INAMMISSIBILE VUOTO LEGISLATIVO SULLE MODALITA' DI ATTUAZIONE DEL DIRITTO DI SCIOPERO
Ogni volta che
viene attuato uno sciopero, specialmente nel settore dei trasporti urbani e
nazionali, viene danneggiata la massa degli utenti dei servizi interrotti dallo
sciopero. Sono persone che, pur avendo pagato il biglietto o l’abbonamento, non
usufruiscono dei servizi e non vengono rimborsate. Subiscono un danno che gli
Enti erogatori dei servizi (tantomeno lo Stato) non ritengono di essere
obbligati a risarcire. Nemmeno alle Organizzazioni sindacali che proclamano gli
scioperi si potrebbe chiedere di pagare un risarcimento. Di conseguenza, gli
utenti colpiti dagli scioperi subiscono un doppio danno: hanno pagato
inutilmente e, non raggiungendo il posto di lavoro, perdono la paga della
giornata. I loro legittimi interessi non vengono tutelati in alcun modo. E’
accettabile una tale situazione? A chi attribuire la responsabilità? Nessuno se
ne fa carico. Ecco una delle tante anomalìe che caratterizzano l’Italia. E’ un
dato di fatto che, da settant’anni, tutti i Governi (anche quelli che erano
sorretti da solide maggioranze parlamentari in grado di emanare una legge “ad hoc”) hanno volutamente ignorato
questo problema. Eppure, l’art. 40 della Costituzione è esplicito: “Il diritto di sciopero si esercita
nell’ambito della legge”.
Nessun leader
politico o sindacale ha mai sollevato la questione. Perché? Non certo per
mancanza di tempo né per pigrizia mentale. C’è una sola ipotesi verosimile: a
nessuno conveniva sollevare la questione per inconfessabili esigenze
elettoralistiche. Nessuno ha voluto rischiare di perdere voti. E’ questa la
“spada di Damocle” che ha fatto degenerare la Democrazia in Italia (e in quasi
tutti i Paesi occidentali). I cosiddetti “esperti” della Politica si sono
trovati tutti d’accordo nel soprassedere, mettendo in pratica l’antica e
squallida prassi del “tirare a campare”. Va evidenziato un altro dato di fatto. L’inerzia dei
politici è stata avallata dal silenzio mass-mediatico, imposto da potenti
lobby. Stiamo vivendo in un sistema di democrazia malata, ma gli oligarchi
continuano ad agire in modo tale da impedire che l’opinione pubblica se ne
renda conto. La Democrazia è sana e autentica solo quando a ciascun cittadino
viene data la possibilità di partecipare direttamente alla funzione
legislativa, senza deleghe che equivalgono a “cambiali in bianco” consegnate a
politicanti di mestiere, pronti a cambiare casacca come i mercenari di Giovanni
delle Bande Nere. Da oltre un secolo (Depretis e Giolitti, maestri di
corruzione) l’Italia è devastata da un immorale trasformismo parlamentare. A
chi, se non ai liberi opinionisti, spetta il compito di contribuire a
risvegliare le coscienze dormienti?
1 settembre 2018 Il
Consiglio Direttivo del Movimento Salvemini
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