CORRUZIONE E PRIVILEGI: DUE
FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA
Non si tratta di opinioni “di
parte” manifestate per propagandare un programma politico. Né si può parlare di
“esagerazioni” mirate a denigrare avversari politici. E’ la Corte dei conti a
dichiarare che “la corruzione è la
palla al piede dello sviluppo economico dell’Italia perché assorbe quasi tutte
le risorse”. Ed ha aggiunto che c’è rischio di “assuefazione” a questa prassi
perversa. Vero è che quasi tutti gli appalti pubblici vengono “pilotati” da
persone esperte in attività corruttive.
L’analisi della Corte dei conti è ineccepibile. Il Movimento Salvemini
da molti anni sta denunciando tale problema che, però, non può essere
analizzato separatamente da un altro problema: i numerosi privilegi di cui in ammissibilmente godono alcune caste sociali. I
due problemi assorbono complessivamente risorse pari a novanta miliardi l’anno.
Sbagliano coloro che attribuiscono questi due problemi una natura semplicemente
contabile o amministrativa. Sono, invece, di natura politica. E sono due facce
della stessa medaglia. Sono problemi che non potranno mai essere risolti da un
Parlamento di “nominati”, come previsto dall’imminente legge elettorale
“Italicum”. E’ arcinoto che i “nominati” sono tutti fruitori di privilegi e che
gran parte di essi sono “compagni di merenda” nella gestione degli appalti
pilotati. Un efficace antidoto ai suddetti problemi potrebbe essere
l’introduzione nella nuova Carta costituzionale del “metodo Pericle”,
opportunamente adattato ai tempi moderni. Questo metodo è stato
dettagliatamente illustrato in alcuni libri di Cosmo G. Sallustio Salvemini, in
particolare in “Dalla corrotta oligarchia alla demo-merito-sorte-crazia”,
“Democrazia degenerata” e “La Repubblica va rifondata sulla
random-crazia”.
Il Consiglio Direttivo
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