domenica 18 ottobre 2020

Comunicato stampa

 

     PERCHE’  E DA CHI E’ STATO BLOCCATO IL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DI DON TONINO BELLO ?

 

Dopo la visita di Papa Francesco a Molfetta (Bari) nel mese di aprile 2018, per rendere omaggio alla memoria di don Tonino Bello (Vescovo della città pugliese dal 1984 al 1993 e Presidente dell’organizzazione Pax Christi) sembrava imminente il giorno della sua beatificazione. Sono, invece, trascorsi due anni e mezzo. Su questo argomento è sceso inspiegabilmente il silenzio assoluto. Perché?

 

Abbiamo chiesto ad alcune autorevoli personalità ecclesiastiche di fornire una spiegazione di tale silenzio. Nessuna risposta. Poi alcuni giorni fa, come fulmine a ciel sereno, è stata divulgata la notizia dell’inchiesta vaticana sul cardinale, di origine sarda, Angelo Becciu, privato dal Pontefice dei diritti connessi al cardinalato e rimosso dalla carica di Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.

 

Le ragioni del drastico provvedimento papale sono sintetizzabili in una sola parola: soldi. Sembra che alcuni bonifici del valore complessivo di 500.000 euro siano stati versati dal cardinale ad una “dama” cagliaritana (Cecilia Marogna) per scopi umanitari in Africa e in Asia, ma la metà di questa cifra sarebbero stati spesi dalla “dama” per acquistare beni di lusso, a proprio uso e consumo. La “dama” è stata arrestata a Milano ed è in attesa di estradizione in Vaticano.

 

Al card. Becciu vogliamo fare una domanda: per quali motivi è stata bloccata l’istruttoria sulla beatificazione di don Tonino? Si tratta di un’istruttoria avviata molti anni fa e suffragata da una marea di persone. Il postulatore era mons. Agostino Superbo, vescovo di Potenza. Tra i fautori dell’iniziativa c’era anche il cardinale (di origine molfettese) Angelo Amato.

 

 Forse tra i motivi del blocco dell’istruttoria c’è una arcana questione di natura pecuniaria? Forse qualcuno ha prospettato dubbi sulla correttezza delle opinioni manifestate da don Tonino e sull’ortodossia delle sue opere filantropiche? Forse qualcuno non ha condiviso ciò che pubblicamente don Tonino disse nel mese di ottobre 1988, presso il teatro Odeon di Molfetta: “Gaetano Salvemini merita di essere annoverato tra i profeti (senza tonaca) del Regno di Dio”?

 

Restiamo in fiduciosa attesa di una risposta esauriente dal card. Becciu, augurandogli sinceramente che possa emergere la sua innocenza non soltanto davanti al Tribunale Vaticano ma anche quando un giorno si troverà al cospetto del celeste Giudice Supremo, inappellabile e infallibile.

 

18 ottobre 2020                                                      Il Consiglio Direttivo del Movimento Salvemini

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