NON C’E’ METODO
MIGLIORE DEL SORTEGGIO
Osservando le squallide scene di bagarre
nelle aule parlamentari (e in quelle degli enti locali) dobbiamo chiederci
perché avvengono quasi quotidianamente e se è possibile creare un clima di
civile confronto tra avversari. La risposta più esauriente a tali quesiti
andrebbe cercata nella Storia antica. Da una meticolosa ricerca emerge
chiaramente che esiste un solo metodo in grado di evitare velenosi contrasti:
il sorteggio. Lo hanno sperimentato con successo gli ateniesi nel V° secolo a.
C. realizzando una democrazia autentica. Ma se andiamo a cercare in epoche più
antiche troviamo che il metodo del sorteggio venne attuato per la prima volta
nel X° secolo a. C. su proposta del profeta Samuele, ispirato da Dio.
Andiamo a rileggere un brano della Sacra
Bibbia. “Samuele convocò il popolo presso Jahvè a Masfa e disse ai figli di
Israele: “Jahvè vi ha liberati dagli egiziani e da tutti coloro che vi
opprimevano. Ora voi Gli chiedete un re. Orbene, ponetevi dinanzi a Jahvè
divisi per tribù e per famiglie”. Samuele fece accostare tutte le tribù di
Israele e fu sorteggiata la tribù di Beniamino.
Poi fece accostare la tribù di Beniamino per famiglie e fu sorteggiata la
famiglia di Matri. Infine fece
accostare la famiglia di Matri per singoli individui e fu sorteggiato Saul, figlio di Qish. Si misero a
cercarlo ma non lo trovarono. Consultarono allora Jahvè, che rispose: “Eccolo
nascosto tra i bagagli”.
Corsero a rilevarlo e quando comparve in
mezzo al popolo, ecco, sorpassava tutti dalla spalla in su. Samuele disse:
“Guardate colui che Jahvè ha scelto. Nessuno è pari a lui”.
E tutto il popolo acclamò “Viva il re!”.
Samuele allora espose le leggi del regno, le scrisse in un libro e le depositò
davanti a Jahvè. Poi licenziò tutto il popolo e ciascuno tornò a casa sua.
Anche Saul tornò a casa sua a Ghibea con alcuni uomini valorosi dei quali Dio
aveva toccato il cuore. Altri, buoni a nulla, invece dissero: “Come potrà
salvarci costui?”. E per invidia e per disprezzo non gli portarono alcuna
offerta… Samuele disse: “Andiamo a Ghilgal per inaugurare la regalità”.Tutto il
popolo si recò a Ghilgal e davanti a Jahvè riconobbe Saul come re. Si fece gran
festa” (Primo libro di Samuele, cap. 11).
Sono trascorsi più di trenta secoli e
ancor oggi ci si chiede quale sia il miglior metodo per selezionare legislatori
e governanti. Da molti anni io sono convinto che l’unico modo per impedire che
si instauri un clima di rancorosi contrasti tra aspiranti alle cariche
pubbliche (e per eliminare la corruzione inevitabilmente intrecciata alla
“elezione”, all’esasperata caccia al “voto di scambio”, agli accordi segreti
con i clan della malavita organizzata, agli appalti truccati, all’immorale
clientelismo) è il sorteggio tra
volontari illuminati, competenti ed onesti.
Chi definisce utopistica la proposta di
sperimentare (ovviamente adattandola ai tempi moderni) la random-crazia (così è
chiamata oggi dai giuristi anglosassoni) ignora (o finge di ignorare) la
Storia. Il sistema del sorteggio è stato attuato per secoli (dal Medioevo al
Rinascimento) nelle Repubbliche di Firenze
e di Venezia (autoproclamatasi
“Serenissima” perché la selezione dei governanti avveniva nel rispetto
reciproco tra aspiranti). Attualmente il sistema del sorteggio viene usato per
designare i giudici popolari nelle
Corti d’Assise e gli arbitri delle partite di calcio. In definitiva, sono molte
le ragioni per le quali considero il “metodo
Pericle” assolutamente preferibile all’attuale (corruttore) “metodo Caligola”. Cosmo G. Sallustio Salvemini
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