EUCARESTIA
Fiammelle d’amore/ dimorano
nell’anima/ e illuminano il cammino/
verso la gioiosa Mensa/ ove
ci nutriamo di Te, o Signore./ La
certezza della Tua presenza/ nell’Eucarestia,/
dà essenza alla nostra
esistenza./ Tu ci guidi verso
lidi certi,/ lontano dagli squallori
della vita/ e dall’angoscia dell’ignoto;/
ci doni un’intima gioia/
e ci trasformi in Tua radiosa dimora./
L’indifferenza di tante
creature/ addensa l’ombra/ che si
diffonde sull’umanità/ ove il mistico
si disperde/ in un cielo incompiuto/
e dove la fede è
diventata simulacro./ Fa’, o Signore,/
che la nostra dedizione/ sia
fermento di ardenti virtù/ atte a debellare
il male/ che si profila all’orizzonte/
privo di azzurro./
Annulla la nostra identità/ per fonderla
con la Tua./ Dissetaci alla
fonte del Tuo amore/ e cibaci della
Tua grazia.
Marcella Croce de Grandis
IL VECCHIO POETA
Scrivevi al lume della lampada:/
da una foto ingiallita ti osservava/
il volto sorridente d’una donna./ Il
blu dell’inchiostro si schiariva/ tra
le parole, in una sfumatura d’azzurro/
e tu lo usavi, con parsimonia/
per i tuoi versi, dolci e
malinconici./ Così, per tante notti,
al ricordo/ di un amore unico e
struggente/ si susseguirono le stagioni.../
Estate, primavera, autunno,
inverno.../ Ti addormentasti
con lei sul cuore,/ quando la luna
piena illuminava la stanza./ Il
lume quasi spento e, tra le dita/
macchiate d’inchiostro, la penna;
sul volto, il vago sorriso d’un
sogno/ spezzato a metà....
Leda Panzone Natale
L’ ULIVO
Sei radicato in me/ ed io in te;/
siamo oggi/ l’annoso, fecondo
ulivo/ dalle chiome d’argento/ che
adorna/ il campo della vita,/ albero
dai tanti nodi/ rafforzati dal tempo.
Rossana Mezzabarba Nicolai
ASPETTAMI AMICO GESÙ
AspettamiAmico Gesù/ Aspettami
perché il mio passo è lento/ porto
con me il peso/ il peso, di tanto dolore.
Aspettami Amico Gesù/ perché
il mio corpo è stanco porto con
me il peso di tanti pianti./ Aspettami
Amico Gesù,/ aspettami, perché
non riesco a vederti e
t’immagino forse non come sei ma
certo come vorrei tu fossi./ Aspettami
Amico Gesù/ aspettami, perché
se è difficile continuare a
credere/ ma quanto è duro, non
credere/ non riuscire a credere./
Aspettami Amico Gesù. /Aiutami
a Credere! Gilberto La Scala
I MONDI, LAVITA, L'UOMO
I tondi, i mondi, la vita e in me...
“Lui”./ Così dalla luce che abbaglia/
nasce l'Uomo e sotto lo
sguardo dell'occhio divino/
nascono i mondi e cosi la materia
si diletta/ con colori forti o trasparenti/
a dar vita alle forme .../ quelle
invisibili... quelle immense.../ e
nella varietà mirabilmente variegata
l'Uomo. Albano Laporta
ROSSANA È PARTITA
Rossana/ illuminava/ la casa/ Rossana/
illuminava/ il vicinato/ Rossana/
illuminava/ il suo passaggio/
Rossana/ è partita/ clandestina/ la
casa/ è spenta/ il vicinato/ è spento/ il
suo passaggio/ è spento/ di muta/ assenza/
Michele/ è fulminato/ di colpevole/
incomprensione/ Michele/ è
fulminato/ di devastante/ sottovalutazione/
i piccoli/ brancolano/ al
buio/ spauriti/ ed affamati/ la solitudine/
attanaglia/ i cuori/ di una vita/
rarefatta. Francesco Tanzi
ECCO IL MARE
Ecco il mare, / laggiù all’infinito. /
Rasserena / con l’azzurro dei suoi
colori, / dondola sulla cresta /
dell’onde spumeggianti, / disegna
parole dolci / che mormorano armonie,
/ chiama all’ascolto / dei
suoni del profondo,/ sussulta felice
/ al tepore della primavera. / Ecco
il mare, / laggiù all’infinito. Accompagna
il pescatore / a cercare i
suoi abissi, / ruba i battiti dei cuori
/ di color / che guardando / amano
ancora / inneggiar alla vita.
Giovanni Iodice
PREMIO “PAGINE DI POESIA” 2007
CHE DOLCE NOME !
Mi dicevi che mi cullavi,/
Mamma, dolcemente con amore/
quand’ero piccolo e mi accarezzavi./
Hai rischiato per me la tua
vita/ per mettermi al mondo e per
rendere/ la tua esistenza più significativa
e colorita./ Mi hai inculcato
la cristallina fede,/ mi hai
insegnato a vivere onestamente/ e
che felice sarà sempre chi crede./
Ti ho tanto amato, Mamma,/ e
sempre t’amerò per tutta la vita,/
perché nel mio cuor hai acceso la
fiamma/ dell’altruismo, della solidarietà,/
dell’amore verso il prossimo,/
della bontà e della carità.
Mario Coletti
LETTI SEPARATI
Quando l’ombra lunga/ della sera/
cala sulla città,/ sfiancata dagli
umori/ essenziali,/ io ti lascio./ Selvaggia,
necessaria,/ priva di intimità
sommersa/ si assonna la
notte./ Già è rimpianto/ il bacio
frettoloso/ scambiato sul portone./
Su per le scale/ lento è l’avvio/
mentre mi sciolgo/ il tuo sapore in
bocca./ Sbuca,/ nella camera sola,/
scomposto da libri e da giornali,/ il
letto/ ed inadeguato appare!/ Sfoglio
qualche carta, tratteggio pigra
un rigo,/ addento poi la mela/ e per
la casa vago. /Tu, sulla strada del
ritorno,/ ancora!/ Aspra è la notte,/
lunga da passare./ Sgomitolo emozioni/
e mentre mi addormento,/ il
trillo/ del telefono affannato./ Inciampa/
il freddo solitario/ del letto
separato/ appena/ il tepore della
voce/ si sparge ormai/ sul cuscino,/
nella coperta/ e tra le lenzuola/ un
poco maltrattate.
Maria Serritiello


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