mercoledì 30 marzo 2016

CIÒ CHE SUBDOLAMENTE POTREBBE INFICIARE UN SACROSANTO MESSAGGIO di Pier Luigi Lando



Non è in discussione l’istituzione famiglia,
bensì le motivazioni e i criteri  in base ai quali si mette su famiglia e i metodi  secondo cui si educano i figli.

                         Si tratta di rendere evidente tutto ciò che, a nostra insaputa, potrebbe remare contro i nostri più sacrosanti intenti.In questo scritto vengono esposti alcuni fattori al di là della ragione che riguardano più da vicino specialmente  il mondo della religione cattolica.
                Una quarantina d’anni fa, presso il mio studio, nasceva la Ricerca eco-psico-sociale, centrata sulla genesi, evoluzione, problematica e prospettive della relazionalità umana, condizioni e fattori favorenti e ostacolanti. Ricerca tuttora in itinere, aperta a ogni apporto scientificamente attendibile, sia pure non codificato da una pedissequa  visione della scienza tradizionale galileiana.
                        Una delle prime consapevolezze emerse è stata  che, affinché qualsiasi cosa entri e prenda piede nell’asseto vigente, informato ai valori di mercato e di potere, dovràessere conforme a tali valori.
                In proposito ecco  una significativa affermazione di Henri Laborit: “ Ma una cultura rappresenta solo la somma degli automatismi dei pregiudizi e dei giudizi di valore di una particolare società in una determinata epoca!.
                “E quando una nuova etica, come quella del Cristo, fa la sua apparizione, la società tenta dapprima di soffocarla e poi rapidamente la trasforma  e la digerisce all’interno dei suoi automatismi secolari per restituire una <civiltà> etichettata, repertoriata, dominatrice, sicura dei suoi valori cosiddetti eterni,  mentre si tratta ancora di quella dei primi mercanti sorti dal Neolitico” (pagg. 98-99 del suo libro: “L’UOMO E LA CITTA’”).
                Con la riproduzione in oro della croce, divenuta così oggetto di gioielleria e simbolo di avanzamento di carriera clericale, il messaggio evangelico finì per  avere pieno accesso nel mondo dominato da valori di mercato e di potere: una trovata di portata epocale e  per omnia seculaseculorum!
              L’aforisma che di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno sembra  trovare conferma in ciò che avvenne allorché, con la peraltro lodevole intenzione di abbellire,con delle decorazioni artistiche,  i luoghi di culto, esse dettero la stura a unaloro trasformazione ad usumDelphini: tanti  operatori, quali eccellenti decoratori, pittori, scultori,artigiani. falegnami, ebanisti, fonditori e produttori di campane ecc.,trovarono nei luoghi di cultopreziose opportunità di pressoché ogni tipo di investimento. Eppure, in illo tempore, dei loro ruspanti antesignanierano stati scacciati, con l’ira di Dio, dal Tempio di Gerusalemme,.
                 La connotazione di strumentalità, sia interpersonale sia con tutto ciò che fa parte dell’ecosistema (quindi  tutto ciò che  appartiene al mondo della religione), è  propria  di un mancato superamento della prima infanzia. Essa sembra prevalente nella nostra popolazione, pertanto anche il messaggio francescano di cristiana povertà tramite il presepe, venne offuscato dalla logica mercantile, allorché le riproduzioni artistiche hanno finito per alimentare l’interesse di venditori e acquirenti..
                Con la croce di legno, Papa Francesco ha lanciato un messaggio tra i più radicali, per  l’emancipazione dal sistema mercantile
                Si dovrà tuttavia tenere conto del fatto che dei problemi risalenti all’ infanzia potranno subdolamente inficiare motivazioni vocazionali anche di chi  si sentirà “chiamato a una vita consacrata”.Il che sconcerterà i fedeli e darà motivo ad attacchi a dir poco ingenerosi nei confronti dell’Istituzione ecclesiastica.             
                Tra  i più pregiudizievoli di detti problemi, quelli da carenze parentali con conseguenti e prevalenti  tratti orali, quindi:  bisogno assoluta di  cure parentali;persistente attaccamento simbiotico; altrettanto persistente dipendenza infantile,possessività esclusiva nei confronti di una persona.
                Comunemente è noto il fenomeno dell’affezionamento a un giocattolo, un oggetto magari morbido, quale un   peluche, un orsacchiotto, con  cui un/a bambini/na sembra consolarsi durante l’assenza temporanea della madre come quando si addormenta nel suo lettino.
                Tale fenomeno, denominato dallo psicoanalista inglese Winnicot “oggetto transizionale”, è indicativo del fatto che, a suo tempo,  l’Io non abbia  usufruito abbastanza  di cure parentali catalizzanti  la sua autonomia socializzata.
                Il bisogno  di avere la madre tutta per sé potrà permanere come “fame di mamma” anche  oltre l’età infantile e si potrà tradurrenella auri sacrafames e, allorchédei beni terrenisiano, simbolicamente, divenuti “oggetto transizionale”,la coatta voglia di accumularli potrà  divenire insaziabile
.              Analoga dinamica varrà per  il cibo che, dal punto di vista religioso, sarà un peccato di gola”, ma  da quello della psicodinamico, indice di carenze parentali di chi ancora non abbia superato la fase dell’attachment alla madrele cui prestazioni  parentali vengano sottratteda parte di un/a rivale, quale un  fratellino o una sorellina.
                Le conseguenze  di dinamiche intrapsichiche, come quelle transpersonali emerse dalla seconda metà del secolo scorso,per la loro connotazione di coattività e di capacità di bypassare subdolamente la vigilanza  delle buone intenzioni, saranno da  tenere  d’occhio per  auspicabili verifiche  vocazionali, in specie  di ordine religioso,.
Le conoscenze di dette dinamiche rimangono, purtroppo,   nell’ambito accademico e professionale specialistico e ancora non  debitamente diffuse a vantaggio di chi, a qualsiasi titolo, abbia a che fare ( e chi non?) con i propri simili, specialmente di educatori primari e secondari.
                Tali conoscenza  sconvolgerebbero i nostri tradizionali  criteri di valutazione di  soggetti che in base a quelli  individualisti medici, giuridici ed etico-religiosi, vengono, rispettivamente, diagnosticati come malati mentali, condannati come rei, considerati peccatori, mobbizzati da chi abbia un cervello carente di strutture e umori umanizzanti o, come chi, con una  colorita espressione napoletana: “Tiene ‘a capa pe’ separà ‘e recchie”. Ma anche i bulli e le bulle potranno esser vittime di perverse dinamiche del gruppo famiglia.
Per inciso, si rileva che, in effetti, il processo di maturazione delle strutture cerebrali, se non appropriatamente catalizzato da prestazioni parentali, potràpermanere scarsamente funzionante, oltre il livello di organizzazione cerebrale che abbiamo in comune con  mammiferi che ci precedono di molto nella scala filogenetica. Talelivello matura  naturalmente, mediante le informazioni eredogenetiche. Noto, nella nostra tradizione medica, come cervello viscerale e dalla Scuola statunitense di Bethesda denominato cervello da rettile,eso percepisce e  comunica con il linguaggio del corpo e non è in grado di provare empatia né pietas, né di agire secondo principi valoriali. I suoi modelli comportamentali  si attivano automaticamente ineisposta  a stimoli chiave.
                A questo livello  la relazionalità è programmata per la vita in branco e  alcune sue istanze possono spiegare come la nostra storia sia stata  sin dall’inizio e tuttoraacratetrizzata da conflittualità di tipo tribale.
               Dallo studio e dall’esperienza circa i fenomeni di gruppo e, in particolare, di quelli propri del gruppo familiare, se ne sono riscontrati dei nuovi riguardo alla qualità e al significato dei rapporti interpersonali, espressi con locuzioni quali: copione, distribuzione ed assunzione di ruoli e, particolarmente rilevante, la figura del paziente designato, ossia del componente del gruppo familiare come indicatore e amplificatore dei problemi della coppia coniugale-genitoriale.
                Le ripercussioni sulle motivazioni  a scelte religiose potranno  verificarsi sia  da parte di un/a persona proveniente da un gruppo familiare come paziente designato sia  in quello di “mandante”, ossia dell’appartenente al gruppo con prevalente istanza di gestire il proprio represso problematico mediante un alter ego, alias paziente designato. Evidente l’analogia con  la più popolare figura espressa con la locuzione di pecora nera della famiglia o quella più tecnica di capro espiatorio.
                 In fondo alle resistenze per  la recezione di una tale concezione appare quella  che:  agli altri componenti della  famiglia fa comodo  deresponsabilizzarsi, individuando in quel congiunto il malato e il colpevole; mentre agli operatori  del mondo medico-farmacologico sarà più vantaggioso “curare” quel malato.
                Vi è, come di norma in natura, tutta una gamma di situazioni (distribuite statisticamente secondo le  curve di Gauss=?(Due sentenze, una ereditata dalla filosofia dell’antica Grecia: “Natura aborretvacuum”; l’altra di Linneo:” Natura non facitsaltus” stanno a  indicare quanto antico sia il concetto della  continuità dei fenomeni naturali) che possono  indurre a una reazione  di ”fuga da  un rapporto con la madre o con il padre, e con figure  transferalmente equivalenti con le quali si vive  come incestuoso un rapporto intimo “: in chiave psicoanalitica  c’entrerebbe   la paura della castrazione: particolarmente delicato problema se  tra le scelte di fuga prevarrà quella della vita consacrata.
               Forse non tutti i cosiddetti matrimoni bianchi sono dovuti a frigidità e impotenza relativa o a un’organica impotentiacoeundi.
Tra le complicazioni per la scelta di una vita religiosa, attribuibili a problemi acquisiti durante  la propria infanzia, a loro volta dovuti a malintesi metodi educativi, vi sono quelle che intralciano una naturale evoluzione della cosiddetta fase dell’opposizione e dei dispetti. Questa fase, “fisiologicamente”, mossa dalla lotta per l’individuazione e la realizzazione delle  potenzialità evolutive, secondo il proprio progetto persona, nonchédalla differenziazione tra ciò che sarebbe mosso dalla  propria volontà e ciò che si attende dalle direttive dei genitori, funge anche come una specie di collaudo della forza della propria volontà: ne potranno conseguirerisultati controproducenti attribuibili a interferenze pseudo-educative,  a loro volta dovutealla confusione di una concezione pedagogica dell’ educazione con quella di disciplina che intendacondizionare le tendenze vocazionali  del/la figlio/a apropri modelli prefabbricati.
              Tra altri ingannevoli complicazioniche rischiano di interferire con  un’autentica affermazione del messaggio evangelico, quelli che  provengono  da   problemi in agguato nei profondi meandri dell’apparato neuro-psichico.
                Tra le più paradossali e ostacolanti l’autentico spirito evangelica, cui si ispira primariamente papa Francesco, è il meccanismo adleriano della sovracompensazione, ossia la tendenza coatta a ribaltare cocenti vissuti di inferiorità.
                Un genitore potrà rivivere in un/a figlio/a la traumatica esperienza della nascita di un fratellino o di una sorellina che gli /le avrà sottratto quelle prestazioni parentali di cui ancora il suo Io  aveva vitale bisogno.
                Per inciso si ricorda che per la ricerca ecopsicosociale l’opera educativa (nell’accezione originaria de termine) presuppone che: lo stato bioenergetico della madre sia tale da attivare tempestivamente ormoni  catalizzanti la  maturazione delle diverse  neurostrutture; i genitori abbiano, altrettanto tempestivamente, avviato a soluzione i quasi immancabili problemi relazionali acquisiti durante la propria infanzia, in modo da essere in grado di  prestare quelle competenze al/la figlio/a il cui io è fisiologicamente incompetente, senza che  ombre del proprio passato si proiettino sul/la figlio/a.
                Conl’insidioso background connotato da problemi infantili come quelli summenzionati, la missione evangelica diverrà carriera clericale, da indurre a sumere superbiam:  il ruolo di Ministro di Dio, potrà spingere un ecclesiastico a montarsi tanto la testa, finendo in un esasperato fideismo, al punto da  divenire fondamentalismo.Il che potrà portare all’ostracismo di chiunque “non sia dei nostri”, mentre una persistenza del  pensiero magico-onnipotente inquinerà i gesti rituali liturgici che diverranno rituali apotropaici, ossia  scaramantici.
               Per rendere evidente quanto poi sarà difficile  riparare  i danni di  esperienze subite durante l’infanzia, accenno al caso di un  prete che aveva seguito il corso di  studi medi e superiori in un seminario dove  la cultura classica era ritenuta di primaria importanza. Uno dei suoi docenti aveva la sua abitazione colma di reperti archeologici. Ebbene, appena divenuto parroco  nella cui chiesa e canonica  era una specie di museo con opere di  domenicani, pregevoli quadri, libri artisticamente rilegati e altri prodotti risalenti al medioevo, egli li considerò depositi di polvere, per cui ne fece un falò, orripilante non solo per il vescovo, ma pure per tutti gli intellettuali di quel territorio.  
                Già in diverse sedi , per spiegare come  possa accadere che chiunque si trovi in posizione up (in quella della favole di Fedro: superiorstabat lupus), che sia  per motivi professionali, ad es, un docente, oppure  un genitore, ma potrà essere un  prete, una suora , maltratti chi stia in posizione  dawn ( dell’ inferior agnus), ho fatto presente che  vissuti problematici di un genitore lo/la possono, per un meccanismo di coazione a ripetere, talmente indurre a riversare sul/la figlio i risentimenti a suo tempo repressi, da desiderare ossessivamente un figlio.
                Per qual che riguarda la vocazione alla vita consacrata, particolare attenzione dovrebbe esser centrata al momento della prima adolescenza: mentre una tale scelta richiederebbe la castità, lo sviluppo puberale, invece, è naturalmente  connotato da  pulsioni sessuo-genitali che, che reclamano, forse in modo più  pressante, ma come per le altre funzioni dell’organismo,  richiedono possentemente di manifestarsi attivamente: l’autoerotismo  sopperisce psico-fisiologicamente a tale esigenza.
                L’attività funzionalità di qualsiasi parte di un organismo è la sua attivazione: per es,. la memoria: “nisieamexerceasminuitur”.Per quel che riguarda l’apparato della riproduzione, Madre Natura dimostra  insistentemente che ”ci tiene” in nodo assoluto: se   ci figuriamo come un  impetuoso torrente il  flusso bioenergetico che  nel  bilancio bio-economico  è naturalmente destinato all’investimento di detta funzione, ogni  ostacolo al suo naturale scorrimento rischia di  dar luogo a tracimazioni, fuor di metafora, alle cosiddette devianze sessuali.
             In base alla mia esperienza, devo pur riferire che  sono venuto a conoscenza di casi in cui, non  per motivi inibitori,  cioè per ostacoli sia pur di natura  psicodinamica, né  per carenza ormonale o per  diverso orientamento sessuale, tale funzione,naturalmente, non si sviluppava: il relativo capitale bioenergetico veniva investito in altri modi, senza  peraltro  che fossero notabili espressioni problematiche. I problemi che infastidivano queste personeli procuravano gli altri, specialmente quando  l’aspetto  di una giovane donna appariva particolarmente  avvenente, addirittura sexy.   
                Per inciso, accenno a quanto appresi il giorno della mia laurea da un collega che aveva  fatto la tesi sperimentale sull’omosessualità maschile: aveva  riscontrato tassi di testosterone  normali o più elevati.
                Lo sviluppo puberale genera  a volte  drammatiche  conseguenze nel rapporto madre figlio. I sogni a volte rivelano la discrepanza  tra  il livello razionale e quello  dell’irrazionale inconscio Ricordo il caso di una madre che, non avendo più a che fare con un angioletto che se lo poteva stringere al seno, con gratificazione di ambedue. L’avere a che fare, invece con un  esuberante maschietto, costituiva un’esperienza traumatica, conflittuale, al punto da  soffrire di incubi in cui il figlio appariva  con i caratteri sessuali secondari eccessivamente sviluppati, sessualmente aggressivo.
                Modelli prefabbricati, sia che vengano imposti con metodi  autoritari siamediante,  forse peggio,  mellifluo, seducente imbonimento, finalizzando i propri metodi “educativi(in effetti disciplinari a bastone e carota) all’ubbidienza, i risultati potranno divenire assimilabili a quelli della domazione da circo equestre, che potrà dar luogo a una specie di “effetto Fantozzi”.
                Se  pedagogia significa guidare un  soggetto umano in età evolutiva, ciò non dovrà  essere inteso che  lo si guiderà come un veicolo, bensì come un essere umano con un cervello che, a differenza di un cervello elettronico, potrà reagire anche in senso opposto alle suggestioni educative, che ha già  un proprio progetto evolutivo di cui occorrerà tenere in debito conto le personali tendenze, quindi l’opera educativa dovrà anzitutto essere prestata con spirito di servizio, autorevolmente. giammai autoritariamente, in posizione di prepotere.
              Le scelte  religiose possono risentire altresì della conflittualità che  in seno al gruppo famiglia  emerge tanto più forte quanto più sussista  nei  componenti una  perdurante “fame di mamma”, che, per le relative ambivalenti attese di gratificazioni parentali. potrà alimentare tra membri  rapporti di rivalità.
                Per quel che concerne la voglia di  “regolare i conti” con comportamenti aggressivi, uno dei modi di manifestare risentimenti  nei confronti  del rivale è la scelta opposta alle sue (del rivale) attese: se questi, ad es, è anticlericale, ateo, il/la figlio/ tenderà a  scegliere  un’impegnativa, perfino fondamentalista  scelta religiosa e,  viceversa, avviene per scelte che, ove il/la rivale sia “troppo” legato alle tradizioni religiosa, la reazione ribelle del figlio/a  potrà operare scelte tra le più  inaccettabili da parte del/la rivale.
           Se un parente macellaio costituiva o ancora costituisce un motivo di esclusione  per  una vita consacrata, da quanto esposto, in una  propedeutica verifica di autenticità vocazionale, si dovrebbe  tenere in debito conto  un’anamnesi  familiare centrata sul tipo di rapporti sia con i genitori che con i fratelli.
                 Analogamente alle reazioni transferali e controtransferali  dei rapporti  docenti/allievi, altrettanto potrà a   accadere nel mondo religioso.
                Affinché  comportamenti anomali o, addirittura, scandalosi, da parte di “gente di Chiesa” non appannino o infanghino l’immagine  di tale  divina istituzione anche per  questo genere di fenomeni vale il precetto di Bernardino Ramazzini: “Longepraestantius est prevenire quam curare”.
                In proposito la Ricerca eco-psico-sociale, con un  gruppo di lavoro ha già redatto un  progetto: “Iniziamo da una generazione”, ossia da quella in procinto di frequentare la scuola dell’obbligo”. Tale progetto prevede che, mediante specifiche attività ludiche, degli operatori appositamente qualificati, verifichino i prerequisiti, individuino i quasi immancabili problemi, svantaggi culturali e quant’altro possa  ostacolare un soddisfacente inserimento e profitto, nonché, sempre tramite il naturale veicolo ludico, li si avviino a soluzione.
                In fondo, tale progetto  non è tanto animato dall’utopica attesa di ottenere un giorno, mediante  appropriate prestazioni psioco-pedagogiche, una società composta da persone più sane somaticamente e mentalmente nonché cittadini in grado di convivere in un’autentica democrazia, quanto, più realisticamente, di rendere evidenti le carenze e le distorsioni di criteri  sinora  adottati, per interventi umani ricorrendo a espedienti-tampone per problemi di ogni tipo, da quelli pedagogici a quelli socio-politici, al fine di affrontarli più  razionalmente e più efficacemente.

___________ 
(*)  “Nulla entra  o circola nel sistema dei mercanti che non risponda  alle esigenze di mercato e non garantisca la stabilità del sistema stesso!”




DENARO IDOLO SOTERICO
A torto molti vedono / la futura sicurezza, / della vita la bellezza / nel denaro accumulato.
Ed è fiato ognor sprecato  / se di altro a loro tu parli / col denaro devi cibarli / nel denaro solo credono.
Io non metto in discussione  / che il denaro è la ragione / di tante nostre dure azioni
e che desso è pur la fonte / di tanti nostri piaceri; / ma qui voglio precisare
ch'è ormai una corsa pazza  / desso solo accumulare: / l'è una vita che ci ammazza!
Pier Luigi Lando                        

Chiaravalle Centrale, 1962
VANO VIANDANTE, MESSAGGERO PER CASO
·         Qual viandante messaggero che invano / prova ad avvisare le genti a ordinarie opre intente, /circa le ragioni per caso  individuate /  per cui  salutari sorgenti non giungano a valle / per dissetare tanti di essi che  stanno soffrendo mortalmente la sete, / mentre tanti altri si trovino intossicati da micidiali veleni / così anch’io da anni provo, ma invano, / a sollecitare consapevolezze  / su condizioni e fattori che drammaticamente avvelenano / i rapporti umani. Tal, invero  mi appare la sorte d’ogni mio messaggio  /  su conoscenze   che mi risulta rivelino le ragioni / per cui i nostri organismi si trovino inquinati e in tensione /e che, come il su accennato fantomatico viandante,  / al di là di una mia specifica intenzione,   / ebbi  la ventura di acquisire e verificare.  / Cosi rimangono ignorate le conseguenze / di psicoemotivi traumi e di affettive carenze  / che negativamente interferiscono con un’armonica evoluzione / delle potenzialità evolutive delle persone  / e di un’altrettanto soddisfacente evoluzione dei rapporti umani  / Nonostante ogni buona intenzione,  / apprezzabili impegni di tanti esperti, studiosi,  / operatori  generosamente volontari  /  e professionalmente qualificati,  /  tali rapporti permangono fortemente disturbati. / Ogni mio messaggio sinora è finito per sparire come bolla di sapone / che, per quanto bella nei suoi iridescenti colori,  / si dilegua senza lasciar traccia al primo contatto  / con qualcosa della dura  realtà.  / Se, ancora, ad un’analogia intendo affidare  / quel che mi pare avvenga dei miei reiterati tentativi  / a diffondere il frutto delle mie esperienze, / l’immagine del seminatore della ben nota parabola evangelica  / mi viene alla mente e buona parte dei miei messaggi sono incappati   / comunque su non fertili terreni.                  
Pier Luigi Lando
               www.pierluigilando.net
                E-mail: eco@pierluigilando.net

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