Non è in
discussione l’istituzione famiglia,
bensì le motivazioni e i criteri in base ai quali si mette su famiglia e i
metodi secondo cui si educano i figli.
Si tratta di rendere evidente tutto ciò che, a
nostra insaputa, potrebbe remare contro i nostri più sacrosanti intenti.In
questo scritto vengono esposti alcuni fattori al di là della ragione che
riguardano più da vicino specialmente il
mondo della religione cattolica.
Una quarantina d’anni fa, presso il mio
studio, nasceva la Ricerca eco-psico-sociale, centrata sulla genesi,
evoluzione, problematica e prospettive della relazionalità umana, condizioni e
fattori favorenti e ostacolanti. Ricerca tuttora in itinere, aperta a ogni
apporto scientificamente attendibile, sia pure non codificato da una
pedissequa visione della scienza
tradizionale galileiana.
Una delle
prime consapevolezze emerse è stata che,
affinché qualsiasi cosa entri e prenda piede nell’asseto vigente, informato ai
valori di mercato e di potere, dovràessere conforme a tali valori.
In proposito ecco una significativa affermazione di Henri
Laborit: “ Ma una cultura rappresenta
solo la somma degli automatismi dei pregiudizi e dei giudizi di valore di una
particolare società in una determinata epoca!.
“E
quando una nuova etica, come quella del Cristo, fa la sua apparizione, la
società tenta dapprima di soffocarla e poi rapidamente la trasforma e la digerisce all’interno dei suoi
automatismi secolari per restituire una <civiltà> etichettata,
repertoriata, dominatrice, sicura dei suoi valori cosiddetti eterni, mentre si tratta ancora di quella dei primi
mercanti sorti dal Neolitico” (pagg. 98-99 del suo libro: “L’UOMO E LA CITTA’”).
Con
la riproduzione in oro della croce, divenuta così oggetto di gioielleria e
simbolo di avanzamento di carriera clericale, il messaggio evangelico finì
per avere pieno accesso nel mondo
dominato da valori di mercato e di potere: una trovata di portata epocale e per omnia seculaseculorum!
L’aforisma
che di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno sembra trovare conferma in ciò che avvenne allorché,
con la peraltro lodevole intenzione di abbellire,con delle decorazioni
artistiche, i luoghi di culto, esse
dettero la stura a unaloro trasformazione ad usumDelphini: tanti operatori, quali eccellenti decoratori,
pittori, scultori,artigiani. falegnami, ebanisti, fonditori e produttori di
campane ecc.,trovarono nei luoghi di cultopreziose opportunità di pressoché
ogni tipo di investimento. Eppure, in illo tempore, dei loro ruspanti antesignanierano
stati scacciati, con l’ira di Dio, dal Tempio di Gerusalemme,.
La connotazione di strumentalità, sia
interpersonale sia con tutto ciò che fa parte dell’ecosistema (quindi tutto ciò che
appartiene al mondo della religione), è
propria di un mancato superamento
della prima infanzia. Essa sembra prevalente nella nostra popolazione, pertanto
anche il messaggio francescano di cristiana povertà tramite il presepe, venne
offuscato dalla logica mercantile, allorché le riproduzioni artistiche hanno
finito per alimentare l’interesse di venditori e acquirenti..
Con
la croce di legno, Papa Francesco ha lanciato un messaggio tra i più radicali,
per l’emancipazione dal sistema
mercantile
Si
dovrà tuttavia tenere conto del fatto che dei problemi risalenti all’ infanzia
potranno subdolamente inficiare motivazioni vocazionali anche di chi si sentirà “chiamato a una vita consacrata”.Il
che sconcerterà i fedeli e darà motivo ad attacchi a dir poco ingenerosi nei
confronti dell’Istituzione ecclesiastica.
Tra i più pregiudizievoli di detti problemi,
quelli da carenze parentali con conseguenti e prevalenti tratti orali, quindi: bisogno assoluta di cure parentali;persistente attaccamento
simbiotico; altrettanto persistente dipendenza infantile,possessività esclusiva
nei confronti di una persona.
Comunemente
è noto il fenomeno dell’affezionamento a un giocattolo, un oggetto magari
morbido, quale un peluche, un orsacchiotto, con cui un/a bambini/na sembra consolarsi durante
l’assenza temporanea della madre come quando si addormenta nel suo lettino.
Tale
fenomeno, denominato dallo psicoanalista inglese Winnicot “oggetto
transizionale”, è indicativo del fatto che, a suo tempo, l’Io non abbia usufruito abbastanza di cure parentali catalizzanti la sua autonomia socializzata.
Il
bisogno di avere la madre tutta per sé
potrà permanere come “fame di mamma” anche
oltre l’età infantile e si potrà tradurrenella auri sacrafames e,
allorchédei beni terrenisiano, simbolicamente, divenuti “oggetto transizionale”,la
coatta voglia di accumularli potrà divenire
insaziabile
. Analoga
dinamica varrà per il cibo che, dal
punto di vista religioso, sarà un peccato di gola”, ma da quello della psicodinamico, indice di
carenze parentali di chi ancora non abbia superato la fase dell’attachment alla
madrele cui prestazioni parentali
vengano sottratteda parte di un/a rivale, quale un fratellino o una sorellina.
Le
conseguenze di dinamiche intrapsichiche,
come quelle transpersonali emerse dalla seconda metà del secolo scorso,per la
loro connotazione di coattività e di capacità di bypassare subdolamente la
vigilanza delle buone intenzioni,
saranno da tenere d’occhio per
auspicabili verifiche
vocazionali, in specie di ordine
religioso,.
Le conoscenze di dette dinamiche rimangono, purtroppo,
nell’ambito accademico e professionale
specialistico e ancora non debitamente
diffuse a vantaggio di chi, a qualsiasi titolo, abbia a che fare ( e chi non?)
con i propri simili, specialmente di educatori primari e secondari.
Tali
conoscenza sconvolgerebbero i nostri
tradizionali criteri di valutazione
di soggetti che in base a quelli individualisti medici, giuridici ed
etico-religiosi, vengono, rispettivamente, diagnosticati come malati mentali,
condannati come rei, considerati peccatori, mobbizzati da chi abbia un cervello
carente di strutture e umori umanizzanti o, come chi, con una colorita espressione napoletana: “Tiene ‘a
capa pe’ separà ‘e recchie”. Ma anche i bulli e le bulle potranno esser vittime
di perverse dinamiche del gruppo famiglia.
Per inciso, si rileva che, in effetti,
il processo di maturazione delle strutture cerebrali, se non appropriatamente
catalizzato da prestazioni parentali, potràpermanere scarsamente funzionante,
oltre il livello di organizzazione cerebrale che abbiamo in comune con mammiferi che ci precedono di molto nella
scala filogenetica. Talelivello matura naturalmente, mediante le informazioni
eredogenetiche. Noto, nella nostra tradizione medica, come cervello viscerale e
dalla Scuola statunitense di Bethesda denominato cervello da rettile,eso
percepisce e comunica con il linguaggio
del corpo e non è in grado di provare empatia né pietas, né di agire secondo
principi valoriali. I suoi modelli comportamentali si attivano automaticamente ineisposta a stimoli chiave.
A questo livello la relazionalità è programmata per la vita in
branco e alcune sue istanze possono spiegare
come la nostra storia sia stata sin
dall’inizio e tuttoraacratetrizzata da conflittualità di tipo tribale.
Dallo studio e dall’esperienza circa i fenomeni di gruppo e, in particolare,
di quelli propri del gruppo familiare, se ne sono riscontrati dei nuovi
riguardo alla qualità e al significato dei rapporti interpersonali, espressi
con locuzioni quali: copione, distribuzione ed assunzione di ruoli e,
particolarmente rilevante, la figura del paziente designato, ossia del
componente del gruppo familiare come indicatore e amplificatore dei problemi
della coppia coniugale-genitoriale.
Le
ripercussioni sulle motivazioni a scelte
religiose potranno verificarsi sia da parte di un/a persona proveniente da un
gruppo familiare come paziente designato sia
in quello di “mandante”, ossia dell’appartenente al gruppo con prevalente
istanza di gestire il proprio represso problematico mediante un alter ego, alias
paziente designato. Evidente l’analogia con
la più popolare figura espressa con la locuzione di pecora nera della
famiglia o quella più tecnica di capro espiatorio.
In fondo alle resistenze per la recezione di una tale concezione appare
quella che: agli altri componenti della famiglia fa comodo deresponsabilizzarsi, individuando in quel
congiunto il malato e il colpevole; mentre agli operatori del mondo medico-farmacologico sarà più
vantaggioso “curare” quel malato.
Vi
è, come di norma in natura, tutta una gamma di situazioni (distribuite
statisticamente secondo le curve di
Gauss=?(Due sentenze, una ereditata dalla filosofia dell’antica Grecia: “Natura
aborretvacuum”; l’altra di Linneo:” Natura non facitsaltus” stanno a indicare quanto antico sia il concetto della continuità dei fenomeni naturali) che
possono indurre a una reazione di ”fuga da
un rapporto con la madre o con il padre, e con figure transferalmente equivalenti con le quali si
vive come incestuoso un rapporto intimo
“: in chiave psicoanalitica c’entrerebbe la paura della castrazione: particolarmente
delicato problema se tra le scelte di
fuga prevarrà quella della vita consacrata.
Forse non tutti i cosiddetti matrimoni bianchi sono dovuti a frigidità e
impotenza relativa o a un’organica impotentiacoeundi.
Tra le complicazioni per la scelta di una vita
religiosa, attribuibili a problemi acquisiti durante la propria infanzia, a loro volta dovuti a malintesi
metodi educativi, vi sono quelle che intralciano una naturale evoluzione della
cosiddetta fase dell’opposizione e dei dispetti. Questa fase,
“fisiologicamente”, mossa dalla lotta per l’individuazione e la realizzazione
delle potenzialità evolutive, secondo il
proprio progetto persona, nonchédalla differenziazione tra ciò che sarebbe mosso
dalla propria volontà e ciò che si
attende dalle direttive dei genitori, funge anche come una specie di collaudo
della forza della propria volontà: ne potranno conseguirerisultati
controproducenti attribuibili a interferenze pseudo-educative, a loro volta dovutealla confusione di una
concezione pedagogica dell’ educazione con quella di disciplina che intendacondizionare
le tendenze vocazionali del/la figlio/a
apropri modelli prefabbricati.
Tra
altri ingannevoli complicazioniche rischiano di interferire con un’autentica affermazione del messaggio
evangelico, quelli che provengono da
problemi in agguato nei profondi meandri dell’apparato neuro-psichico.
Tra
le più paradossali e ostacolanti l’autentico spirito evangelica, cui si ispira
primariamente papa Francesco, è il meccanismo adleriano della
sovracompensazione, ossia la tendenza coatta a ribaltare cocenti vissuti di
inferiorità.
Un
genitore potrà rivivere in un/a figlio/a la traumatica esperienza della nascita
di un fratellino o di una sorellina che gli /le avrà sottratto quelle
prestazioni parentali di cui ancora il suo Io
aveva vitale bisogno.
Per
inciso si ricorda che per la ricerca ecopsicosociale l’opera educativa
(nell’accezione originaria de termine) presuppone che: lo stato bioenergetico
della madre sia tale da attivare tempestivamente ormoni catalizzanti la maturazione delle diverse neurostrutture; i genitori abbiano,
altrettanto tempestivamente, avviato a soluzione i quasi immancabili problemi
relazionali acquisiti durante la propria infanzia, in modo da essere in grado
di prestare quelle competenze al/la
figlio/a il cui io è fisiologicamente incompetente, senza che ombre del proprio passato si proiettino sul/la
figlio/a.
Conl’insidioso
background connotato da problemi infantili come quelli summenzionati, la
missione evangelica diverrà carriera clericale, da indurre a sumere superbiam: il ruolo di Ministro di Dio, potrà spingere un
ecclesiastico a montarsi tanto la testa, finendo in un esasperato fideismo, al
punto da divenire fondamentalismo.Il che
potrà portare all’ostracismo di chiunque “non sia dei nostri”, mentre una
persistenza del pensiero
magico-onnipotente inquinerà i gesti rituali liturgici che diverranno rituali
apotropaici, ossia scaramantici.
Per rendere evidente quanto poi sarà difficile riparare
i danni di esperienze subite
durante l’infanzia, accenno al caso di un
prete che aveva seguito il corso di
studi medi e superiori in un seminario dove la cultura classica era ritenuta di primaria
importanza. Uno dei suoi docenti aveva la sua abitazione colma di reperti
archeologici. Ebbene, appena divenuto parroco
nella cui chiesa e canonica era
una specie di museo con opere di
domenicani, pregevoli quadri, libri artisticamente rilegati e altri
prodotti risalenti al medioevo, egli li considerò depositi di polvere, per cui
ne fece un falò, orripilante non solo per il vescovo, ma pure per tutti gli
intellettuali di quel territorio.
Già
in diverse sedi , per spiegare come possa
accadere che chiunque si trovi in posizione up (in quella della favole di
Fedro: superiorstabat lupus), che sia
per motivi professionali, ad es, un docente, oppure un genitore, ma potrà essere un prete, una suora , maltratti chi stia in
posizione dawn ( dell’ inferior agnus), ho
fatto presente che vissuti problematici
di un genitore lo/la possono, per un meccanismo di coazione a ripetere,
talmente indurre a riversare sul/la figlio i risentimenti a suo tempo
repressi, da desiderare ossessivamente un figlio.
Per
qual che riguarda la vocazione alla vita consacrata, particolare attenzione
dovrebbe esser centrata al momento della prima adolescenza: mentre una tale
scelta richiederebbe la castità, lo sviluppo puberale, invece, è naturalmente connotato da
pulsioni sessuo-genitali che, che reclamano, forse in modo più pressante, ma come per le altre funzioni
dell’organismo, richiedono possentemente
di manifestarsi attivamente: l’autoerotismo
sopperisce psico-fisiologicamente a tale esigenza.
L’attività
funzionalità di qualsiasi parte di un organismo è la sua attivazione: per es,. la
memoria: “nisieamexerceasminuitur”.Per quel che riguarda l’apparato della
riproduzione, Madre Natura dimostra
insistentemente che ”ci tiene” in nodo assoluto: se ci figuriamo come un impetuoso torrente il flusso bioenergetico che nel
bilancio bio-economico è
naturalmente destinato all’investimento di detta funzione, ogni ostacolo al suo naturale scorrimento rischia
di dar luogo a tracimazioni, fuor di
metafora, alle cosiddette devianze sessuali.
In
base alla mia esperienza, devo pur riferire che
sono venuto a conoscenza di casi in cui, non per motivi inibitori, cioè per ostacoli sia pur di natura psicodinamica, né per carenza ormonale o per diverso orientamento sessuale, tale funzione,naturalmente,
non si sviluppava: il relativo capitale bioenergetico veniva investito in altri
modi, senza peraltro che fossero notabili espressioni
problematiche. I problemi che infastidivano queste personeli procuravano gli
altri, specialmente quando
l’aspetto di una giovane donna
appariva particolarmente avvenente,
addirittura sexy.
Per
inciso, accenno a quanto appresi il giorno della mia laurea da un collega che
aveva fatto la tesi sperimentale sull’omosessualità
maschile: aveva riscontrato tassi di
testosterone normali o più elevati.
Lo
sviluppo puberale genera a volte drammatiche
conseguenze nel rapporto madre figlio. I sogni a volte rivelano la
discrepanza tra il livello razionale e quello dell’irrazionale inconscio Ricordo il caso di
una madre che, non avendo più a che fare con un angioletto che se lo poteva
stringere al seno, con gratificazione di ambedue. L’avere a che fare, invece
con un esuberante maschietto, costituiva
un’esperienza traumatica, conflittuale, al punto da soffrire di incubi in cui il figlio
appariva con i caratteri sessuali
secondari eccessivamente sviluppati, sessualmente aggressivo.
Modelli
prefabbricati, sia che vengano imposti con metodi autoritari siamediante, forse peggio,
mellifluo, seducente imbonimento, finalizzando i propri metodi
“educativi(in effetti disciplinari a bastone e carota) all’ubbidienza, i
risultati potranno divenire assimilabili a quelli della domazione da circo
equestre, che potrà dar luogo a una specie di “effetto Fantozzi”.
Se pedagogia significa guidare un soggetto umano in età evolutiva, ciò non
dovrà essere inteso che lo si guiderà come un veicolo, bensì come un
essere umano con un cervello che, a differenza di un cervello elettronico,
potrà reagire anche in senso opposto alle suggestioni educative, che ha
già un proprio progetto evolutivo di cui
occorrerà tenere in debito conto le personali tendenze, quindi l’opera
educativa dovrà anzitutto essere prestata con spirito di servizio,
autorevolmente. giammai autoritariamente, in posizione di prepotere.
Le
scelte religiose possono risentire
altresì della conflittualità che in seno
al gruppo famiglia emerge tanto più
forte quanto più sussista nei componenti una perdurante “fame di mamma”, che, per le
relative ambivalenti attese di gratificazioni parentali. potrà alimentare tra
membri rapporti di rivalità.
Per
quel che concerne la voglia di “regolare
i conti” con comportamenti aggressivi, uno dei modi di manifestare
risentimenti nei confronti del rivale è la scelta opposta alle sue (del
rivale) attese: se questi, ad es, è anticlericale, ateo, il/la figlio/ tenderà
a scegliere un’impegnativa, perfino fondamentalista scelta religiosa e, viceversa, avviene per scelte che, ove il/la
rivale sia “troppo” legato alle tradizioni religiosa, la reazione ribelle del
figlio/a potrà operare scelte tra le
più inaccettabili da parte del/la
rivale.
Se un
parente macellaio costituiva o ancora costituisce un motivo di esclusione per
una vita consacrata, da quanto esposto, in una propedeutica verifica di autenticità
vocazionale, si dovrebbe tenere in
debito conto un’anamnesi familiare centrata sul tipo di rapporti sia
con i genitori che con i fratelli.
Analogamente alle reazioni transferali e
controtransferali dei rapporti docenti/allievi, altrettanto potrà a accadere nel mondo religioso.
Affinché comportamenti anomali o, addirittura,
scandalosi, da parte di “gente di Chiesa” non appannino o infanghino
l’immagine di tale divina istituzione anche per questo genere di fenomeni vale il precetto di
Bernardino Ramazzini: “Longepraestantius est prevenire quam curare”.
In
proposito la Ricerca eco-psico-sociale, con un
gruppo di lavoro ha già redatto un
progetto: “Iniziamo da una generazione”, ossia da quella in procinto di
frequentare la scuola dell’obbligo”. Tale progetto prevede che, mediante
specifiche attività ludiche, degli operatori appositamente qualificati,
verifichino i prerequisiti, individuino i quasi immancabili problemi, svantaggi
culturali e quant’altro possa ostacolare
un soddisfacente inserimento e profitto, nonché, sempre tramite il naturale
veicolo ludico, li si avviino a soluzione.
In
fondo, tale progetto non è tanto animato
dall’utopica attesa di ottenere un giorno, mediante appropriate prestazioni psioco-pedagogiche,
una società composta da persone più sane somaticamente e mentalmente nonché
cittadini in grado di convivere in un’autentica democrazia, quanto, più
realisticamente, di rendere evidenti le carenze e le distorsioni di criteri sinora
adottati, per interventi umani ricorrendo a espedienti-tampone per problemi
di ogni tipo, da quelli pedagogici a quelli socio-politici, al fine di
affrontarli più razionalmente e più
efficacemente.
___________
(*) “Nulla entra
o circola nel sistema dei mercanti che non risponda alle esigenze di mercato e non garantisca la
stabilità del sistema stesso!”
DENARO IDOLO SOTERICO
A torto molti vedono / la futura sicurezza, / della vita la bellezza / nel denaro accumulato.
Ed è fiato ognor sprecato / se di altro a loro tu parli / col denaro devi cibarli / nel denaro solo credono.
Io non metto in discussione / che il denaro è la ragione / di tante nostre dure azioni
e che desso è pur la fonte / di tanti nostri piaceri; / ma qui voglio precisare
ch'è ormai una corsa pazza / desso solo accumulare: / l'è una vita che ci ammazza!
A torto molti vedono / la futura sicurezza, / della vita la bellezza / nel denaro accumulato.
Ed è fiato ognor sprecato / se di altro a loro tu parli / col denaro devi cibarli / nel denaro solo credono.
Io non metto in discussione / che il denaro è la ragione / di tante nostre dure azioni
e che desso è pur la fonte / di tanti nostri piaceri; / ma qui voglio precisare
ch'è ormai una corsa pazza / desso solo accumulare: / l'è una vita che ci ammazza!
Pier Luigi
Lando
Chiaravalle
Centrale, 1962
VANO VIANDANTE, MESSAGGERO PER CASO
·
Qual
viandante messaggero che invano / prova ad avvisare le genti a ordinarie opre
intente, /circa le ragioni per caso
individuate / per cui salutari sorgenti non giungano a valle / per
dissetare tanti di essi che stanno
soffrendo mortalmente la sete, / mentre tanti altri si trovino intossicati da
micidiali veleni / così anch’io da anni provo, ma invano, / a sollecitare
consapevolezze / su condizioni e fattori
che drammaticamente avvelenano / i rapporti umani. Tal, invero mi appare la sorte d’ogni mio messaggio / su
conoscenze che mi risulta rivelino le
ragioni / per cui i nostri organismi si trovino inquinati e in tensione /e che,
come il su accennato fantomatico viandante,
/ al di là di una mia specifica intenzione, / ebbi
la ventura di acquisire e verificare.
/ Cosi rimangono ignorate le conseguenze / di psicoemotivi traumi e di
affettive carenze / che negativamente
interferiscono con un’armonica evoluzione / delle potenzialità evolutive delle
persone / e di un’altrettanto
soddisfacente evoluzione dei rapporti umani
/ Nonostante ogni buona intenzione,
/ apprezzabili impegni di tanti esperti, studiosi, / operatori
generosamente volontari / e professionalmente qualificati, / tali
rapporti permangono fortemente disturbati. / Ogni mio messaggio sinora è finito
per sparire come bolla di sapone / che, per quanto bella nei suoi iridescenti
colori, / si dilegua senza lasciar
traccia al primo contatto / con qualcosa
della dura realtà. / Se, ancora, ad un’analogia intendo
affidare / quel che mi pare avvenga dei
miei reiterati tentativi / a diffondere
il frutto delle mie esperienze, / l’immagine del seminatore della ben nota
parabola evangelica / mi viene alla
mente e buona parte dei miei messaggi sono incappati / comunque su non fertili terreni.
Pier Luigi Lando
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