sabato 4 settembre 2021

Comunicato Stampa

 

                                    URGE RIFORMARE LA RAI

Non è lecito prendere in giro i teleutenti.

 Nel corso dei mesi estivi la Rai rimanda in onda programmi tratti dal suo archivio.

Ad esempio “Techetechetè”, repliche di spettacoli già andati in onda in passato, perfino cinquant’anni fa. Così i teleutenti vengono turlupinati. Non ha senso mandare in onda in un’afosa serata di agosto una puntata di “Domenica in” che era stata realizzata in un gelido clima di dicembre di tanti anni fa. Il canone tv pagato dagli utenti si riferisce ad un anno intero. Qualcuno spieghi perché per un paio di mesi gli utenti devono vedere solo repliche.

Ma il vero problema è ben più complesso perché, com’è noto, la Rai è lottizzata dai partiti politici.

 I dirigenti delle tre reti sono scelti dai vertici dei partiti in base al “metodo Caligola”. Vengono continuamente sostituiti da altri dirigenti, secondo calcoli opportunistici.

Qualcuno dovrebbe spiegare anche la ragione per la quale esistono ancora tre reti, anziché una sola, come la BBC britannica.

Nel corso delle passate campagne elettorali alcuni leaders politici avevano promesso di riformare la Rai con apposita legge. Per molti anni il  loro slogan è stato: “Fuori i partiti dalla Rai”.

 Una volta eletti in Parlamento hanno eliminato questo slogan dal loro programma, forse perché la Rai è un apparato che fa gola a tutti .

 Intanto, milioni di teleutenti, silenziosi e obbedienti, continuano ad essere obbligati a pagare il canone annuo.

E c’è chi ancora si ostina a negare che il nostro è un Paese scombinato.

4 settembre 2021                                     C.G.S.S.

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