lunedì 20 maggio 2013

GIORGIO SANTACROCE E’ IL NUOVO PRIMO PRESIDENTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE di Antonio Bartalotta


Giorgio Santacroce, è il nuovo primo Presidente della Corte di Cassazione, il primo magistrato d’Italia, e noi, che abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscerlo personalmente e di averlo avuto fra gli ospiti e tra i relatori della celebrazione del Ventennale di questo giornale, siamo lieti e orgogliosi di rivolgergli le nostre congratulazioni e i migliori auguri per il suo futuro operato all’interno di una magistratura così attaccata e bistrattata.
L’elezione del Presidente Giorgio Santacroce  è stata accolta con soddisfazione dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che alla fine della seduta del plenum del CSM, che lui stesso ha presieduto, non solo ha espresso le «felicitazioni» per la nomina di Santacroce, ma ha anche sottolineato  la pluralità delle candidature e il riconoscimento delle difficoltà di scelta tra candidati «di così alto profilo» «un segno confortante della qualità delle risorse umane e soprattutto del clima che si è determinato, importante per la coesione del Csm».
Giorgio Santacroce è nato a La Spezia, da cinque anni è alla guida della Corte d'appello di Roma, che è il più grande ufficio giudiziario d'Europa per estensione territoriale e bacino di utenza. Ha iniziato la sua carriera come pretore a Napoli, poi per  27 lunghi anni è stato PM nella capitale, occupandosi di inchieste scottanti, come quelle su Ustica e la Loggia P2. La sua carriera si è svolta quasi tutta negli uffici giudiziari romani, alla Procura della Repubblica capitolina è approdato nel 1970 , anni intensi segnati da inchieste importanti, soprattutto in materia di terrorismo (le inchieste su Avanguardia nazionale e sugli attentati dei Nap, i processi sui fiancheggiatori di Prima Linea e delle Br), terrorismo rosso (gli attentati dei Nuclei armati proletari e il loro sequestro del giudice Giuseppe De Gennaro, l'uccisione di Giorgiana Masi a Ponte Garibaldi) e nero ( l'inchiesta su Avanguardia Nazionale e sugli omicidi di Paolo Di Nella e Francesco Cecchin). In campo internazionale Santacroce si è occupato dell'omicidio di rappresentati dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina da parte di agenti del Mossad israeliano, così come degli attentati compiuti a Roma da esponenti di Settembre Nero.
Anche da consigliere di Cassazione, dove arriva nel 1997 restandovi per 11 anni, si è occupato di vicende giudiziarie di prim’ordine e di risonanza nazionale: il giudizio di revisione dell'omicidio Calabresi, il processo per l'omicidio di Marta Russo,  quello a carico di Annamaria Franzoni, per il caso di  Cogne  e quello dei Black bloc al G8 di Genova.

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