Presentato a Salerno il libro “Canaglie e Galantuomini”
Il chiar.mo Prof. Francesco D’Episcopo, docente presso
l’Università di Napoli “Federico II”, è stato relatore sul recente libro del
Prof. Cosmo G. Sallustio Salvemini,
intitolato “Canaglie e Galantuomini”
. Sottotitolo: “Analisi storica del contrasto tra disonesti e onesti negli
Stati e nelle Chiese. Stigmatizzare i comportamenti dei malfattori ed elogiare
l’operato dei benefattori è la missione primaria del giornalismo”.
La presentazione
del libro (Edizioni Movimento Salvemini) ha avuto luogo presso la
sala-conferenze del Caffè Moka, corso Vittorio Emanuele, Salerno, ed è stata
organizzata dall’Associazione culturale Caffè dell’Artista, presieduta dalla
Prof.ssa Florinda Battiloro. Il
relatore Prof. D’Episcopo ha magistralmente illustrato le tesi contenute nel
libro, con particolare riferimento alle origini storiche della corruzione, al
potere anomalo gestito dalle lobby, agli abusi ed agli anacronistici privilegi
della casta politica, allo spreco scandaloso del denaro pubblico. Ha poi
sintetizzato la vita e le opere di alcuni educatori come Giovanni Bosco, Joe
Petrosino, Gaetano Salvemini, Padre Pio, Teresa di Calcutta, Falcone e
Borsellino,Pino Puglisi, Giuseppe Diana, Tonino Bello,Luigi Ciotti.
Nelle osservazioni
conclusive del libro, meritano di essere evidenziati i seguenti paragrafi: “Gli
Stati e le Chiese dovrebbero essere case di vetro ma, in molti casi, non lo
sono”, “Uno dei punti deboli dell’Italia è laa mancanza di un ceto politico
idoneo a governare onestamente”, “La sete di potere è di origine diabolica”,
“La voce della coscienza impone di osservare il noto principio giustinianeo del
Neminem laedere”, “I malfattori, se si avvalessero della propria forza di
volontà e del libero arbitrio, potrebbero convertirsi, così come riuscì a
convertirsi il buon ladrone che venne crocifisso accanto a Gesù Cristo”.
All’applaudita
conferenza hanno partecipato numerose personalità del mondo accademico,
artistico e culturale, alcune delle quali sono intervenute al dibattito finale
con documentate riflessioni.
2 febbraio 2016
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