giovedì 31 ottobre 2013

Comunicato stampa

Tutte le riforme elettorali si sono rivelate inefficaci.
SPERIMENTARE LA DEMOCRAZIA ATENIESE
Vi siete mai chiesti per quali ragioni, da quando é stata fondata la Repubblica (1948), si sono verificati migliaia di scandali per corruzione politica? Non é bastata nemmeno la bufera giudiziaria di Tangentopoli (1992) a fermare la protervia degli oligarchi della 
politica nella sistematica violazione delle leggi penali.
Hanno escogitato metodi elettorali (Porcellum) che hanno annientato il principio costituzionale della sovranità popolare. Hanno emanato leggi truffaldine (“rimborsi elettorali”) per finanziare gli apparati dei partiti (denaro pubblico utilizzato per soddisfare interessi privati). Hanno truccato quasi tutti gli appalti di opere 
pubbliche. Hanno voluto privatizzare aziende pubbliche (l’IRI ed altre) per lucrare tangenti milionarie. Perché continuano ad agire in tal modo? La risposta é semplice. Hanno bisogno di reperire grandi quantità di denaro per pagare le campagne elettorali, per elargire denaro e favori in cambio di voti (anche se sporchi). Hanno 
instaurato l’ignobile mercato del “voto di scambio”.Si tratta di una prassi antica che venne eliminata nel 506 a. C. nella città di Atene (da Solone a Pericle) quando venne istituita la democrazia fondata sul sorteggio tra persone altamente qualificate. 
Questo era l’unico metodo che poteva garantire pari opportunità tra magnati e popolani, tra ricchi e poveri. Il primo requisito era l’onestà e la rettitudine morale. Quei saggi ateniesi avevano capito che “elezione era fonte di corruzione”, che l’affannosa 
caccia al voto induceva i partiti e i candidati) a ricorrere a brogli e violenze. Quelle riforme moralizzatrici restarono in vigore fino al 322 a. C., quando furono cancellate dalle barbare falangi macedoni di Filippo, padre di Alessandro.
I ricorsi storici sono stati analizzati attentamente da Giambattista Vico. A distanza di secoli gli eventi si ripetono, con alcune varianti contingenti. Da alcuni anni, infatti, nei Paesi anglosassoni e in Galizia (Spagna) si sta diffondendo l’idea dell’urgente 
necessità di istituire la “random-crazia”: la democrazia fondata sul sorteggio tra volontari in possesso di rigorosi requisiti. Perché non sperimentarla nuovamente in Italia e nel mondo? I moderni mezzi informatici consentono di attuare questo metodo anche in Stati con molti milioni di cittadini. D’altronde, di fronte all’attuale iniquo sistema elettorale (fondato sul “metodo Caligola”) chi potrebbe proporre un’altra valida alternativa?
Cosmo G. Sallustio Salvemini

Nessun commento:

Posta un commento