Dopo quanto detto nei due precedenti articoli, forse sarà il caso di richiamare l’attenzione del lettore sul fatto che i veri responsabili di quanto viene attribuito a Priebke & co. sono i metodi del dr. Shreber e, inoltre, che a rendere “cattivo” il cervello umano, ossia capace di “perversione morale” non è il virus dell’encefalite, ma l’affezione infiammatoria da esso provocata, appunto sul cervello.
Tale processo morboso, a sua volta, eliminando fisicamente o funzionalmente umori e strutture umanizzanti, potrà dar luogo alle perverse manifestazioni già descritte e non solo..
Si ricorda che di per sé la situazione naturale del cervello, è di essere naturalmente (quindi alla nascita) programmato per la lotta e l’affermazione individuale.
La specie umana ha i relativi “modelli comportamentali di base”, in parte già attivi al momento della nascita e in parte attivabili, nel livello di organizzazione cerebrale filogeneticamente più antico e in comune con altre specie, a partire dai grandi rettili in su.
Da tenere ben presente che il cervello umano, anche per quel che riguarda la messa in atto di comportamenti aggressivo-violenti, ha risorse molto più sofisticate delle altre specie, belve comprese.
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