Ripristinare la Festa nazionale del 20
settembre
Con una legge
fascista del dicembre 1930 venne abolita la Festa nazionale del 20 settembre
che commemorava la breccia di Porta Pia (1870) operata dai valorosi bersaglieri
al comando del gen. Cadorna. Quel giorno segnò la fine del potere temporale,
ostinatamente preteso dai papi fino a Pio IX (Mastai Ferretti) il quale nel
“Sillabo” aveva definito la libertà e la democrazia come “pestilenze”. La
predetta legge fascista istituì la Festa nazionale dell’11 febbraio per
commemorare i famigerati Patti Lateranensi stipulati dal Duce Benito Mussolini
e dal card. Pietro Gasparri (Segretario di Stato vaticano) dopo una
negoziazione attuata segretamente dai rappresentanti delle due Parti. Quei
Patti non furono mai sottoposti all’approvazione del popolo italiano mediante
apposito referendum. Furono accordi tra oligarchi che volevano procurarsi
vantaggi reciproci (privilegi finanziari e fiscali per la Curia vaticana,
appoggio morale e propagandistico per il regime fascista).
Oggi, sulla base
della Costituzione repubblicana antifascista, il Movimento Salvemini chiede al
Ministro degli Affari Interni di redigere un Disegno di Legge per abolire la
Festa nazionale dell’11 febbraio e per ripristinare la Festa nazionale del 20
settembre, simbolo di Roma Capitale d’Italia, evento epocale per il quale gli
eroi del Risorgimento hanno immolato la vita.
Roma, 22 novembre 2015. Il Consiglio Direttivo
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