URGE RIFORMARE IL C.
S. M.
Il recente scandalo che ha travolto il Consiglio Superiore della
Magistratura dovrebbe indurre l’Opinione Pubblica a chiedere agli esponenti di
tutte le forze politiche di avviare urgentemente l’iter legislativo finalizzato
alla riforma degli attuali meccanismi di elezione dei membri del C. S. M.
Tali meccanismi sono inficiati dall’antica e perversa prassi del “voto di
scambio” e da una inammissibile spaccatura dei Magistrati in “correnti”
palesemente politicizzate, in quanto collegate con alcuni partiti politici. E’
questa una delle più gravi anomalìe della Repubblica italiana.
Bisogna, pertanto, avviare una nuova fase costituente per giungere al più
presto a redigere una nuova Costituzione. In nessun altro Stato democratico
esiste un organo assimilabile al nostro C. S. M.
Se si vuole mantenere in vita questo Organo di autogoverno della Magistratura
è necessario abolire il meccanismo di elezione (fonte di corruzione, in quanto
imperniato sul “mercato dei voti”). L’indipendenza e l’imparzialità dei
Magistrati potrà essere garantita soltanto dal metodo della “random-crazia” (sorteggio nell’ambito
di Magistrati competenti e meritevoli, rigorosamente designati da una
Commissione composta, mediante legge “ad hoc”, da Magistrati presidenti di
Sezione della Corte di Cassazione).
L’imparziale amministrazione della Giustizia (penale, civile, amministrativa,
contabile e tributaria) è uno dei pilastri della Democrazia. E’, inoltre, il
principale elemento su cui poggia il rapporto di fiducia tra cittadini e
Istituzioni. Quando vengono privilegiati gli interessi privati (economici e
politici) delle lobby a discapito dei diritti umani e degli interessi sociali
significa che la democrazia è degenerata in demagogia e in plutocrazia.
La “partitocrazia” denunciata fin dal 1953 da Gaetano Salvemini, Piero
Calamandrei, Costantino Mortati, Giuseppe Maranini, Ernesto Rossi e tanti
altri, continua a produrre frutti avvelenati. Va abolita senza indugio. Coloro
che ostacoleranno la spinta riformatrice sostenuta da numerose formazioni
sociali saranno responsabili di ulteriori disastri istituzionali davanti al
Tribunale della Storia.
16 giugno 2019 Il
Consiglio Direttivo del Movimento Salvemini
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