mercoledì 25 febbraio 2015

Silvio Muccino presenta “Le leggi del desiderio”, dal 26 febbraio al cinema di Maria Rita Salustri

“Fai attenzione ai desideri che esprimi” ricorda un antico proverbio. Ciò su cui concentri l’attenzione, infatti, si avvera. La Programmazione Neuro Linguistica (PNL) - scienza che studia la connessione tra mente-corpo-ambiente ai fini dell’autorealizzazione - sviluppa questa legge primaria del successo, offrendosi come frutto e antidoto alla crisi economica attuale e al conseguente spaesamento delle persone. I suoi promotori sono stimati come professionisti o biasimati come cialtroni, fatto sta che dalla consapevolezza di tale fenomeno inarrestabile Silvio Muccino ha tratto ispirazione per portare nelle sale cinematografiche, in qualità di regista e attore, “Le leggi del desiderio”. Dopo quattro anni di silenzio e grazie ad uno straordinario lavoro di squadra - a cominciare dalla sceneggiatura di Carla Vangelista - esce così il 26 febbraio una commedia “spettacolare e divertente”, ma anche genuinamente romantica. Il film interpreta in chiave ironica il ruolo del “life coach”, Giovanni Canton, un po’ guru, un po’ profeta e un po’ cialtrone che per dimostrare la veridicità delle sue teorie seleziona tre fortunate persone (Nicole Grimaudo, Maurizio Mattioli e Carla Signoris) da accompagnare in sei mesi al raggiungimento dei loro obiettivi. C’è Matilde, trentenne single e innamorata di un uomo sposato, che con i suoi modi impacciati, timidi e insicuri non sa dire “no” a nessuno; c’è Ernesto, sessantenne neo-disoccupato con una moglie malata, che vuole rimettersi in gioco per ritrovare un lavoro. E infine c’è Luciana, segretaria di un vescovo in Vaticano, moglie e madre modesta e discreta che però coltiva l’hobby della scrittura “creativa” e ammiccante al fenomeno “Cinquanta sfumature”. Il cambiamento coinvolgerà non solo le vite dei prescelti, ma anche quella dello stesso Canton, a dimostrazione che i desideri muovono il mondo e che nessuno può rimanere impassibile a ciò che di positivo avviene attorno a lui. In questo ultimo film, lungamente elaborato, Muccino si dimostra “l’ultimo dei romantici”, capace di fare riflettere sull’importanza di accettare anche le proprie fragilità e sul fatto che, se anche non ci è dato essere Superman o Batman, possiamo essere tutti eroi almeno per un giorno, come ricorda David Bowie. “L’ideale sarebbe che ognuno di noi imparasse autonomamente a scoprire che cosa desidera e di cosa ha bisogno per essere felice”, ha affermato Muccino, ma la PNL all’inizio può aiutare a lanciarsi nel cambiamento, nella consapevolezza che bisogna però sempre “restare vigili e mantenere uno spirito critico”. L’“happy end” può esserci e a chi obietta che ciò non corrisponde alla realtà, il giovane e talentuoso attore-regista replica che è la sua realtà. La pellicola vede anche la partecipazione di Luca Ward in un ruolo insolito che, fuori dagli schemi del killer cattivo e affascinante, strappa forse la risata più sonora del film, come ha sottolineato in conferenza stampa - a ragione - Silvio Muccino. Curatissima la colonna sonora, dal sapore jazz anni ’50, a cui ha lavorato Peter Cincotti da New York, che con le atmosfere ricreate è capace di “far perdere i contorni nazionali dell’ambientazione, se pure omaggiando la nostra lingua e la nostra musica”. E un omaggio al cinema italiano, creativo, ironico e romantico, lo è “Le leggi del desiderio”.


Maria Rita Salustri

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