“Fai attenzione ai desideri che
esprimi” ricorda un antico proverbio. Ciò su cui concentri l’attenzione,
infatti, si avvera. La
Programmazione Neuro Linguistica (PNL) - scienza che studia
la connessione tra mente-corpo-ambiente ai fini dell’autorealizzazione - sviluppa
questa legge primaria del successo, offrendosi come frutto e antidoto alla
crisi economica attuale e al conseguente spaesamento delle persone. I suoi
promotori sono stimati come professionisti o biasimati come cialtroni, fatto
sta che dalla consapevolezza di tale fenomeno inarrestabile Silvio Muccino ha tratto
ispirazione per portare nelle sale cinematografiche, in qualità di regista e
attore, “Le leggi del desiderio”. Dopo quattro anni di silenzio e grazie ad uno
straordinario lavoro di squadra - a cominciare dalla sceneggiatura di Carla
Vangelista - esce così il 26 febbraio una commedia “spettacolare e divertente”,
ma anche genuinamente romantica. Il film interpreta in chiave ironica il ruolo
del “life coach”, Giovanni Canton, un po’ guru, un po’ profeta e un po’
cialtrone che per dimostrare la veridicità delle sue teorie seleziona tre fortunate
persone (Nicole Grimaudo, Maurizio Mattioli e Carla Signoris) da accompagnare
in sei mesi al raggiungimento dei loro obiettivi. C’è Matilde, trentenne single
e innamorata di un uomo sposato, che con i suoi modi impacciati, timidi e
insicuri non sa dire “no” a nessuno; c’è Ernesto, sessantenne neo-disoccupato con
una moglie malata, che vuole rimettersi in gioco per ritrovare un lavoro. E
infine c’è Luciana, segretaria di un vescovo in Vaticano, moglie e madre
modesta e discreta che però coltiva l’hobby della scrittura “creativa” e
ammiccante al fenomeno “Cinquanta sfumature”. Il cambiamento coinvolgerà non
solo le vite dei prescelti, ma anche quella dello stesso Canton, a
dimostrazione che i desideri muovono il mondo e che nessuno può rimanere
impassibile a ciò che di positivo avviene attorno a lui. In questo ultimo film,
lungamente elaborato, Muccino si dimostra “l’ultimo dei romantici”, capace di
fare riflettere sull’importanza di accettare anche le proprie fragilità e sul
fatto che, se anche non ci è dato essere Superman o Batman, possiamo essere
tutti eroi almeno per un giorno, come ricorda David Bowie. “L’ideale sarebbe
che ognuno di noi imparasse autonomamente a scoprire che cosa desidera e di
cosa ha bisogno per essere felice”, ha affermato Muccino, ma la PNL all’inizio può aiutare a
lanciarsi nel cambiamento, nella consapevolezza che bisogna però sempre “restare
vigili e mantenere uno spirito critico”. L’“happy end” può esserci e a chi
obietta che ciò non corrisponde alla realtà, il giovane e talentuoso attore-regista
replica che è la sua realtà. La
pellicola vede anche la partecipazione di Luca Ward in un ruolo insolito che,
fuori dagli schemi del killer cattivo e affascinante, strappa forse la risata
più sonora del film, come ha sottolineato in conferenza stampa - a ragione -
Silvio Muccino. Curatissima la colonna sonora, dal sapore jazz anni ’50, a cui
ha lavorato Peter Cincotti da New York, che con le atmosfere ricreate è capace
di “far perdere i contorni nazionali dell’ambientazione, se pure omaggiando la
nostra lingua e la nostra musica”. E un omaggio al cinema italiano, creativo,
ironico e romantico, lo è “Le leggi del desiderio”.
Maria Rita Salustri
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