Cosa significa essere ‘demorandomcratico’?
Significa essere autenticamente democratico, ossia osservare le regole della Democrazia con i fatti, non solo con le parole. E per essere un democratico “autentico” è necessario ispirarsi al modello ateniese, ideato e attuato da Clistene, proseguito da Efialte e perfezionato dal grande Pericle nel quinto secolo a. C. Vale a dire, far assegnare le principali cariche istituzionali, sia nella funzione legislativa sia in quella esecutiva, mediante sorteggio, nell’ambito di cittadini competenti, onesti, illuminati e volontari, non bramosi di occupare le poltrone del Potere. Solo una riforma di tal genere potrebbe eliminare la squallida prassi del “voto di scambio” (che costituisce la totale negazione della democrazia) e mettere fine alla designazione delle candidature (al Parlamento e altrove) in base al famigerato “metodo Caligola”.
C’è un libro al quale è particolarmente legato e che le ha insegnato qualcosa?
Si. E’ un libro entrato nella Storia d’Italia. E’ intitolato “Il ministro della malavita”, pubblicato da Gaetano Salvemini nel 1910 per denunciare le violenze di vario genere ed i brogli elettorali orditi da Giovanni Giolitti, primo ministro in carica, tramite le organizzazioni criminali, molto attive specialmente nelle regioni meridionali. Questo libro mi ha insegnato che per attuare la vera Democrazia bisogna lottare ogni giorno per difenderla dai suoi nemici, sempre in agguato.
Come mai ha deciso di iniziare a scrivere? C’è un momento particolare della sua vita che l’ha portata alla stesura del suo libro?
Le mie prime pubblicazioni risalgono agli anni Ottanta del secolo scorso e rientrano quasi tutte nella Saggistica. Quest’ultimo libro si ispira ad un auspicio manifestato in mia presenza da Gaetano Salvemini alla fine di giugno del 1957, alcuni mesi prima del suo decesso. Risiedeva a Sorrento, nella villa La Rufola. Disse: “Se avessi vent’anni di meno mi impegnerei ad illustrare gli enormi vantaggi derivanti dalla reintroduzione dell’antica democrazia ateniese, da adattare ai tempi nostri, fondata sull’assegnazione delle cariche istituzionali mediante sorteggio tra cittadini illuminati, esperti e onesti”. Ho cominciato a scrivere il libro “Cento ragioni…” circa un anno fa, accettando una sfida lanciatami da un noto politico. “Mi fornisca almeno una ragione che possa persuadermi a convertirmi alla demorandomcrazia”. Gliene ho fornito cento.
Cosa le piacerebbe sentirsi dire dai suoi lettori?
Che bisogna dare urgente avvìo ad una nuova fase costituente per introdurre nella nuova Costituzione il principio della Demorandomcrazia, l’unico in grado di mettere fine al vile mercimonio dei voti e alle velenose risse tra i leaders politici, quasi tutti affetti dalla “sindrome della poltronite” e quindi socialmente pericolosi.
Ha già un nuovo libro in cantiere? Pensa di scegliere sempre Europa Edizioni come editore?
Si. Mi metterò all’opera appena le condizioni di salute me lo permetteranno. Mi rivolgerò nuovamente a Europa Edizioni, che hanno già pubblicato nel 2019 il mio saggio “Epuloni e Lazzari”, prefazione del chiar.mo Prof. Franco Ferrarotti (Analisi storica dei fattori che determinano le disuguaglianze economiche tra popoli e tra persone). Sono pienamente soddisfatto di Europa Edizioni per l’efficace divulgazione e per la capillare distribuzione dei libri suindicati.
Intervistatrice Debora De Santis
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