Giorgio
Santacroce, è il nuovo primo Presidente della Corte di Cassazione, il primo
magistrato d’Italia, e noi, che abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscerlo
personalmente e di averlo avuto fra gli ospiti e tra i relatori della
celebrazione del Ventennale di questo giornale, siamo lieti e orgogliosi di
rivolgergli le nostre congratulazioni e i migliori auguri per il suo futuro
operato all’interno di una magistratura così attaccata e bistrattata.
L’elezione
del Presidente Giorgio Santacroce è
stata accolta con soddisfazione dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che
alla fine della seduta del plenum del
CSM, che lui stesso ha presieduto, non solo ha espresso le «felicitazioni» per
la nomina di Santacroce, ma ha anche sottolineato la pluralità delle candidature e il
riconoscimento delle difficoltà di scelta tra candidati «di così alto profilo»
«un segno confortante della qualità delle risorse umane e soprattutto del clima
che si è determinato, importante per la coesione del Csm».
Giorgio Santacroce è nato a La
Spezia, da cinque anni è alla guida della Corte d'appello di Roma, che è il più
grande ufficio giudiziario d'Europa per estensione territoriale e bacino di
utenza. Ha iniziato la sua carriera come pretore a Napoli, poi per 27 lunghi anni è stato PM nella capitale,
occupandosi di inchieste scottanti, come quelle su Ustica e la Loggia P2. La
sua carriera si è svolta quasi tutta negli uffici giudiziari romani, alla Procura
della Repubblica capitolina è approdato nel 1970 , anni intensi segnati da
inchieste importanti, soprattutto in materia di terrorismo (le inchieste su
Avanguardia nazionale e sugli attentati dei Nap, i processi sui fiancheggiatori
di Prima Linea e delle Br), terrorismo rosso (gli attentati dei Nuclei armati
proletari e il loro sequestro del giudice Giuseppe De Gennaro, l'uccisione di
Giorgiana Masi a Ponte Garibaldi) e nero ( l'inchiesta su Avanguardia Nazionale
e sugli omicidi di Paolo Di Nella e Francesco Cecchin). In campo internazionale
Santacroce si è occupato dell'omicidio di rappresentati dell'Organizzazione per
la liberazione della Palestina da parte di agenti del Mossad israeliano, così
come degli attentati compiuti a Roma da esponenti di Settembre Nero.
Anche da consigliere di
Cassazione, dove arriva nel 1997 restandovi per 11 anni, si è occupato di
vicende giudiziarie di prim’ordine e di risonanza nazionale: il giudizio di
revisione dell'omicidio Calabresi, il processo per l'omicidio di Marta
Russo, quello a carico di Annamaria
Franzoni, per il caso di Cogne e quello dei Black bloc al G8 di Genova.
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