Cosmo G. Sallustio Salvemini,
LA REPUBBLICA VA RIFONDATA SULLA RANDOM-CRAZIA,
Edizioni Movimento Salvemini di Roma, 2014,
Il rettifilo politico tracciato nel saggio del Direttore del periodico "L'Attualità"di Roma, il professore e Socio onorario dell'Associazione Nazionale Magistrati Onorari , Cosmo G. Sallustio Salvemini, è risultato principalmente, dopo una sua attenta disamina storica, piuttosto accidentato perché in esso l'autore ha ravvisato gli errori commessi dal sistema di fare politica in Italia nel passato. Il suo viaggio analizzatore comincia dal momento in cui è nata la Carta Costituzionale nel 1948 e i vari governi italiani che da allora in poi si sono succeduti, sempre però in clima di insufficiente solidità. Lui ha esposto una lunga critica in cui ha chiarito la storia della politica italiana con tutti i cosiddetti scheletri nell'armadio scheletri di cui si è parlato nei telegiornali nel corso degli ultimi decenni , da quando i mass media si sono occupati di ventilare finalmente le stanze segrete della politica.
Tornando indietro nel tempo c'è
stata la vicenda di Papa Pio XII
con De Gasperi e don
Sturzo per le elezioni del
1952,dove si cercò di creare alleanze senza riferimenti (purtroppo inevitabili) col passato monarchico e fascista. Proprio dal ginepraio delle alleanze e dei precedenti sbagli e crimini
commessi durante il periodo bellico, il dopoguerra è diventato il crocevia di
partiti che volevano risintonizzare, in clima di pace ,
le loro idee per governare l'Italia del dopo-fascismo. Purtroppo si è aggravata ,![]()
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fino ai giorni nostri, la famigerata decadenza
etica della classe politica.
«Più di cinque secoli
fa ,fra Girolamo Savonarola, dai
pulpiti delle chiese di Firenze, tuonava
contro la corruzione morale che stava
dilagando in tutta Europa,
specialmente nei palazzi vaticani. Denunciava "apertis verbis" lo sfrenato malcostume praticato quotidianamente dal Papa Alessandro
VI (Borgia) in tutte le questioni ecclesiastiche e non. Il Borgia può essere considerato come un campione della depravaz ione
che, dal Rinascimento ad oggi, è stata eretta
a sistema di governo. Quel tiranno
debosciato, avvalendosi del potere assoluto conferitogli dalla tiara
che portava sulla testa, ebbe la spudoratezza di scomunicare il coraggioso frate fiorentino, di accusarlo
di eresia e farlo ardere vivo sul rogo (1498).» (Pag.48).
Attestiamo
che l'autore , essendo anche soprattutto esperto giornalista
, si è addentrato in vicende
echeggiate più volte dai quotidiani
per formulare poi domande
che fanno da chiusa all'argomento
da lui riportato. «Quando nel 1992 scoppiò la bufera giudiziaria di Tangentopoli si diffuse nel!'opinione pubblica italiana l'idea
che finalmente, da quel momento in poi , la corruzione
sarebbe stata eliminata dall'agenda politica del Paese. Quell'idea oggi si è rivelata un'illusione. Era solo una speranza coltivata
dalla stragrande maggioranza d ei galantuomini. Una speranza che,anno dopo anno,
si è affievolita a tal punto da trasformarsi in delusione. Sono emersi altri scandali in ogni angolo d 'Italia.»
(Pagg.69-70).
Tutto un discorso
costellato da situazioni negative e riprovevoli, per approdare ad una tesi che negli ultimi
anni si sta rafforzando grazie alla rete di Internet. Ovvero,
che il sistema politico
può essere rinnovato non più tramite elezioni, ![]()
ma per sorteggio. Quando si parla di quest'ultimo l'origine è da ricercare
molto lontano nel tempo, allorquando ad Atene governò Pericle e ci «[...]fu lo Stato più avanzato del mondo antico. Fu l 'intelligenza dell'Ellade, la quale era l'intelligenza dell'Occidente. Ideò e praticò quella
democrazia diretta selettiva che il nostro mondo dovrà riscoprire quale sola alternativa al parlamentarismo fallito o allo
Stato autoritario. [
...]"È democrazia l'assegnazione delle cariche pubbliche mediante sorteggio;
è oligarchica quella che avviene mediante elezione".» (Pagg.267-268). L'autore, è vero, ha viaggiato non propriamente comodo nel vagone della storia della politica degli ultimi settant'anni, ma lo ha fatto per arrivare a delle conclusioni ben
precise nei riguardi di qualsiasi cittadino italiano,
che non si sentirà
più protagonista solo nel
momento in cui è chiamato a votare, bensì
col sistema del sorteggio diverrà compartecipe dell'intero panorama politico
allestito grazie alla innovativa Random -crazia.
«[...] È dunque proponibile un congegno deliberativo consistente in un corpo di"
supercittadini", in numero sufficientemente elevato da renderne difficile la corruzione, estratti a sorte per un anno (ma il periodo è da sperimentare) mediante un calcolatore da una lista di aventi diritto , contraddistinti da determinate caratteristiche fondamentali. Di qui il neologismo di randomcracy.Forse non tutti
hanno notato che sulle calcolatrici di uso comune
esiste un tasto "random": provate e ogni
volta otterrete un numero a caso. Questo dimostra la possibilità elettronica di estrarre a sorte grandi quantità di numeri. Se associo ad ogni numero un nome, con il mio Pc posso fare in pochi
secondi un programma randomizzatore. A questa assemblea
telematica potrebbe
spettare la legislazione
Isabella Michela Affinito, "Percorsi di critica moderna" IV volume,
Casa editrice Menna, Avellino 2020
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