sabato 25 ottobre 2014

                            NON C’E’ METODO MIGLIORE DEL SORTEGGIO
Osservando le squallide scene di bagarre nelle aule parlamentari (e in quelle degli enti locali) dobbiamo chiederci perché avvengono quasi quotidianamente e se è possibile creare un clima di civile confronto tra avversari. La risposta più esauriente a tali quesiti andrebbe cercata nella Storia antica. Da una meticolosa ricerca emerge chiaramente che esiste un solo metodo in grado di evitare velenosi contrasti: il sorteggio. Lo hanno sperimentato con successo gli ateniesi nel V° secolo a. C. realizzando una democrazia autentica. Ma se andiamo a cercare in epoche più antiche troviamo che il metodo del sorteggio venne attuato per la prima volta nel X° secolo a. C. su proposta del profeta Samuele, ispirato da Dio.
Andiamo a rileggere un brano della Sacra Bibbia. “Samuele convocò il popolo presso Jahvè a Masfa e disse ai figli di Israele: “Jahvè vi ha liberati dagli egiziani e da tutti coloro che vi opprimevano. Ora voi Gli chiedete un re. Orbene, ponetevi dinanzi a Jahvè divisi per tribù e per famiglie”. Samuele fece accostare tutte le tribù di Israele e fu sorteggiata la tribù di Beniamino. Poi fece accostare la tribù di Beniamino per famiglie e fu sorteggiata la famiglia di Matri. Infine fece accostare la famiglia di Matri per singoli individui e fu sorteggiato Saul, figlio di Qish. Si misero a cercarlo ma non lo trovarono. Consultarono allora Jahvè, che rispose: “Eccolo nascosto tra i bagagli”.
Corsero a rilevarlo e quando comparve in mezzo al popolo, ecco, sorpassava tutti dalla spalla in su. Samuele disse: “Guardate colui che Jahvè ha scelto. Nessuno è pari a lui”.
E tutto il popolo acclamò “Viva il re!”. Samuele allora espose le leggi del regno, le scrisse in un libro e le depositò davanti a Jahvè. Poi licenziò tutto il popolo e ciascuno tornò a casa sua. Anche Saul tornò a casa sua a Ghibea con alcuni uomini valorosi dei quali Dio aveva toccato il cuore. Altri, buoni a nulla, invece dissero: “Come potrà salvarci costui?”. E per invidia e per disprezzo non gli portarono alcuna offerta… Samuele disse: “Andiamo a Ghilgal per inaugurare la regalità”.Tutto il popolo si recò a Ghilgal e davanti a Jahvè riconobbe Saul come re. Si fece gran festa” (Primo libro di Samuele, cap. 11).
Sono trascorsi più di trenta secoli e ancor oggi ci si chiede quale sia il miglior metodo per selezionare legislatori e governanti. Da molti anni io sono convinto che l’unico modo per impedire che si instauri un clima di rancorosi contrasti tra aspiranti alle cariche pubbliche (e per eliminare la corruzione inevitabilmente intrecciata alla “elezione”, all’esasperata caccia al “voto di scambio”, agli accordi segreti con i clan della malavita organizzata, agli appalti truccati, all’immorale clientelismo) è il sorteggio tra volontari illuminati, competenti ed onesti.

Chi definisce utopistica la proposta di sperimentare (ovviamente adattandola ai tempi moderni) la random-crazia (così è chiamata oggi dai giuristi anglosassoni) ignora (o finge di ignorare) la Storia. Il sistema del sorteggio è stato attuato per secoli (dal Medioevo al Rinascimento) nelle Repubbliche di Firenze e di Venezia (autoproclamatasi “Serenissima” perché la selezione dei governanti avveniva nel rispetto reciproco tra aspiranti). Attualmente il sistema del sorteggio viene usato per designare i giudici popolari nelle Corti d’Assise e gli arbitri delle partite di calcio. In definitiva, sono molte le ragioni per le quali considero il “metodo Pericle” assolutamente preferibile all’attuale (corruttore) “metodo Caligola”.                                         Cosmo G. Sallustio Salvemini

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