domenica 14 ottobre 2018

Comunicato Stampa

INAMMISSIBILE VUOTO LEGISLATIVO SULLE MODALITA' DI ATTUAZIONE DEL DIRITTO DI SCIOPERO
Ogni volta che viene attuato uno sciopero, specialmente nel settore dei trasporti urbani e nazionali, viene danneggiata la massa degli utenti dei servizi interrotti dallo sciopero. Sono persone che, pur avendo pagato il biglietto o l’abbonamento, non usufruiscono dei servizi e non vengono rimborsate. Subiscono un danno che gli Enti erogatori dei servizi (tantomeno lo Stato) non ritengono di essere obbligati a risarcire. Nemmeno alle Organizzazioni sindacali che proclamano gli scioperi si potrebbe chiedere di pagare un risarcimento. Di conseguenza, gli utenti colpiti dagli scioperi subiscono un doppio danno: hanno pagato inutilmente e, non raggiungendo il posto di lavoro, perdono la paga della giornata. I loro legittimi interessi non vengono tutelati in alcun modo. E’ accettabile una tale situazione? A chi attribuire la responsabilità? Nessuno se ne fa carico. Ecco una delle tante anomalìe che caratterizzano l’Italia. E’ un dato di fatto che, da settant’anni, tutti i Governi (anche quelli che erano sorretti da solide maggioranze parlamentari in grado di emanare una legge “ad hoc”) hanno volutamente ignorato questo problema. Eppure, l’art. 40 della Costituzione è esplicito: “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito della legge”.
Nessun leader politico o sindacale ha mai sollevato la questione. Perché? Non certo per mancanza di tempo né per pigrizia mentale. C’è una sola ipotesi verosimile: a nessuno conveniva sollevare la questione per inconfessabili esigenze elettoralistiche. Nessuno ha voluto rischiare di perdere voti. E’ questa la “spada di Damocle” che ha fatto degenerare la Democrazia in Italia (e in quasi tutti i Paesi occidentali). I cosiddetti “esperti” della Politica si sono trovati tutti d’accordo nel soprassedere, mettendo in pratica l’antica e squallida prassi del “tirare a campare”. Va evidenziato  un altro dato di fatto. L’inerzia dei politici è stata avallata dal silenzio mass-mediatico, imposto da potenti lobby. Stiamo vivendo in un sistema di democrazia malata, ma gli oligarchi continuano ad agire in modo tale da impedire che l’opinione pubblica se ne renda conto. La Democrazia è sana e autentica solo quando a ciascun cittadino viene data la possibilità di partecipare direttamente alla funzione legislativa, senza deleghe che equivalgono a “cambiali in bianco” consegnate a politicanti di mestiere, pronti a cambiare casacca come i mercenari di Giovanni delle Bande Nere. Da oltre un secolo (Depretis e Giolitti, maestri di corruzione) l’Italia è devastata da un immorale trasformismo parlamentare. A chi, se non ai liberi opinionisti, spetta il compito di contribuire a risvegliare le coscienze dormienti?
 1 settembre 2018                                 Il Consiglio Direttivo del Movimento Salvemini      

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