTUALITA' APRILE 2013

giovedì 21 marzo 2013

“DEMOGRAZIA DEGENERATA"



C. G. S. Salvemini, con questo poderoso e circostanziato volume, si colloca nell’ambito delle ricerche storiche sulle origini della degenerazione della democrazia, partendo da tutta una serie di avvenimenti avvenuti dalla caduta del regime fascista partendo dalle anomalie giuridiche nell’elezione dell’Assemblea Costituente, alla illegalità del Referendun da cui nacque la Repubblica, nella descrizione della nascita
del debito pubblico per colpa del partitismo fino all’attuale incolmabile deficit; analizzando le stragi di Stato da parte della mafia e dal terrorismo, tangentopoli, la plutocrazia e la nascita della dittatura dei partiti.
L’utilità di questo lavoro è fuor di dubbio in quanto coglie dettagliatamente gli aspetti di fondo dell’ampia ricerca dell’Autore e permette di avere un’esatta percezione dell’incontrovertibile realtà della drammatica situazione in cui si dibatte la nostra Italia. Nessuno può mettere in dubbio le documentatissime argomentazioni dell’Autore e tutti comprendiamo come l’Italia dei nostri giorni, costituisce un caso patetico,
reso ancora più singolare dalla rassegnazione e dalla supina tolleranza, la quale rappresenta il terreno della germinazione degli abusi, perchè ogni abuso non represso rende gli autori adusati, alle reiterazioni dei
misfatti. In Italia, la concezione e la pratica della degenerazione dell’attuale democrazia rivela il vaso di Pandora che, dischiudendosi, liberò e diffuse tutti i mali di cui era pieno. In ultimo, per risolvere il pericoloso declino della civiltà politica del nostro Paese viene riproposto il modello greco-antico della democrazia: il sorteggio nell’attribuzione delle cariche istituzionali che se introdotto nell’ordinamento costituzionale impedirebbe “de facto” ai politici di occupare le poltrone e restarvi incollati per decenni. Questo modello ha garantito per quasi due secoli (506-322 a.C.) l’identità tra governanti e governati ed instaurato il governo del popolo sul popolo. Già 2007 Salvemini ha dettagliatamente ragguagliato l’opinione pubblica su tale argomento col volume “Dalla corrotta oligarchia alla demo-sorte-crazia” ottenendo notevole successo. Le analisi di Salvemini sono descritte secondo uno schema analitico ben preciso e documentato. Da ogni pagina emerge lo stile, che è stato di vita, oltre che di pensiero, dell’Autore. Auguriamo, col cuore di vero patriottismo e amore patrio, l’accoglimento di tale miracolosa risoluzione.
Pasquale Chiaramida
(Presidente del Libero Sindacato Scrittori Europei)

L’INCERTEZZA DEI “GRILLINI” TRASCINA IL PAESE NELL’IMPASSE! di Antonio Bartalotta


foto 1.jpgNessuno si sarebbe aspettato un consenso di tali dimensioni, nemmeno lo stesso Grillo. Talmente è stata grande la fiducia riposta nelle mani del nuovo sermone che ora nel M5S non sanno proprio che pesci prendere! Ma è proprio il loro “capo” o “guru” o dir si voglia che appare il più spaesato di tutti!  Continua a strillare ed a parlare in modo concitato, ma è consapevole egli stesso che chi lo ha votato, già oggi molto probabilmente non lo rifarebbe. L’Italia si trova ancora una volta nell’immobilismo più assoluto con tre parti politiche proporzionalmente distribuite e quindi di pari forza. Coloro che hanno utilizzato la campagna elettorale con l’intento di sfasciare tutto ciò che è stato non sono assolutamente in grado di “ricostruire”. Siamo ancora una volta (come nel ’94 con la Lega Nord) nelle mani di sprovveduti e di avventori della politica. Basta sedersi su quelle poltrone che subito si scatena l’incantesimo del non saper fare. I nuovi parlamentari del M5S sono molto bravi a denunciare, ma non sono altrettanto bravi a governare, lo dimostra il fatto che a un mese dalle elezioni appaiono, agli occhi degli italiani, senza idee e si limitano ancora a dire “via tutti” senza approntare alcuna proposta che ci consenta di uscire dal tunnel. Nel frattempo lo spread sale a 500 punti, si perdono migliaia di posti di lavoro, i servizi sociali cadono ancora di più verso il baratro e le famiglie si dirigono verso una povertà che non è più solo economica, ma anche sociale e civica. La società è pervasa dall’egoismo e dal “pressappochismo” mentre la delinquenza comune tocca apici senza precedenti. E dire che non molto tempo fa il nostro Paese era stimato da tutti, sia a livello industriale che sociale. Ora siamo alla mercé degli altri stati europei che non si trattengono a deriderci ed a schernirci, apostrofandoci “italiani” a mò di offesa. Ma è proprio questa la fine che dovevamo fare? La soluzione è molto difficile per uscire fuori da tale impasse, tutti gli uomini di buona volontà dovrebbero guardarsi negli occhi e svestirsi di ogni rancore verso il prossimo, soprattutto i nostri politici, che invece non colgono occasione che per offendersi a vicenda allontanando quelle che invece potrebbero essere le strategie comuni per uscire da una situazione che si aggrava ogni giorno di più. L’incertezza dei “grillini” al momento è devastante. Buona parte di quel 25% di elettori che hanno scelto il voto di protesta oggi si è accorto di aver riposto una fiducia sbagliata. Nel nostro Paese va sempre a finire così, all'illusione spesso segue la delusione, proprio come nel ’94, quando Berlusconi portò una ventata nuova nella politica italiana, ma sono trascorsi quasi vent’anni e le buone intenzioni insieme alle promesse si sono dissolte nel nulla! Che non finisca così anche stavolta, perché il tempo passa e la stanchezza cresce, l'Italia scivola verso il basso in ogni classifica internazionale, tutte le forze politiche devono fare la propria parte, soprattutto il M5S perché il suo leader (non eletto, ricordiamolo) lo ha chiesto agli italiani, ora tocca a lui fare il resto percorrendo la strada di una collaborazione fattiva per tirarci fuori dalla melma. Nessuno può imporgli di governare, nessuno deve suggerirgli se allearsi e con chi allearsi, ma tutti possiamo ricordargli che non ha solo diritti, ormai, ma anche qualche dovere. Incassare il consenso elettorale significa legittimare le regole e le istituzioni attraverso cui quel consenso è arrivato. Opposizione, governo, appoggio esterno, il M5S ora deve decidere cosa fare. Non è tollerabile giocare con il futuro del Paese, che è il futuro di tutti, soprattutto di quei poveri padri di famiglia che stanno perdendo il lavoro e di quei giovani di buone speranze che il loro futuro lo vedono ormai solo all’estero! Siamo legati all'Europa, abbiamo obblighi precisi. L'incertezza ha un prezzo e lo stiamo già pagando da tempo. Se la strategia di Grillo è aumentare quest'incertezza, provocare altre disgrazie economiche e politiche, lo dica chiaramente. Chi ci rimarrà sotto, almeno, saprà a chi rivolgersi. L'art. 67 della Costituzione, secondo cui «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato» parla chiaro, lo faccia leggere ai suoi neo-parlamentari a cui fino ad oggi ha insegnato solo a sfasciare, ora deve imparare lui per primo a ricostruire e soprattutto a rispettare il popolo italiano e a riconsegnargli la dignità che merita!

 Antonio Bartalotta
     

mercoledì 6 marzo 2013

LA PIAZZA HA TRAVOLTO IL PALAZZO


Il sisma politico che ha scosso il Parlamento è di altissima magnitudo.
Tuttavia, restano ancora fatti inconfutabili a dimostrare che la sovranità non appartiene al popolo. Esaminiamo, ad esempio, le fasi del meccanismo elettorale denominato Porcellum. 1: i candidati al Parlamento sono scelti con il “metodo Caligola”. (Le cosiddette “primarie” sono una messa-in-scena per far credere agli ingenui che la scelta viene effettuata dagli iscritti al partito). 2: le armi sono ìmpari, nel senso che i ricchi possono realizzare una campagna elettorale più capillare rispetto ai poveri (e possono “acquistare” più voti, offrendo cene e non solo). 3: ci sono lobby che finanziano illecitamente alcuni partiti. E ci sono porporati che si servono di un’azienda pubblica per orientare i voti. Un esempio? Il card. Bagnasco (presidente C.E.I.) su Rai 1 ha appoggiato il premier Monti, violando il Concordato del ‘29 e quello del 1984 (che vietano l’ingerenza della Chiesa nella politica italiana). 4: il Porcellum non stabilisce il quorumminimo dei votanti. Se, per ipotesi, votasse solo il 30% degli aventi diritto, tutti i seggi (945) del Parlamento verrebbero assegnati
agli esponenti della minoranza del Corpo elettorale (una mostruosità giuridica e morale, ove si consideri che per la validità di un referendum abrogativo é necessario il quorumdel 50,1%). 5: la marea di voti sporchi
(venduti da boss delle cosche e da singoli elettori) sommerge i voti puliti (di opinione e di simpatia). Su questo scandalo (voti di scambio) gli oligarchi hanno taciuto; a nessuno conveniva sollevare quella “questione
morale” denunciata da Gaetano Salvemini oltre un secolo fa nel libro “Il ministro della malavita”. 6: chi controlla lo spoglio delle schede e la redazione dei verbali di scrutinio nelle 61.000 sezioni elettorali? Chi può garantire che tali operazioni vengano effettuate senza errori e senza brogli? Perché gli scrutatori sono nominati dai politici anziché essere sorteggiati? Perché lo scrutinio avviene a porte chiuse? E ci fermiamo qui, per amor di Patria. Gli “onorevoli” che votarono la famigerata legge del Porcellum hanno reso l’Italia ingovernabile. Hanno trasformato l’arena politica in un nido di vipere. Non possono parlare di “democrazia” dopo averne fatto scempio. Sono solo venditori di fumo. Dovrebbero tornare a casa. Dall’attuale crisi istituzionale si può uscire in un sol modo: nuova Assemblea costituente per redigere una nuova Carta costituzionale, imperniata sulla demo-sorte-merito-crazia (attuata dal grande Pericle nell’antica Atene). Cosmo G. Sallustio Salvemini

L'attualità marzo 2013

venerdì 1 febbraio 2013

WEB E TV, INSIEME PER FORZA



Il servizio pubblico europeo lancia nuove piattaforme che mettono insieme il broadcasting tradizionale e l'on-demand. Un assaggio di quello che sta già accadendo nei nostri salotti. L'Europa potrebbe però essere troppo lenta rispetto all’andamento americano che si trova già più avanti in modo rilevante. Non c'è pace sul divano di casa! Il televisore lì di fronte forse è già da buttare. Non c'è tregua alla scrivania! Il desktop che
usiamo è già vecchio. Quel doppio o triplo telecomando che abbiamo frequentemente tra le mani per governare tv digitale, tv analogica e vari satelliti, crescerà e si trasformerà in un oggetto unico: una tastiera da computer, moderna e compatta, da collegare in wireless al nuovo televisore/computer! La televisione, pertanto, sta per fare un nuovo salto, questa volta seguendo una linea evolutiva che molti di noi a casa hanno già individuato e sperimentato, il processo di integrazione con internet che risulta ormai già avviato. Il concetto è semplice: unificare su un solo video quello che arriva dalla TV e quello che entra in casa col cavo di internet. Sul mercato televisivo in Europa, la Gran Bretagna è leggermente più avanti rispetto agli altri paesi. Da febbraio 2010 a febbraio 2012 il consumo di titoli video fruiti attraverso i siti web BBC, incluso il famoso I-player, è cresciuto del 156%. Nel paese sono stati visti 5,5 miliardi di video da Internet nello scorso mese di dicembre, mentre negli Usa nello scorso mese di settembre ne sono stati scaricati 31,2 miliardi! I produttori di televisori già da mesi sono in contatto con Google, che anche in questo caso prova ad imporre la sua filosofia e il suo metodo al mercato mondiale. "La Sony sta per vendere in America un televisore dotato di Google Tv, che non solo ha le porte per le connessioni con Internet e pc vari, ma ha il sistema operativo di Google Tv e quindi permette di accedere direttamente ai contenuti TV organizzati e indicizzati da Google". L'approccio di Google è un uso fuori controllo della tecnologia per scuotere questo settore industriale; per il consumatore forse è una modalità troppo caotica. Sicuramente usare una tastiera al buio, di fronte al televisore, per navigare senza limiti, è troppo dispersivo, c'è spazio però anche per altri progetti fra lo stretto settore del video-on-demand a pagamento e il modello di Internet totalmente aperto. Questo atteggiamento è stato intrapreso anche dai produttori di console di nuova generazione (Sony Playstation, Nintendo Wii, Microsoft Xbox) che stanno arricchendo l'offerta di contenuti e di servizi delle piattaforme collegate on-line. È assodato, dovremo rassegnarci! Non ci sarà più solo televisione nei nostri salotti e il web sarà sempre più presente in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana!  
Antonio Bartalotta

L'ATTUALITA' - FEBBRAIO 2013

venerdì 18 gennaio 2013

I PRECARI DELLA SCUOLA SI ISPIRANO A SALVEMINI


Queste sono le amare considerazioni che un precario della Scuola, con
moglie e tre figli, mi ha inviato per posta elettronica; parole che fanno ben riflettere su come vanno le cose in questa disastrata Italia: “La precarizzazione non è soltanto la diffusione dell' incertezza. È uno strumento psicologico e ideologico di governo della forza lavoro. Essa non è soltanto la condizione sociale di incertezza e di sudditanza al mercato, che oggi colpisce la stragrande maggioranza dei lavoratori salariati di tutto il mondo, ma un processo culturale e politico con il quale si impone al lavoratore di rinunciare alla difesa collettiva dei propri interessi e di competere individualmente con tutti gli altri. La precarizzazione è la diffusione della rassegnazione e della paura. Noi non siamo precari perché mancano le cattedre, ma siamo precarizzati dallo Stato perché su ognuno di noi si risparmiano 9.000 euro all’anno! Altrimenti non si comprendono le decine di migliaia di incarichi a tempo determinato stipulati dal MIUR ogni anno! Il precariato è, quindi, un reato di Stato! Perchè in tutti questi anni lo Stato ha reiterato più volte contratti a tempo determinato, contravvenendo alla direttiva comunitaria 1999/70/CE, che prevede la stabilizzazione dopo tre contratti a tempo determinato continuativi”. Al Professore amareggiato perchè precario va tutto il sostegno morale possibile anche perché conosciamo le loro sacrosante ragioni. A giugno 2011 molti dirigenti di Scuole Medie Statali hanno denunciato bilanci in rosso e che 376 Presidi dell'ASAL (Associazione delle Scuole Autonome del Lazio) hanno inviato una lettera a migliaia di genitori denunciando il "più imponente taglio nella Scuola della storia repubblicana dal dopoguerra", mentre gli studenti del Liceo "Modigliani" di Giussano, in Lombardia, hanno deciso di corrispondere lo stipendio a dieci docenti precari non pagati da tre mesi, prelevando 10 mila euro dal fondo volontario delle famiglie grazie ad iniziativa concordata con il Preside che non sapeva come far fronte ai supplenti. Sappiamo pure che è stato bandito un concorso per docenti (dopo ben 15 anni!), con 321.000 domande per 11.000 posti, ma dalle previsioni si ipotizza che vincerà solo uno su 28 concorrenti. Sappiamo altresì che i precari della scuola sono consapevoli del limitato numero dei posti, ma soprattutto del fatto che quanti hanno già conseguito faticosamente un’abilitazione all'insegnamento sono coscienti di aver già superato da anni una severa selezione, per cui gli sarà difficile ricominciare da zero dopo dieci o più anni. Siamo al corrente dell' ultima incredibile "trovata" di questo Governo con cui si tenta di porre parziale riparo alle dismissioni di ben 50 mila appartenenti alle FFAA, prevedendo la riserva del 30% dei posti, nel concorso in parola, ai volontari congedati. In queste ore, infatti, è in corso una campagna di informazione a cura delle Sezioni Collocamento ed euroformazione dei Comandi Militari dell' Esercito, affinché il maggior numero di volontari venga a conoscenza dell’informazione che è giunta a pochi giorni dalla scadenza del bando di concorso, il 7 novembre. Cosa dire al riguardo? Ben nulla! La notizia si commenta da sé; quel che rammarica è la considerazione del basso concetto che la politica continua ad avere per la nostra Scuola. Nel rivolgerci ai Precari della Scuola, offriamo una boccata d'aria pura chiamando in causa l'alto magistero di Salvemini, al cui ricordo è legato il “Movimento Salvemini”, creato a Roma nel 1962, su volontà di 200 esponenti della cultura, della politica e delle Istituzioni. Il Movimento ha recentemente celebrato i suoi primi 50 anni, per iniziativa del pronipote Cosmo, che da 32 anni guida il Movimento. Ai Precari della Scuola italiana, prendendo a prestito il titolo di una rivista fondata da Salvemini nel 1924, diciamo a voce alta: “Non mollare!”
Raffaele Vacca
L'Attualità Gennaio 2013





martedì 15 gennaio 2013

LA LOBBY DEGLI EPULONI GOVERNA IL MONDO





Democrazia, libertà, sovranità popolare e via dicendo. Gli oligarchi della
politica continuano a sbandierare queste parole pur essendo consapevoli
leaders di mentire. 
Milioni di elettori credono di partecipare alle decisioni dei leaders solo perché inseriscono schede dentro le urne. Pensano che il loro voto venga preso in considerazione dagli oligarchi. Poveri illusi! Non hanno ancora capito che le scelte fondamentali sono effettuate da coloro che posseggono enormi somme di denaro. Negli U.S.A., ad esempio, la Exxon-Mobil (società petrolifera che guadagna annualmente 500 miliardi di dollari) é in grado di condizionare non solo il Congresso ma anche alcuni scienziati, al fine di negare gli effetti devastanti del cambiamento climatico provocato dal gas-serra. Finora, infatti, il Congresso ha bocciato il Protocollo di Kyoto. Queste subdole manovre sono state smascherate dal  New York Time, da Greenpeace, dalla Global Climate Coalition e da Steve Coll nel recente libro “Private Empire”. Non solo durante gli otto anni di Bush alla Casa Bianca ma perfino oggi con Obama l’influenza della Exxon (una delle più potenti lobby del mondo) ha impedito al Congresso di approvare la Cap-and-Trade con cui Obama avrebbe limitato le emissioni di anidride carbonica (che ben presto renderanno inabitabile il pianeta). La Exxon ha speso milioni di dollari per finanziare la propaganda negazionista del surriscaldamento globale. Ma i profitti realizzati sono enormemente maggiori. Chi ha denaro può comprare tutto e tutti. Soprattutto  voti e grandi spazi nei media. E’ noto che lo “sterco del diavolo” ha sempre governato il mondo. Le elezioni “democratiche” sono spesso una colossale messa in scena per legittimare decisioni prese molto prima delle consultazioni elettorali. La vera sovranità appartiene ai re di denari. Per quanto riguarda l’Italia la vigente Costituzione ha dato vita non ad una Repubblica democratica ma ad una Repubblica lobby-pluto-cratica fondata sulla corruzione e sulle connivenze con la malavita. Urge, pertanto, una nuova Assemblea costituente per redigere una Costituzione che impedisca il perpetuarsi dello strapotere degli oligarchi, usurpatori della sovranità popolare.
Cosmo G. Sallustio Salvemini

-L'attualità - n.1 Gennaio 2013

domenica 13 gennaio 2013

Riflessioni sul gran tema della sicurezza dei cittadini


La sicurezza dei Cittadini, nel panorama Italia, è finalmente adeguata, come sostengono i "lieto pensanti"? Diciamo subito che le cose non vanno bene perchè sono sensibilmente aumentati i piccoli reati, quelli che maggiormente preoccupano; infatti, diminuiscono gli omicidi e le violenze sessuali, mentre aumenta il numero delle rapine in abitazione, dei furti e dei borseggi, come lievitano le denunce per usura, campanello d'allarme di un disagio sociale che ha raggiunto livelli di emergenza nazionale.
 I dati forniti come ogni anno dal Ministero dell'Interno,infatti, evidenziano un trend che riflette la difficilissima situazione economica che il Paese sta attraversando. L'azione di contrasto delle benemerite Forze dell’Ordine è come sempre adeguata alla minaccia del crimine, e questo si evince con l' aumento del numero delle persone arrestate e denunciate. L'analisi della tipologia dei reati evidenzia, però, come siano in crescita i reati commessi da chi delinque per vivere, anzi sopravvivere. Infatti, le rapine nei primi sei mesi del 2012 sono aumentate, in particolare quelle in abitazione, a ben 1.677 rispetto alle 1.333 dello stesso periodo del 2011, con una crescita del 25,8 per cento; flessione, invece, con un meno 22,1 per cento, per quelle in banca, il che evidenzia che si tratta anche di soggetti isolati a commetterle. Invece, i furti, quelli in abitazione, salgono del 17,3 per cento passando da 87.161  del 2011 a 102.219; aumentano anche i furti con destrezza con una crescita del 10,1 per cento,  atteso che dai 63.835 casi denunciati nel primo semestre dello scorso anno si è giunti ai 70.297 dello stesso periodo del 2012. Aumentano anche gli scippi, che passano da 8.021 a 8.552, segnando un più 6,2 per cento. Anche la ricettazione, cioè l'acquisto di cose rubate, denota un incremento in percentuale del 3,9.

Nel mondo dell' usura, si registra un più 3,6 e, al riguardo, afferma il Presidente della Federazione Antiracket Italiana Tano Grasso che "..è una buona notizia…perché dimostra che c’è voglia di reagire…ma che è soltanto una goccia nel mare della disperazione", e questo perché, in un momento di difficoltà economica che colpisce in maniera particolare i commercianti e gli artigiani "chi denuncia lo fa quando ormai ha perso tutto". L’analisi di Grasso è terrificante: "…bisogna smetterla con la leggenda che gli usurai danno i soldi agli emarginati oppure a quanti sono in rovina perché senza più garanzie. La preda degli usurai sono coloro che hanno un calo del volume di affari….e  sbaglia chi crede che gli strozzini siano soltanto esponenti della criminalità organizzata, perché sempre più vasto appare il numero degli insospettabili disposti a prestare soldi a tassi spaventosi". Infine, il fenomeno del contrabbando, che sembrava ormai alle corde, risulta invece aver avuto un incremento con una lievitazione delle denunce pari al 28,9 per cento, e questo perchè cresce la richiesta di merce esente da tasse mentre la criminalità mafiosa risponde facendo salire l’offerta; si tratta di sigarette, alcolici, ma anche vestiti e altri accessori da immettere sul mercato a prezzo molto più basso rispetto al mercato.

Visto quel che succede nel Pianeta Sicurezza, guardiamo ora cosa accade nel Comparto (della Pubblica) Sicurezza, cioè nel mondo delle Polizie nostrane. Respinta con perdite l'abolizione delle Province,  il riordino dei Presidi  è stato rinviato a tempi migliori (sarà così?). È cosa certa che il nuovo Governo, formato dopo le "elezioni col cappotto" di febbraio prossimo, possibilmente con l'elezione di un Parlamento zeppo di Persone competenti e dalla schiena dritta, e non già di nani, ballerine o ancor peggio mercanti, certamente prima dell'estate tratterà la grande problematica della  riorganizzazione come della revisione della presenza sul territorio di Polizia e Carabinieri, con spese da tagliare o da diminuire. La Spending Review, partita con grandi entusiasmi, ha ridotto le assunzioni al 20% del turn over anche se poi il Decreto Legge sulla proroga delle missioni all'estero, licenziato dal governo Monti a fine anno, ha fortunatamente stanziato 70 milioni per il 2013 e 130 per il 2014 per nuovi arruolamenti. Accantonata quindi l'idea di sopprimere 40 Questure e altrettanti Comandi Provinciali di CC. e G.d.F., preoccupano sempre più i debiti del Dicastero degli Interni per gli affitti delle Caserme dei Carabinieri, in verità moltissime, e delle strutture della Polizia di Stato, con cifre da capogiro dell'ordine di centinaia di milioni di euro; poi c'è la forbice tagliente dei fondi per la benzina, le auto, il vestiario e gli armamenti, tanto che i 24 milioni di questo capitolo sono stati ridotti a 15, circa il 40% in meno.

Detto ciò, apprendiamo che si va invece a gonfie vele nell'ambito dell'occhiuta e ficcante Verifica Fiscale; infatti, venerdì 4 gennaio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale che introduce il famoso Redditometro, uno strumento  per facilitare la lotta all’evasione fiscale che, in sostanza, dovrebbe servire a comparare le spese di una famiglia con il suo reddito dichiarato e a sanzionare se i due valori non sono conformi. Una volta che grazie al nuovo redditometro (o spesometro) viene evidenziata una differenza tra il reddito dichiarato e le spese rilevate, con un margine di tolleranza del 20%, scatterà una verifica dell’Agenzia delle Entrate. A quel punto, spetterà al contribuente dimostrare all’Agenzia che quelle spese sono giustificate, perché, a titolo di esempio, sono state effettuate con risparmi, cioè con soldi messi da parte nel corso del tempo; ovviamente, se l’Agenzia delle Entrate non dovesse essere soddisfatta dalle spiegazioni, il contribuente potrà ricorrere in Tribunale e a quel punto spetterà al Giudice decidere come stanno realmente le cose. Un meccanismo, questo, che a prima vista suona di incostituzionalità in quanto l’onere della prova spetta al contribuente e non già all'autorità di verifica; c'è poi da dire che  uno strumento di controllo di tal fatta colpisce ancora una volta le fasce più deboli e indifese della popolazione  e va difficilmente a scovare i grandi evasori, con la conseguenza di aumentare il carico di preoccupazione e di lavoro dei contribuenti che, tra l'altro, già fanno regolarmente la propria dichiarazione dei redditi. Così, mentre sappiamo che la pressione fiscale salirà al 45,3% nel 2013, apprendiamo con gioia che il braccio armato dell' Agenzia delle Entrate si chiama roboantemente "SER.P.I.CO.", non dal nome del superpoliziotto, ma acronimo di "Servizi per i Contribuenti", che setaccerà avido i nostri conti correnti, i titoli che abbiamo in banca e tutte le nostre operazioni sopra i mille euro; quindi, un gran caleidoscopio di situazioni per il Fisco che utilizzerà le 22.200 informazioni al secondo che transiteranno sui suoi processori per localizzare, questo si spera, i veri evasori fiscali, cioè i grandi delinquenti in malafede che ogni anno sottraggono allo Stato qualcosa come 120 miliardi. Bene, tutti sono coscienti che si debbano fare sacrifici in epoca di crisi tremenda come l'attuale, e che “ Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”, come recita l’art. 53 della Costituzione, che spiega anche il significato della parola “in ragione”, cioè che “il sistema tributario è informato a criteri di progressività”, vale a dire che chi più ha, più deve dare; ma il Cittadino onesto e non tutelato sa pure che il prelievo fiscale del 2010 è ammontato a 146.500.000.000 euro per 41.529.050 contribuenti, di cui 20.870.919 sono lavoratori dipendenti e 15.292.361 i pensionati. Quei 146 miliardi e mezzo di euro (ricavati da lavoratori dipendenti e pensionati, per un ammontare di 137.200.000.000 euro), è pari al 93 per cento, mentre gli altri contribuenti che versano appena il 7 per cento è costituito dal cosiddetto popolo dell’Iva, quanti cioè hanno una partita Iva che i lavoratori dipendenti non hanno. Ma l'Italiano che paga le tasse spera pure ardentemente che  tutto quello che la Politica ha ora predisposto servirà a far si che l'Italia non sia più al 72° posto nella classifica mondiale della corruzione, cioè dietro a Stati come Ghana, Botwsana, Bhutan e Ruanda, se equamente attuato; ma sa anche bene che se non si legifera finalmente e preventivamente contro le mafie e i corruttori potenti che stanno strozzando l'Italia è partita già persa, perché il tutto, "more solito", ricadrà sulle sue povere spalle di persona comune.

Ribadiamo che il fattore deterrenza, nella nostra bella e lietopensante Italia, continua ad essere un'utopia e una chimera e tale stato di cose permane anche a seguito del varo della più che recente Legge anticorruzione (la corruzione fattura oltre 60 miliardi di euro all'anno!) dove non sono contemplati i reati di falso in bilancio, depenalizzato nel 2002, di "autoriciclaggio" (riciclare in proprio il denaro provento di reato, anziché affidarsi a terzi), invocato inutilmente dalla Ue e dalla Banca d'Italia come anche dai Magistrati Antimafia, di "voto di scambio" non più con denaro (la Legge sanziona solo questa fattispecie) ma con appalti assunzioni, ville e vacanze. Certo, se si strilla con linguaggio da osteria che la Giustizia non funziona, ma non si fa nulla sul versante delle procedure, poco si ottiene; siamo alle solite, sulla dicotomia tutta italica tra proclami e verità. In ultimo, che si ratifichino subito, senza ingiustificabile indugio- soprattutto oggi che la gente pretende giustizia e trasparenza, e che proprio non riesce a spiegarsi perché poco o niente si fa dal punto di vista legislativo per colpire Mafie e faccendieri organizzati- le Convenzioni della Comunità Europea sulla lotta alla criminalità, sul riciclaggio, sulla cooperazione giudiziaria con la previsione di squadre investigative comuni ma anche sulla confisca internazionale di beni illecitamente prodotti, armonizzando la debolissima (perché?) legislazione nazionale ai principi europei di drastica lotta alle Mafie.

Eppure, noi Italiani di Mafie ne dovremmo sapere qualcosa, con ben quattro Regioni condizionate da criminalità stanziali storicamente radicate, oggi espanse, come noto, oltre i confini di origine e con accertata presenza di potenti organizzazioni straniere. Con soddisfazione tuttavia apprendiamo che lontano da noi, nell'estate 2011, il Governo USA ha inserito la Camorra napoletana tra i principali problemi dell´economia statunitense definendola una delle quattro organizzazioni criminali più pericolose per l´interesse nazionale degli Stati Uniti; si, proprio la Camorra, la "Neapolitan Mafia" è ora tra i principali problemi dell´economia degli Stati Uniti d´America. Si parte da una mappatura dettagliata del fenomeno e, nella lettera del Presidente Obama, che introduce questo documento, denominato “Strategy to Combat Transnational Organized Crime”, si legge che le reti criminali stanno espandendo le loro operazioni a livello transnazionale, diversificando le loro attività, diventando più sofisticate e complesse. Infatti, “stanno creando alleanze con elementi corrotti dei Governi e usano il potere e l´influenza di questi elementi per portare avanti le loro attività criminali”. Certamente, per noi Italiani, non c’è di che rallegrarsi di questi non nobili primati, ma ormai l’assuefazione al peggio ha assopito le nostre coscienze, purtroppo.

Ma, speriamo, noi Cittadini onesti e dalla schiena dritta, che sia giunto davvero il tempo del riscatto morale e sociale! Di tutto questo, ogni elettore, dovrà tenerne conto quando voterà, a febbraio prossimo!! 
Raffaele Vacca



giovedì 15 novembre 2012

I precari della scuola, parte nobile d'Italia, si ispirano ai valori di Gaetano Salvemini


Queste le significative, forti e amare considerazioni che un precario della Scuola, con moglie e tre figli, mi ha inviato per posta elettronica; parole che fanno ben riflettere su come vanno le cose in questa disastrata Italia
Precariato scuola
"La precarizzazione non è soltanto la diffusione dell' incertezza. E' uno strumento psicologico e ideologico di governo della forza lavoro. Essa non è soltanto la condizione sociale di incertezza e di sudditanza al mercato, che oggi colpisce la stragrande maggioranza dei lavoratori salariati di tutto il mondo, ma un processo culturale e politico con il quale si impone al lavoratore di rinunciare alla difesa collettiva dei propri interessi e di competere individualmente con tutti gli altri. La precarizzazione è la diffusione della rassegnazione e della paura. Noi non siamo precari perché mancano le cattedre, ma siamo precarizzati dallo Stato perché su ognuno di noi si risparmiano 9.000 euro all’anno! Altrimenti non si comprendono le decine di migliaia di incarichi a tempo determinato stipulati dal MIUR ogni anno! Il precariato è, quindi, un REATO DI STATO! Perchè in tutti questi anni lo Stato ha reiterato più volte contratti a tempo determinato, contravvenendo alla direttiva comunitaria 1999/70/CE, che prevede la stabilizzazione dopo tre contratti a tempo determinato continuativi!"".
Al  Professore amareggiato perchè precario, anche a nome dei lettori di questo giornale che si riconoscono nel pensiero del grande Gaetano Salvemini, va tutto il sostegno morale possibile anche perché conosciamo le loro sacrosante ragioni, che in breve raccontiamo. Tralasciando i guasti del passato e venendo a tempi molto recenti, sappiamo che a giugno 2011 molti dirigenti di Scuole Medie Statali hanno denunciato bilanci in rosso e che 376 Presidi dell'ASAL (Associazione delle Scuole Autonome del Lazio) hanno inviato una lettera  a migliaia di genitori denunciando il "più imponente taglio nella Scuola della storia repubblicana dal dopoguerra", mentre gli studenti del Liceo "Modigliani" di Giussano, in Lombardia, hanno deciso di corrispondere lo stipendio a dieci docenti precari non pagati da tre mesi, prelevando 10mila euro dal fondo volontario delle famiglie grazie ad iniziativa concordata con il Preside che non sapeva come far fronte ai supplenti. Sappiamo pure, venendo all'oggi,  che è stato bandito un concorso per docenti, proprio un grande evento un concorso dopo ben quindici anni!, con 321 mila domande per 11 mila posti, ma dalle previsioni si ipotizza che vincerà solo uno su 28 concorrenti,  come si sa pure che i candidati sono prevalentemente donne, meridionali, e quarantenni e che due su tre dei concorrenti non proviene dalle graduatorie ad esaurimento. Insomma, un concorsone che potrebbe trasformarsi in una grande illusione, prima, e un'altrettante grande delusione, dopo. Sappiamo altresì che i precari della scuola sono consapevoli del limitato numero dei posti, ma soprattutto del fatto che quanti hanno già conseguito faticosamente un’abilitazione all'insegnamento sono coscienti di aver già superato da anni una severa selezione, per cui gli sarà difficile ricominciare da zero dopo dieci o più anni. Di converso, delusione anche per i più giovani che sono rimasti esclusi in quanto laureati dopo il 2001 (infatti le regole del concorso escludono i laureati degli ultimi dieci anni), quindi deprivati del diritto costituzionalmente garantito a partecipare a un concorso pubblico. Siamo al corrente, infine, dell' ultima incredibile "trovata" di questo Governo con cui si tenta di porre parziale riparo alle dismissioni di ben 50 mila appartenenti alle FFAA, prevedendo la riserva del 30% dei posti, nel concorso in parola, ai volontari congedati. In queste ore, infatti, è in corso una campagna di informazione a cura delle Sezioni Collocamento ed euroformazione dei Comandi Militari dell' Esercito, affinché il maggior numero di volontari venga a conoscenza dell’informazione che è giunto a pochi giorni dalla scadenza del bando di concorso, il 7 novembre. Cosa dire al riguardo? Ben nulla! La notizia si commenta da sé; quel che rammarica è la considerazione del basso concetto che la politica continua ad avere per la nostra Scuola, alla quale affidiamo Figli e Nipoti. Ma dopo le note amare, ora una lezione di coraggio a questa nobile genìa dei precari delusi della Scuola, categoria che definirei una delle perle nostrane perché forgiata sull'ingegno studioso e non già sui criteri della furbizia dei modesti e dei mediocri incolti e illetterati,  qualità, queste, oggi quanto mai portate come bandiera e  ragione di vita, proprio perchè ispirate da una politica politicante vocata alle Cupole nere e grigie del malaffare. Così, nel rivolgerci a loro, ai Precari della Scuola, offriamo una boccata d'aria pura chiamando in causa l'alto magistero di Gaetano Salvemini, al cui ricordo è legato il  “Movimento Gaetano Salvemini”, creato a Roma nel 1962, su volontà di 200 esponenti della cultura, della politica e delle istituzioni,  con l’obiettivo di promuovere e sostenere l’azione e gli ideali del grande intellettuale, storico e politico scomparso nel 1957. Com'è noto ai nostri lettori, ma soprattutto al mondo della cultura e delle Istituzioni, il Movimento ha recentemente celebrato i suoi primi  50 anni,  per iniziativa del nipote, il prof. Cosmo Sallustio Salvemini che da 32 anni guida il Movimento dedicato all’azione e alla vita di uno dei Padri Nobili della Repubblica, con manifestazione nella sala della Protomoteca in Campidoglio. Ebbene, a questi Precari della Scuola italiana (che è istituzione che ha i suoi cardini nel pensiero di giganti della cultura quali Giovanni Gentile e Benedetto Croce) dedichiamo quali auspicio, viatico e perentorio invito a non arrendersi né demoralizzarsi, parti di una lettera di Gaetano Salvemini all'amico Carlo Placci del 15 giugno 1898. ""A  questo mondo si rassegna solo chi non ha bisogno di fare altrimenti. La rassegnazione è la filosofia di chi non è obbligato a lavorare sempre col dubbio di perdere il lavoro, a lottare sempre col dubbio di rimanere sconfitto nella lotta, a dormire sempre col dubbio di svegliarsi e di trovarsi affamati. La rassegnazione è la filosofia dei soddisfatti. La ricchezza fra gli altri vantaggi che procura, procura anche quello della rassegnazione. Io credo che se Lei da bambino avesse sofferta la fame e l’avesse sofferta in compagnia dei Suoi fratelli e della Sua mamma, se Lei dovesse vivere sempre nell’incertezza del domani, se Lei dovesse vedere davanti a sé sempre la minaccia di vedere i Suoi figli soffrire la fame, come Lei la soffrì quando era bambino, io credo che la filosofia della rassegnazione non sarebbe fatta per Lei. Obbligato a lottare ogni minuto, finirebbe col prendere l’abitudine alla lotta, finirebbe col dare gran valore a ogni piccolo sforzo che dovrebbe fare a ogni momento per allontanare il dolore e per avvicinarsi alla felicità, finirebbe col convincersi che l’uomo non deve sospendersi al filo tenue del soprannaturale, mentre la bufera della vita minaccia di travolgerlo. Io vorrei essere un rassegnato, ma non posso. Quand’anche riuscissi a diventare un arciricchissimo e vedessi con sicurezza l’avvenire mio e della mia famiglia, io continuerei ad essere sempre un ribelle, perché il mio cervello in venticinque anni di vita oramai ha preso la sua forma. Forse vedrei i miei figli godere dei frutti del mio lavoro e fare i rassegnati, perché nascendo troverebbero la culla piena di fiocchi di cotone, mentre io l’ho trovata piena di torsi di granturco".
Concludendo questo contributo di solidarietà affettuosa e partecipata a questi Precari della Scuola italiana, prendendo a prestito il titolo di una rivista fondata sempre dal Salvemini, diciamo a voce alta: " NON MOLLARE!".

Raffaele Vacca

martedì 13 novembre 2012

L'ombra delle lobby dietro le istituzioni

La Carta costituzionale del' 48 va revisionata urgentemente e radicalmente. E' obsoleta ed ha prodotto frutti avvelenati.
Ha dato vita a governi instabili, posti quotidianamente sotto la spada di Damocle del voto di sfiducia di una sola Camera. I governi sono costantemente ricattabili dai partiti politici che li sostengono in Parlamento.
Quasi tutti i partiti, a loro volta, sono manovrati da potenti lobby.
Questo fenomeno è il tallone d'Achille della democrazia, in Italia e nel resto del mondo.
Nell'attuare la "spending review" i governanti hanno le mani legate. Non possono tagliare le abnormi spese pubbliche, gradite ai lobbisti perché questi ultimi sono capaci di influenzare le scelte parlamentari. Ecco perché il debito pubblico italiano è di circa duemila miliardi. Come sarà mai possibile dare avvio alla crescita economica e creare nuovi posti di lavoro in presenza di uno spaventoso deficit contabile? Come sperare che i capitali stranieri vengano investiti in un Paese dilaniato da sanguisughe? E che fanno i nostri oligarchi della Politica? Continuano a litigare velenosamente per attuare inutili riforme dei meccanismi elettorali; alcuni invocano il sistema tedesco, altri quello francese, altri ancora quello...esquimese.
Credono di essere politici raffinati; sono soltanto saccenti e imbroglioni. Obbediscono ai finanziatori delle loro campagne elettorali e se ne infischiano dei mille sacrifici affrontati dai ceti sociali disagiati. la loro unica preoccupazione è quella di restare incollati sulle poltrone "ad vitam", godendo smaccati privilegi. Hanno trasformato l'Italia in una repubblica gerontocratica fondata su appalti truccati e su voti di scambio.
Considerano i voti come merce. Che orrore! Hanno fatto degenerare la democrazia in uno squallido regime. Sono riusciti a fare dell'Italia il "Paese della malavita". Urge mandare a casa questi politicanti di mestiere alla mercé di lobbisti senza scrupoli morali. L'unica riforma seria è la demo-sorte-merito-crazia, che fu attuata nell'antica Grecia da Solone, Clistene e Pericle (506-322 a.C.). Intelligenti pauca.

Cosmo G. Sallustio Salvemini

L'attualità 
anno XXI n. 11-12 Nov.-Dic 2012

venerdì 19 ottobre 2012

L'unico sistema pulito è la Demo-Sorte-Merito-Crazia



Il Prof. Cosmo G. Sallustio Salvemini dal 1980 è leader del "Movimento Gaetano Salvemini". E' autore di 32 libri su argomenti di Storia, Diritto, Economia.
Gli sono stati conferiti numerosi premi per i suoi libri e per la sua attività giornalistica, tra cui il Premio Internazionale "The best Journalist I.W.A. 2004". Incuriositi dai titoli di alcuni suoi recenti libri: "Dalla corrotta oligarchia alla demo-sorte-crazia" (2007) e "Informazione manipolata dalle lobby" (2011), gli abbiamo rivolto alcune domande.
Qual è la sua opinione sulla rappresentanza popolare?
Dopo una quarantennale analisi storica delle leggi elettorali e del loro fallimento, sono convinto che quasi tutti gli "eletti" finiscano inevitabilmente per lasciarsi corrompere quando restano sulle "poltrone" per molti anni.
Il rimedio che propongo a questa piaga sociale è semplice.
Il metodo migliore per designare legislatori e governanti è quello del sorteggio tra candidati che posseggano requisiti stabiliti da apposita legge.
Lei fa riferimento alla forma di governo dell'antica Grecia. Perché pensa che quel periodo abbia qualcosa da dire alla società moderna?
Solone, Clistene e Pericle hanno realizzato il miglior sistema di rappresentanza popolare, eliminando le radici della corruzione e rendendo il popolo effettivamente sovrano.
Quel sistema è durato più di un secolo e mezzo. Sarebbe rimasto in vigore più a lungo se non fosse stato travolto dalle falangi macedoni del re Filippo II.
Come si potrebbe oggi attuare il metodo demo-sorte-merito-cratico?
Senza dover reperire grandi quantità di denaro, ogni candidatura al sorteggio si potrebbe realizzare a costo zero e in un clima civile di confronto tra le varie opinioni. Vale a dire senza appalti truccati, senza collusione più o meno lecite con potenti gruppi finanziari, oggi, comunemente, chiamate lobby. Senza quelle insaziabili sanguisughe dei partiti politici. Sono certo che, prima o poi, l'opinione pubblica lo capirà, se i mass media rispetteranno il principio-cardine della democrazia: la libera informazione.

 Angela Abozzi Cecchetto
L'Attualità n.10 Ottobre 2012

www.attualita.it 

Con chi starebbe oggi Salvemini?

Un bel articolo di Enrico Manucci, quello uscito su "SETTE" allegato al "Corriere della Sera" del 17 agosto u.s. e dedicato a Gaetano Salvemini e alla fama indiscussa del "critico della politica senza etica" del primo '900. Un'analisi efficace, della figura di uno dei più grandi personaggi del primo Novecento, quella di Salvemini, storico, politico, filosofo e molto altro ancora, i cui pensieri e concetti più preziosi, non possono che essere di estrema attualità ancora oggi, nelle pagine dell'attualità politica. lo studioso comprese ex ante i problemi dell'Itali: "Partiti e governi vanno misurati sui problemi risolti e non sulle ideologie",
"Attenzione anche tra gli sfruttati c'è chi e più garantito e chi meno, non dimentichiamo i secondi", "Corruzione e arroganza sono minacce mortali; l'etica non può essere separata dalla politica". Mai così contemporaneo ci appare il pensiero salveminiano. Lo studioso è stato riportato-da poco-alla ribalta culturale da un saggio di Gaetano Pecora, "Socialismo come libertà" (Donzelli Editore), dopo essere stato relegato, a lungo, in un ruolo marginale negli studi accademici e nelle antologie scolastiche. Sono state cancellate dal regime fascista le opere più antiche come "Magnati e popolari" e sarebbero rimaste a lungo introvabili se non ci fosse stato l'impegno di tanti studiosi dello storico torinese e marxista Massimo L. Salvadori,  a Gaetano Pecora, a Sergio Bucchi docente di filosofia moderna e contemporanea alla "Sapienza di Roma.
Gaetano Pecora sostiene che Salvemini "Fu tante cose, anche sparigliate e mal maritate tra loro. Fu pure socialista". Egli sostiene che vi sono due tipi di socialismo che convivono tra loro nel pensiero dello studioso Salvemini: accanto a quello classico, vi è quello più affine alla socialdemocrazia dove è fondamentale non rinunciare al benessere assicurato dallo sviluppo capitalistico. Una delle ultime lettere è significativa. Racconta di aver parlato con le donne di servizio, socialista da sempre, e di averle chiesto cos'era il socialismo per lei. "Un po' di bene per tutti" la risposta.
Salvemini chiosa. "Questo, cara amica, è il socialismo". laico nel senso più ampio del termine, insensibile al fascismo di qualsiasi dogma, comprese bene i problemi dell'Italia di allora, a cominciare dal divario tra Nord e Sud e con le sue invettive contro l'arroganza del potere, gli sprechi, la corruzione e le ingiustizie sociali si circondò di molti detrattori. Le sue tesi ce lo rendono vivo e concreto e mai come in questo momento storico avremmo bisogno che un'intellettuale come lui parlasse, scrivesse, scuotesse l'opinione pubblica ormai delusa. Anche se non sappiamo se sarebbe o meno con il governo Monti, è di politici come lui che l'Italia oggi avrebbe bisogno per ripartire.

Lisa Biasci
L'Attualità n° 10 Ottobre 2012





domenica 14 ottobre 2012

Sanguisughe!


Dopo 66 anni di Repubblica democratica “fondata sul lavoro” sta emergendo nell’opinione pubblica la consapevolezza che la democrazia è  stata sostituita dall’oligarchia e che la disoccupazione è in aumento.
Ecco i risultati di gestioni governative (di vario colore politico) che avevano illuso la gente promettendo un “cambiamento” solo a parole. Adesso la gente ha capito di essere stata turlupinata. L’astensionismo elettorale sta sfiorando il 50 % e sembra che voglia crescere ancora. Gli oligarchi dei partiti si ostinano ad ignorare il problema commettendo un grave errore.

Non vogliono ammettere che la Carta costituzionale va radicalmente revisionata in modo tale da tagliare gli abnormi costi delle Istituzioni, gli inammissibili sprechi di denaro pubblico, gli assurdi privilegi.

Vanno eliminate, soprattutto, l’eccessiva progressività delle imposte dirette e l’esosità di quelle indirette. La pressione fiscale sta trasformandosi in una specie di “esproprio”. Ha indotto al suicidio molte persone laboriose ed oneste.

L’iniqua imposta sulla casa (IMU) sarà la classica goccia che farà traboccare il vaso; colpirà il frutto di sudatissimo lavoro dell’80 % degli italiani. La ribellione sarà furente in quanto le “caste” continuano a chiedere sacrifici alle solite categorie sociali (molto disagiate) invece di prelevare denaro da chi ne possiede in gran quantità e tagliare drasticamente i faraonici “rimborsi” elettorali e i lauti compensi degli “eletti dal popolo” (quasi tutti politicanti di mestiere). Non serviranno a niente ulteriori “manovre” economiche se si lascerà intatto l’ assetto istituzionale e un meccanismo elettorale (Porcellum) che è la fonte primaria della corruzione morale.

C’è democrazia soltanto laddove c’è identità di interessi tra governati e governanti. Non vediamo questa identità. Bisogna mandare a casa le migliaia di sanguisughe che hanno rovinato il Paese e prendere atto che la madre di tutte le riforme istituzionali, proposta dal Movimento Salvemini, è la demo-sorte-merito-crazia.

Cosmo G.Sallustio Salvemini

venerdì 12 ottobre 2012

UNA PROPEDEUTICA BONIFICA PER LA PROPOSTA MOVIMENTO SALVEMINI


 I Pinocchi e i Lucignoli di oggi che, con motivazioni apparentemente legittime ma essenzialmente da specchietti per le allodole,  sollecitano  il ritorno immediato alle urne, non sono più quelli del dopoguerra che, politicamente analfabeti, tuttavia, entusiasti per la riconquistata libertà, erano disposti a impegnarsi politicamente anche per la soluzione di problemi comuni.
Inoltre sono molto più esperti, smaliziati ed tecnologicamente “attrezzati”.
            Oggi sono tanti  coloro i quali, nella serie di governi che si sono succeduti, hanno visto nel sistema, ufficialmente dato per democratico, ma essenzialmente elettorale,  preziose possibilità per ogni genere di profitto personale, per raggiungere posizioni di potere ecc., mediante il voto di scambio.
            Il deterioramento del tessuto sociale diviene sempre più evidente, per cui sarebbe opportuna un’opera di ricerca delle “cellule sane” da attivare e rinvigorire, affinché si ottenga un terreno sufficientemente idoneo per la riuscita di una nobile proposta come quella del Movimento Salvemini.
            Pertanto sarebbe auspicabile una reale tregua elettorale, per avere la possibilità di promuovere e diffondere il più possibile consapevolezza, maturità democratica e specifica conoscenza della proposta della Demo-merito-sorte-crazia.


    Pier Luigi Lando


martedì 9 ottobre 2012

Salvemini ci ricorda di non mollare! “Non mollare”, è il primo foglio clandestino di lotta contro il Fascismo uscito a Firenze nel 1925, fondato da un gruppo di antifascisti raccolti attorno a Gaetano Salvemini.


Proprio nell’anno del cinquantennale del Movimento Salvemini (1962-2012), la cui celebrazione si svolgerà nella sala della Protomoteca del Campidoglio il prossimo 5 novembre alle ore 16,30, il ricordo di Gaetano Salvemini continua ad infonderci il suo motto più famoso, appunto, quello di “Non mollare”!
Gaetano Salvemini
Mai come in questo periodo tale monito sembra di grande attualità in quanto solo con la tenacia e la forza delle nostre idee potremo controbattere le incertezze quotidiane e le pressioni che ci giungono dall’Europa, particolarmente dallo stato germanico! Stiamo attraversando vicissitudini politiche ed economiche molto articolate e apparentemente senza via di uscita che si ripercuotono inevitabilmente nella nostra quotidianità.

La forza della Germania, più incisiva nel nostro continente ma che si propaga anche nel resto del mondo, si fa sentire sempre in maniera più evidente generando palesemente l’avvio di una politica egemonica non indifferente e di grandi potenzialità. Con il suo stato di grazia economico e l’eccellente stato sociale sta abbattendo, con successo, tutte le difficoltà delle altre nazioni della comunità europea in termini di operazioni che mirano a ribaltare la situazione negativa mondiale. La stessa Merkel ha deciso di assumere un ruolo preponderante in modo da poter dirigere ogni tipo di azione rivolta all’abbattimento della crisi. Se necessario, come ha già praticamente fatto con la Grecia, non ha nascosto l’intenzione di commissariare le nazioni più deboli.

A dire il vero ci ha provato anche con noi e con la Spagna, ma l’orgoglio latino non ha permesso di farle fare ulteriori passi avanti in questo senso. Questo rappresenta un motivo in più per persistere a “non mollare”, a difendere le nostre origini, la nostra cultura e la nostra intelligenza.

Per intraprendere questo percorso, dobbiamo sicuramente iniziare dalle nostre mura di casa, nelle nostre famiglie. E’ necessaria una rinfrescata ai nostri ragazzi sugli ideali da perseguire, su come è giusto comportarsi per emergere in questa società che penalizza soprattutto loro. Bisogna recuperare il senso civico, le regole, il rispetto del prossimo e delle Istituzioni e non infondere loro che ormai si vive danneggiando il vicino della porta accanto. Non bisogna esaltare i falsi miti e i lavori facili, bisogna far capire ai nostri ragazzi che la vita non è un reality, ma è un percorso pieno di difficoltà dove s’impone chi è preparato e chi vive nei termini della legalità.

Pe questo, difendiamo i nostri ideali, difendiamo i nostri ragazzi da chi li vuole plasmare a suo piacimento e, nell’anno del cinquantennale del Movimento Salvemini, perseguiamo con più vitalità la capacità di NON MOLLARE!

 Antonio Bartalotta