PERCHE’ E DA CHI E’ STATO BLOCCATO IL PROCESSO DI
BEATIFICAZIONE DI DON TONINO BELLO ?
Dopo la visita di Papa Francesco a Molfetta (Bari) nel mese di aprile 2018,
per rendere omaggio alla memoria di don Tonino Bello (Vescovo della città
pugliese dal 1984 al 1993 e Presidente dell’organizzazione Pax Christi)
sembrava imminente il giorno della sua beatificazione. Sono, invece, trascorsi
due anni e mezzo. Su questo argomento è sceso inspiegabilmente il silenzio
assoluto. Perché?
Abbiamo chiesto ad alcune autorevoli personalità ecclesiastiche di fornire
una spiegazione di tale silenzio. Nessuna risposta. Poi alcuni giorni fa, come
fulmine a ciel sereno, è stata divulgata la notizia dell’inchiesta vaticana sul
cardinale, di origine sarda, Angelo Becciu, privato dal Pontefice dei diritti
connessi al cardinalato e rimosso dalla carica di Prefetto della Congregazione
per le Cause dei Santi.
Le ragioni del drastico provvedimento papale sono sintetizzabili in una
sola parola: soldi. Sembra che alcuni bonifici del valore complessivo di
500.000 euro siano stati versati dal cardinale ad una “dama” cagliaritana (Cecilia
Marogna) per scopi umanitari in Africa e in Asia, ma la metà di questa cifra
sarebbero stati spesi dalla “dama” per acquistare beni di lusso, a proprio uso
e consumo. La “dama” è stata arrestata a Milano ed è in attesa di estradizione in
Vaticano.
Al card. Becciu vogliamo fare una domanda: per quali motivi è stata
bloccata l’istruttoria sulla beatificazione di don Tonino? Si tratta di un’istruttoria
avviata molti anni fa e suffragata da una marea di persone. Il postulatore era
mons. Agostino Superbo, vescovo di Potenza. Tra i fautori dell’iniziativa c’era
anche il cardinale (di origine molfettese) Angelo Amato.
Forse tra i motivi del blocco dell’istruttoria
c’è una arcana questione di natura pecuniaria? Forse qualcuno ha prospettato
dubbi sulla correttezza delle opinioni manifestate da don Tonino e sull’ortodossia
delle sue opere filantropiche? Forse qualcuno non ha condiviso ciò che
pubblicamente don Tonino disse nel mese di ottobre 1988, presso il teatro Odeon
di Molfetta: “Gaetano Salvemini merita di essere annoverato tra i profeti
(senza tonaca) del Regno di Dio”?
Restiamo in fiduciosa attesa di una risposta esauriente dal card. Becciu,
augurandogli sinceramente che possa emergere la sua innocenza non soltanto
davanti al Tribunale Vaticano ma anche quando un giorno si troverà al cospetto
del celeste Giudice Supremo, inappellabile e infallibile.
18 ottobre 2020
Il
Consiglio Direttivo del Movimento Salvemini
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