lunedì 17 giugno 2019

Comunicato Stampa


                                  URGE  RIFORMARE  IL  C. S. M.

Il recente scandalo che ha travolto il Consiglio Superiore della Magistratura dovrebbe indurre l’Opinione Pubblica a chiedere agli esponenti di tutte le forze politiche di avviare urgentemente l’iter legislativo finalizzato alla riforma degli attuali meccanismi di elezione dei membri del C. S. M.

Tali meccanismi sono inficiati dall’antica e perversa prassi del “voto di scambio” e da una inammissibile spaccatura dei Magistrati in “correnti” palesemente politicizzate, in quanto collegate con alcuni partiti politici. E’ questa una delle più gravi anomalìe della Repubblica italiana.

Bisogna, pertanto, avviare una nuova fase costituente per giungere al più presto a redigere una nuova Costituzione. In nessun altro Stato democratico esiste un organo assimilabile al nostro C. S. M.

Se si vuole mantenere in vita questo Organo di autogoverno della Magistratura è necessario abolire il meccanismo di elezione (fonte di corruzione, in quanto imperniato sul “mercato dei voti”). L’indipendenza e l’imparzialità dei Magistrati potrà essere garantita soltanto dal metodo della “random-crazia” (sorteggio nell’ambito di Magistrati competenti e meritevoli, rigorosamente designati da una Commissione composta, mediante legge “ad hoc”, da Magistrati presidenti di Sezione della Corte di Cassazione).

L’imparziale amministrazione della Giustizia (penale, civile, amministrativa, contabile e tributaria) è uno dei pilastri della Democrazia. E’, inoltre, il principale elemento su cui poggia il rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzioni. Quando vengono privilegiati gli interessi privati (economici e politici) delle lobby a discapito dei diritti umani e degli interessi sociali significa che la democrazia è degenerata in demagogia e in plutocrazia.

La “partitocrazia” denunciata fin dal 1953 da Gaetano Salvemini, Piero Calamandrei, Costantino Mortati, Giuseppe Maranini, Ernesto Rossi e tanti altri, continua a produrre frutti avvelenati. Va abolita senza indugio. Coloro che ostacoleranno la spinta riformatrice sostenuta da numerose formazioni sociali saranno responsabili di ulteriori disastri istituzionali davanti al Tribunale della Storia.

16 giugno 2019                Il Consiglio Direttivo del Movimento Salvemini

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