giovedì 3 settembre 2015

Enti utili o inutili? Il Governo decide! di Antonio Bartalotta

E’ il momento di decidere quali siano gli Enti inutili e quali no. Il Governo vuole fare pulizia dei cosiddetti “carrozzoni” frutto soltanto di becero clientelismo che nel corso degli anni passati hanno contribuito ad aumentare sensibilmente il deficit pubblico. In effetti, molti tra gli Enti individuati non si sa nemmeno cosa facciano, quale mission perseguano, quali obiettivi, ma soprattutto non sono giustificati i numerosi dipendenti che ne fanno parte e che rappresentano un costo, anche molto gravoso, per la Pubblica Amministrazione. Non è però sempre così. Come al solito, si rischia di fare di tutta l’erba un fascio e magari si ritrovano in questa disamina anche Enti funzionali che offrono servizi molto validi per il cittadino. Non è cancellando tutto che si ricostruisce. E’ fondamentale effettuare un’analisi precisa ed individuare in modo attento le incongruenze. Questo è l’effetto della Riforma della PA che rischia di far perdere posti di lavoro consolidati provenienti dalla vecchia concezione del “posto fisso”. Proprio quest’ultimo viene ormai messo in discussione e cominciano a traballare molte certezze di famiglie che si sentivano al riparo da ogni tipo di crisi. E’ ormai chiaro che la direzione in cui si muove il mondo del lavoro è quella che vedrà in futuro un tipo di impiego alquanto “flessibile” anche per i dipendenti della Pubblica Amministrazione. Tale atteggiamento è sicuramente visto positivamente in quanto il pubblico impiego avrà meno tutele e meno certezze, ma sarà sicuramente più adatto per un Paese che sta cercando di risalire la china. L’unico rischio è rappresentato da eventuali errori di valutazione che potrebbero comportare conseguenze molto drammatiche per i lavoratori e le relative famiglie, soprattutto per gli appartenenti ad Enti considerati erroneamente inutili che avrebbero invece potuto continuare a fornire la loro professionalità per l’intera comunità sociale. Ma non possiamo che affidarci nelle mani di esperti che lavoreranno affinché siano salvaguardati tutti gli istituti contrattuali e soprattutto i livelli occupazionali dei lavoratori coinvolti, in caso contrario per il Governo tale operazione rappresenterebbe una totale débacle! 

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